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numero 280
6 marzo 2008
 
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Cattiva coscienza

di Stefano Doroni - 18 ottobre 2007

Dopo sette anni dai brutti giorni del luglio 2001 siamo ancora costretti a parlare del G8 di Genova, visto che è difficile far uscire la verità fuori dalla melma della mistificazione e della bugia politica. Dunque, durante quel G8 ci fu una vera e propria guerra di strada, con devastazioni di tutti i generi: giorni di pura e semplice violenza ideologica, fomentata dall'ispirazione massimalista del movimento no global internazionale e spalleggiata - o almeno non abbastanza contrastata - da un sacco di cattivi maestri, dai giornalisti santoni, ai politici compiacenti, ai preti da barricata. Se le forze dell'ordine furono costrette a fronteggiare cortei di scalmanati in assetto da «presa della Bastiglia», dove poteva trovarsi anche qualche sparuto individuo in buona fede; e se le stesse forze dell'ordine furono costrette a passare alle vie di fatto per interrompere vandalismi e atti di vera e propria guerriglia urbana, non si può certo pretendere che gli agenti potessero distinguere gli scarsi brav'uomini nella massa dei teppisti esaltati. Come opportunamente ha sottolineato il pm Andrea Canciani nella sua ultima requisitoria al processo per le violenze di quei giorni, «non è vero che ci sia stata una caccia all'uomo da parte delle forze dell'ordine su manifestanti inermi, perché il corteo di via Tolemaide non era composto da pacifisti». Ed è perfettamente vero: era infatti composto da tute bianche, che tutto sono fuorché gente pacifica.

A proposito di via Tolemaide: la carica delle forze dell'ordine sui rivoltosi non fu la causa dei macelli durante i quali trovò la morte Carlo Giuliani. Quella morte l'hanno tutta sulla coscienza gli amici violenti e guerraioli del ragazzo che stava per lanciare un estintore contro una camionetta di Carabinieri mentre subiva un attacco da una truppaglia di vili che approfittavano dell'immobilità del mezzo incastrato. Ma di quel ragazzo morto per qualcosa che proprio non ne valeva la pena la sinistra pacifinta ha fatto un santino da sfruttare per la propria propaganda ideologica buonista, vendendo perciò sulla bancarella della credulità popolare il messaggio un tanto al chilo secondo cui noi viviamo in una società inquinata dal Male, magari alla mercé di sceriffi crudeli e violenti - i poliziotti e i militari - che difendono il potere dei capitalisti affamatori. Dimenticando che quegli «sceriffi» difendevano a loro rischio una città violentata dalle anime belle, per stipendi che fanno un po' ridere. Non si fanno scrupoli, negli ambienti della sinistra massimalista, a trasformare in eroi o in brava gente i vandali del G8, dal momento che combattevano il Nemico assoluto in nome di un'idea santa e buona che non si può processare e nemneno discutere.

Capolavori della menzogna propagandistica che fanno della realtà una burletta, rovesciandola come una vecchia manica di cappotto. Non ci fu nessuna caccia all'uomo a Genova, non certo da parte di Polizia e Carabinieri; la caccia fu dei no global, tute bianche o nere che fossero: caccia al carabiniere e al poliziotto, caccia alla proprietà, caccia ai simboli economici della società. Voler processare gli assaliti e santificare i violenti è solo segno di cattiva coscienza.

! Stefano Doroni
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