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La Capitale della droga

di Alexandra Javarone - 30 agosto 2007

Sono bastati pochi attimi al coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Giro, per imbracciare la telecamera e filmare una scena d'ordinaria amministrazione ludica in pieno centro a Roma. Il filmato rivela quello che chiunque può vedere ad occhio nudo mentre s'aggira per le vie affollate della capitale. Di fronte ai locali più esclusivi e popolari, dopo la mezzanotte, s'accalca la folla dei giovani romani pronti, casomai dopo una bella gita al festival del corto, a dar fondo a paghette o salari e prender parte al circo della notte, organizzato da chi ha vestito il proprio comune di svago e divertimenti, senza pensare, di contro, ad effettive iniziative politiche, sociali o di semplice ed ordinaria gestione cittadina. Durante notte a Roma tutto sembra apparentemente al suo posto: le feste, le mostre ed il cinema all'aperto. Puoi facilmente dimenticare il traffico della mattina, gli autobus che non passano, i rifiuti, lo scippo della scorsa settimana o il vigile che non ti fa scaricare la spesa di fronte al portone e ti colma d'improperi perché (apriti cielo) «in piazza c'è il sindaco con la televisione».

La sera tutto muta. Gli utenti della fabbrica dello svago partecipano, ignare vittime, al salone ricreativo romano. Conoscono le vie per eludere i valichi elettronici della ZTL e parcheggiano utilitarie e macchinoni su intere aree pedonali, pronti a prender parte ai giochi. Locali, baretti, associazioni culturali e caffè-librerie «offrono», in barba all'ordinanza del prefetto che ne vieta la vendita nel vetro, birre e superalcolici. Minori e non accorrono in centro per rispondere al richiamo della notte, tutte le notti. Non è allora una novità, purtroppo, il video che Francesco Giro ha consegnato martedì scorso al Prefetto Serra. Le crudeli immagini, girate a Trastevere dal coordinatore di Forza Italia, mostrano le sagome di giovani ragazzi che, barcollanti, si avvicinano agli specchietti delle automobili per sniffare la dose di cocaina appena comperata dallo spacciatore di turno; minorenni che s'affogano d'alcol e fumano spinelli; il sorrisino compiaciuto del pusher capitolino di fronte all'incasso serale. Insomma, quella di Giro, è una denuncia grave che testimonia degrado, negligenza ed emergenza sociale.

Ma quel che ci lascia ancor più atterriti, se possibile, è la reazione, di fronte a quella che egli stesso ha bollato come «la scoperta dell'acqua calda», dell'Assessore alle politiche giovanili, Jean Leonard Touadi. Tuadì, certo d'esser immune alle critiche, non pare intenzionato ad aprirsi al dialogo costruttivo ed anzi la prende quasi sul personale, lasciandosi sfuggire la solita replica offensiva. «Giro lo conosciamo tutti» ha affermato. Come a dire quel «provocatore» (per usare un eufemismo) non ci dice nulla di nuovo. Lo sapevamo solo che non abbiam fatto nulla, anzi quasi nulla. Perché secondo Tuadì qualcosa s'è fatto: «dalla Ztl notturna per garantire serenità acustica; all'ordinanza che vieta la vendita delle bottiglie la notte chiesta insistentemente e ottenuta dal prefetto; alla video sorveglianza nelle aree calde» (dal quotidiano Repubblica).

Insomma, al posto di dire magari «il problema è effettivo e va affrontato», Tuadì ha speso goffe parole d'autoelogio per elencare i maldestri tentativi dell'amministrazione capitolina per risolvere la situazione. Ma cosa ha davvero a che fare la zona a traffico limitato con il degrado, lo spaccio, il consumo di droghe, il dramma sociale del piccolo-alcolismo e tutto ciò che ne consegue (come, ad esempio, gli incidenti stradali)? Il re è nudo ed i sarti non sanno più che dire. Sorvolando sull'assurdo della ZTL, l'ordinanza del prefetto, ad esempio, è reale, ma è, purtroppo, anche disapplicata. Perché parlarne allora? Che dire poi della «video sorveglianza nelle zone calde»? Magari qualcuno, a questo punto, potrebbe domandarsi come mai queste sofisticate apparecchiature non abbiano mai registrato scene simili a quelle che Giro ha potuto riprendere in sole due ore comodamente seduto in finestra. Veltroni, dal canto suo, diviso, ancora una volta, tra autopromozioni e la prossima rassegna cinematografica, ieri ha rassicurato i cittadini annunciando una nuova riunione del comitato di quartiere per Trastevere. Una semplice riunione di quartiere per risolvere una piaga sociale?

Uso o abuso di alcol e droga sono oramai divenuti un problema di vastissime proporzioni a Roma: la cultura ludica ha impresso un nuovo modello di comportamento antisociale. Ora, Roma non è certo mai stata una vergine ed è indubbio che questo non sia un fenomeno esclusivamente trasteverino, capitolino o italiano, ma è altrettanto vero che le notti, straripanti di cultura, locali, «nani e ballerini», che il Comune ha per anni somministrato a turisti e cittadini, non possono che aver agevolato questo processo diffuso ed involutivo. L'amministrazione comunale, che ha spesso omesso di dare ascolto alle proteste dei residenti di Campo dei Fiori, Piazza delle Coppelle, Trilussa, Piazza Mattei, San Lorenzo, Montesacro, Talenti (e così via, senza ritorno, fino alle più remote periferie), sapeva, ma ha scelto coscientemente di condannare all'oblio critiche e soluzioni. Ed il superiore interesse della comunità è stato nuovamente ignorato forse proprio per non portare cattiva pubblicità al «modello Roma».

Alexandra Javarone

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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