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Un'inutile Commissionedi Antonio Maglietta - 20 settembre 2007 In questi giorni la Camera sta votando il progetto di legge presentato dal Ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, recante il titolo «Modernizzazione, efficienza delle Amministrazioni pubbliche e riduzione degli oneri burocratici per i cittadini e per le imprese» (A.C. 2161/A). Il Ministro, oramai da diverso tempo, sta rilasciando numerose interviste sui giornali per glorificare le sue iniziative. Uno dei cavalli di battaglia per dimostrare la bontà delle sue proposte è la previsione dell'istituzione della «commissione indipendente per la valutazione delle Amministrazioni», inserita nel citato disegno di legge e precisamente all'articolo 10-bis. La nuova struttura, nelle intenzioni di Nicolais, dovrebbe essere lo strumento per combattere i casi di nullafacenza conclamata nel pubblico impiego. La presenza o meno di questo specifico articolo è stata abbastanza tormentata. Dapprima presentato in pompa magna dal Ministro Nicolais, il provvedimento aveva subito ricevuto il niet dei sindacati e della sinistra massimalista. L'affossamento aveva fatto rumore e molti, anche all'interno dello stesso centrosinistra, non l'avevano presa bene. Il testo, quindi, era stato mestamente ritirato ma, a causa del pressing di alcuni esponenti dell'area riformista del centrosinistra e dello stesso Ministro della Funzione Pubblica, è stato recentemente reinserito nel progetto di legge con qualche piccola modifica rispetto alla versione originale. Ma quali sono i compiti di questa commissione e, soprattutto, quali sono le modifiche apportate rispetto alla precedente versione? Si legge testualmente all'articolo 10-bis del progetto di legge (A.C. 2161/A):
Cosa è cambiato rispetto alla versione precedente? Le due versioni sono pressoché identiche, se non per un piccolo particolare non proprio indifferente. Nella vecchia versione, la commissione aveva anche la seguente funzione - rif. Art. 16-ter, comma 1, lettera d) - : «nelle ipotesi in cui rileva casi di inefficacia, inefficienza, mancato rispetto degli standard di qualità dell'attività delle amministrazioni pubbliche e dei livelli essenziali delle prestazioni, effettua specifiche segnalazioni al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, che adotta le iniziative di propria competenza, nonché, ove ravvisi un danno per la finanza pubblica, alle procure regionali della Corte dei conti e ai Collegi dei revisori dei conti. Ai fini della predetta rilevazione, la Commissione può anche richiedere ispezioni specifiche ovvero a campione da parte dei servizi ispettivi delle singole amministrazioni, nonché dell'ispettorato della funzione pubblica che può avvalersi, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, del Corpo della Guardia di finanza; il predetto Corpo agisce nell'esercizio dei poteri di polizia economica e finanziaria previsti dall'articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, e successive modificazioni.» Insomma, prima c'era una consequenzialità di atti che avrebbe portato direttamente il Ministro della Funzione Pubblica ad adire, nei casi di specie, le procure regionali della Corte dei conti e i Collegi dei revisori dei conti. Ora quel riferimento è scomparso e con esso tutto il dato sanzionatorio che, nell'attuale versione, viene sostituito con una semplice raccomandazione rivolta alle amministrazioni interessate. Non sarebbe meglio, invece, ricostruire la catena gerarchia nel pubblico impiego e responsabilizzare i dirigenti? Tralasciando, quindi, i giudizi sulla bontà stessa dell'istituzione di una struttura del genere, alla fine della fiera, la commissione anti-nullafacenti, senza la previsione di un dato sanzionatorio veramente incisivo, nasce già depotenziata e, nonostante i proclami del centrosinistra, già si candida a diventare l'ennesima struttura inutile della pubblica amministrazione nostrana. Antonio Maglietta |
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Ragionpolitica, periodico on line n.230 del 17/9/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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