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Camillo Ruini Verità di Dio e verità dell'uomoBenedetto XVI e le grandi domande del nostro temporecensione di Mario Secomandi - 25 settembre 2007 Il cardinale Camillo Ruini mette bene in evidenza come la crisi del cristianesimo nel mondo occidentale faccia venir fuori una nuova «questione antropologica», facendo il punto sulle grandi domande e sfide che in quest'epoca investono l'umanità, e procedendo nel solco del magistero e degli interventi di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI. L'impetuoso sviluppo delle biotecnologie determina il pericolo del primato della tecnica sull'uomo. La scienza è giunta ad una sorta di point break (punto di rottura), rappresentato dallo strapotere d'intervento che essa ha sull'essere umano, perseguendo l'obiettivo di trasformarlo nella sua realtà fisica e biologica. Da qui gli attuali tentativi di applicare fecondazioni artificiali, produrre embrioni chimera e sopprimere quelli non perfettamente sani. Ciò apre la strada all'eugenetica ed alla clonazione. Non si riesce a prevedere fino a dove si arriverà proseguendo su tale via. Certo è che l'uomo subisce una vera e propria mutilazione di sé sulla base della visione riduzionista e naturalistica, riconducendolo alla sua sola dimensione materiale, corporea e cerebrale, e facendosi beffe dell'anima e della realtà spirituale. L'essere umano è considerato alla stregua di un mero «prodotto della natura» ed è ridotto da soggetto centrale ad oggetto manipolabile a piacimento dalla tecnica. La materia ha ora il primato sullo spirito, secondo come prescrive il marxismo. La verità è che si vuole creare una nuova, artificiale ed inquietante forma di uomo. Un simile approccio ideologico scientista, relativista e nichilista non è venuto fuori a caso, ma è il frutto del lento ma deciso distacco, a livello filosofico, culturale e poi reale, della ragione e della libertà dal cristianesimo, cosa che risale sino ai primordi della modernità. La fine della metafisica ha fatto tutt'uno con la negazione della trascendenza. Ma il dissolversi del cristianesimo ha comportato un misconoscimento della dignità dell'uomo come un caposaldo intoccabile ed alla base di tutto il resto, e di ciò che discende dal suo essere ad immagine e somiglianza di Dio, fonte insieme della salvezza, dell'amore, della verità, della libertà e della giustizia umana. Ora si nega sia la possibilità sia l'elaborazione di un qualsivoglia significato della vita oltre la morte. Il nuovo agnosticismo consiste nel diffondersi dell'idea dell'impossibilità per l'uomo di conoscere la verità su Dio e dunque su sé stesso. Il ramo della ragione ha voluto a mano a mano recidersi dall'albero della Fede, complice anche quel tentativo di «de-ellenizzare» il cristianesimo staccandolo dal suo legame originario con le radici greco-romane. Il nuovo dogmatismo spaccia per scienza esatta la teoria evoluzionistica, senza più considerare come vi siano dei limiti insuperabili connaturati alla conoscenza empirica e scientifica. Tali forme deviate di razionalità, che vogliono sostituirsi al cristianesimo, incidono sul profilarsi di nuove e capovolte gerarchie valoriali ed orientamenti etici. Si è fatta a pezzi la distinzione tra bene e male, e la centralità della persona umana e della sua libertà nella verità ha cessato di costituire il principio cardine. L'ex presidente della Cei e vicario del Papa nella diocesi di Roma, di fronte a tale cupa prospettiva, propone a laici e cattolici la necessaria via di un rinnovato incontro tra ragione, libertà e cristianesimo allargando «gli spazi della razionalità» e ricusando la limitazione di questa «a ciò che è sperimentabile e calcolabile». Va abbandonata la preclusione preconcetta verso la trascendenza e recuperato il diritto naturale, secondo cui le norme morali del cristianesimo hanno una validità oggettiva ed un indispensabile rilievo pubblico in quanto «si fondano sulla realtà stessa dell'uomo». La ragione deve tornare ad interrogarsi ed aprirsi alle «grandi questioni del vero e del bene» ed alle «grandi domande sull'uomo, sulla vita, sulla totalità dell'universo». La libertà è davvero autentica e tale solo se connessa alla verità ed alla realtà. Occorre mettere al bando una falsa neutralità. Scienza, teologia e filosofia hanno urgente bisogno di tornare a parlarsi ed incontrarsi. Le nuove biotecnologie devono rispettare la specificità e la dignità insopprimibile dell'essere umano. Solo così l'Occidente, di fronte all'emergere di nuove civiltà, può farsi promotore di un nuovo umanesimo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.231 del 24/9/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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