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numero 280
6 marzo 2008
 
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Il grillismo

di Raffaele Iannuzzi - 18 settembre 2007

«E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli. I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l'acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza "beppegrillo.it". Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog. Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale. La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di se stessi. I cittadini che si fanno politica. Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog» (dal blog di Beppe Grillo).

Che sta succedendo? Sergio Romano, dopo la dirompente performance del comico genovese alla Festa dell'Unità di Bologna, ha tirato fuori dal cassetto dello storico la vecchia tattica comunista dell'alleanza col nemico quando non lo si può sconfiggere. Altri hanno detto che si tratta di un caso di «sindrome di Stoccolma». Sia come sia, ciò che appare evidente è che le categorie di Grillo siano altro dalla classica gestazione politica e dalla sua ritualità. Le piazze non sono una novità, l'Uomo Qualunque di Giannini non c'entra niente; quel che appare nuovo e scatenante è il furore plebeo accompagnato da un blocco sociale originariamente di sinistra e oggi in grave crisi di identità. La politica non fornisce più risposte ai problemi reali, neanche quando dispone del governo, allora il popolo dei nuovi drop-out si scatena, ma - si badi - non si tratta di gente fuori dal sistema, ma di gente drop-out in quanto non percepisce più il nesso tra la politica (anche rigorosamente fornita di identità ideologica) e la vita, il quotidiano. La retorica dei gitorotondi aveva, soprattutto con lo storico Ginsborg, posto al centro della presunta «novità» movimentista pre-governo di centrosinistra proprio la «politica della vita» e «nella vita», una sorta di nuovo mantra, di codice radical-chic che spinge l'originalità fino al punto di legare la rete di internet e il massimo dell'anti-tecnologico, cioè Moretti. Pasticcio impolitico, di fatto, che rese D'Alema l'untore di turno di questi nuovi giacobini postmoderni.

Bene, Grillo è un po' questo, ma è anche altro. E' una versione turbo e turbolenta dei nuovi populisti che si iscrivono alle newsletters dei vari siti di battaglia antagonistica, numerosissimi e tutti da visitare attentamente, gente comune nel senso americano di «common people», gli «antipolitici» in quanto politicamente maturi e insoddisfatti della politica di oggi - urla Grillo con accenti dadaisti. L'efficacia retorica qui è tutto e sopravanza la proposta, salvo annettere al tutto una cifra giacobina inquietante, il marchio doc del comico sulle liste civiche che non vengono caldeggiate, ma in sostanza vengono accettate come motore sociale di rivolta e di piazzamento laterale delle tattiche burocratiche di sinistra. Ecco il punto da cogliere: Grillo è il grillismo, il quale è un mix di Castells e della democrazia della Rete, con accenti newglobal e noglobal, istituiti dall'accademia americana da Stiglitz, l'autore della prefazione al volume di Grillo «I nuovi schiavi». Questo è il rutilante mondo virtuale, una sorta di Second Life. E la Second Life è considerata oggi una realtà a tutto tondo, tant'è vero che i gesuiti vogliono farne uno dei nuovi centri di evangelizzazione, cogliendo in quella rete di desideri, affetti ed acquisti una modalità postmoderna di disagio e di esistenza. Stavolta non più virtuale, ma reale, anzi iper-reale.

Bertinotti non difende il Parlamento dalle contumelie di Grillo e questo gesto di non implicazione polemica è alquanto comunicativo; se poi viene seguito dal sostanziale «laissez-faire» di Napolitano, il quadro si fa chiaro e inquietante allo stesso tempo. La sinistra soffre il grillismo e insieme lo legittima. Il Pd nato morto, come sentenzia Grillo, è verità sacrosanta. Ma non è in gioco soltanto il Pd, ma la democrazia italiana del XXI secolo e l'immobilità corporativa della nostra società. Senza adeguato ascensore sociale, le banlieues sono alle porte, oggi per giunta legittimate e richieste dal ministro Ferrero. Eversione istituzionale. Mentre in Francia si salvano proprio perché le istituzioni sono forti e Sarkozy intende renderle ancora più flessibili e forti. Non sarà il caso di ripartire da questo nucleo vitale?

! Raffaele Iannuzzi
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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