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Incompetenza ambientaledi Anna Bono - 13 settembre 2007 I lanci d'agenzia e i servizi giornalistici pubblicati alla vigilia della Conferenza nazionale di climatologia, organizzata dal ministero dell'Ambiente e inaugurata il 12 settembre a Roma, si sono concentrati sul riscaldamento delle acque del Mediterraneo e in particolare dei mari Tirreno, Ionio e Adriatico, che circondano la nostra penisola. L'Adriatico per primo sta per diventare «un mare fermo e sempre più caldo» e presto si trasformerà, da Trieste alla Puglia, in una «palude salmastra» perché, essendosi scaldate le sue acque, è scomparsa la corrente del Golfo di Trieste che fino a qualche anno fa lo percorreva in direzione nord-sud. Di qui la necessità di proteggere i cittadini italiani con un piano di contenimento dei danni causati dai cambiamenti climatici: piano che dovrebbe scaturire dai lavori della Conferenza e sul quale si hanno però già delle anticipazioni. Innanzitutto, sembra che costerà nei prossimi anni circa quattro miliardi di euro: una parte dell'importo - ha annunciato il ministro Pecoraro Scanio sollecitando il coinvolgimento di tutti i ministeri - è già stato inserito in un capitolo del prossimo Documento di programmazione economico-finanziaria che include l'attuazione del Protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas serra e varie misure di adattamento nei settori dissesto idrogeologico, biodiversità, parchi e precariato. Inoltre si sa che uno dei progetti per limitare i danni ambientali da global warming è la costruzione di dune artificiali lungo le coste. Infatti, sostengono gli esperti consultati dal ministero dell'Ambiente, nei prossimi decenni dovremo fronteggiare un crescente fenomeno di erosione e inondazione delle nostre spiagge, che già sono inghiottite dalle acque marine per una profondità di alcuni metri all'anno. Sono a rischio 5.000 chilometri di coste, ma potranno essere riparati dalle dune soltanto i 2.000 chilometri non ancora occupati dagli insediamenti umani. Se con queste informazioni si voleva allarmare il pubblico italiano in vista della Conferenza sul clima, l'obiettivo è stato raggiunto in pieno: non tanto per le prospettive catastrofiche illustrate, quanto per il fatto che il cittadino medio, sprovvisto di adeguate nozioni di fisica, geofisica, climatologia e geologia, non riesce assolutamente a capire come dei «mari fermi», ridotti a «paludi salmastre», potranno inondare ed erodere le coste italiane e quindi si domanda - davvero spaventato - se la tutela del nostro patrimonio ambientale sia in buone mani. Ad aumentare la preoccupazione dei cittadini italiani, proprio nelle stesse ore, si sono aggiunti i risultati della ricerca dello Studio Ambrosetti, presentati all'annuale workshop di Cernobbio, che evidenziano i costi crescenti e i rischi della persistente dipendenza energetica dell'Italia da fonti estere (85% contro la media europea del 53%), per di più con un forte sbilanciamento sul gas avendo rinunciato al nucleare, e le dichiarazioni sulla fragilità del sistema energetico italiano fatte dall'amministratore delegato dell'ENEL, Fulvio Conti, secondo cui, inoltre, a luglio, per un errore d'interpretazione del fabbisogno energetico nazionale, il ministero dell'Ambiente, a fronte di un aumento dei consumi previsti, ha bloccato lo stoccaggio di 500 milioni di metri cubi di gas. Quanto alla domanda «a chi è affidata la tutela dell'ambiente?», la risposta è che, a giudicare dalla composizione dei partecipanti alla Conferenza di climatologia, Pecoraro Scanio si fida e confida molto in avvocati, sociologi, architetti, esponenti sindacali e di svariate organizzazioni ambientaliste a loro volta popolate da militanti agguerriti, ma quasi tutti inesperti di questioni scientifiche. La stessa preparazione della Conferenza, come ha sottolineato il fisico italiano Francesco Battaglia nei giorni scorsi, è stata curata dall'avvocato Giancarlo Viglione, amico di lunga data del ministro: il quale Viglione, già Commissario straordinario dell'Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e sulla nutrizione, è il Capo gabinetto al ministero dell'Ambiente e nel luglio del 2006 è stato nominato Direttore generale dell'Apat, Agenzia per la protezione dell'ambiente, ma - come recita il suo brillante curriculum - è «avvocato esperto di diritto amministrativo e nella materia degli appalti pubblici nel contenzioso giudiziale oltre che extragiudiziale».
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Ragionpolitica, periodico on line n.229 del 11/9/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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