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Governo reale e governo immaginariodi Gianni Baget Bozzo - tratto da Avanti! del 29 agosto 2007 Abbiamo dunque due governi: uno reale e presente, l'altro immaginario e futuribile. Il governo Prodi, che comprende tutte le componenti dell'Unione, è il governo reale, ma Veltroni disegna un altro schieramento, quello del Partito Democratico senza alleanze. Ma è possibile giungervi? Ciò vorrebbe dire riuscire a sfondare contemporaneamente a destra e a sinistra in modo tale da incidere sull'elettorato di Berlusconi e su quello di Bertinotti. Eppure è questo governo immaginario a essere proiettato dalla stampa come un governo reale in cui ci si possa dimenticare dell'esistenza dell'Unione, delle sue tante componenti di destra (Di Pietro), di centro (radicali, socialisti, mastelliani), di sinistra verde e di sinistra antagonista: un caleidoscopio che è la maggioranza reale. A cui si contrappone il Partito Democratico, che vuole essere maggioritario. Il che vuol dire che non fa alleanze se non con se stesso e accetta di perdere pur di non allearsi. Ma è questo partito di ex democristiani e di ex comunisti capace di essere maggioritario con un discorso come quello di Veltroni, che ammicca infine soltanto verso destra (sulla legalità, sul fisco) e non guarda a sinistra se non per criticare il fatto che gli uomini di sinistra sono quelli che si incontrano parlando solo del passato? Dopo aver fatto la campagna elettorale solo contro Berlusconi ed aver mancato l'obiettivo, è problematico pensare che il futuribile partito possa incidere sull'elettorato di Forza Italia, di An, della Lega. E nemmeno dell'Udc, perché il partito di Casini non corrisponde al discorso politico di Casini, che poi è ben lontano dallo staccarsi dalla linea del centrodestra, in cui soltanto ha trovato esistenza. Può un fantomatico partito acquisire con i sermoni i consensi che sinora gli mancano nella realtà? Viene in mente un testo di Dante: «Fate re di tal ch'è da sermone». Questo sembra lo scopo del Partito Democratico: inondare l'Italia di sermoni veltroniani che parlino a destra sostenendo un governo che comprende l'estrema sinistra e che ha dovuto ben debordare in ogni direzione dai confini dell'Ulivo per diventare maggioranza. Eppure il Corriere della Sera pubblica il sermone su due pagine, pensando che le parole di Veltroni facciano notizia solo perché le dice lui. Nel contempo i prodiani gli fanno la guerra con due candidature che lo feriscono al punto tale che egli è costretto a sconfessarle, benché sappia che lo accettano come il vincitore finale. Quindi, quel che è nato in realtà è un conflitto tra il governo reale e il governo ipotetico, tra la maggioranza composita esistente e la maggioranza monocolore preventivata. I due corpi, quello reale e quello possibile, sono già due realtà conflittuali. Mai una situazione simile, un conflitto tra due governi contemporanei delle medesime forze politiche, è accaduto in Italia o in Europa.
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Ragionpolitica, periodico on line n.227 del 27/8/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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