|
|||||||
|
|
I derivati, questi sconosciutidi Fabrizio Goria - 23 ottobre 2007 Una nuova ombra cala sul mondo economico italiano, già scosso dalla crisi Usa dei mutui subprime. Sono i derivati, uno strumento finanziario con un basso indice di trasparenza, che rischiano di creare scompiglio nel sistema bancario. «I derivati non sono il male e noi più trasparenti di così non possiamo essere. Tecnicamente non esistono altre cifre oltre a quelle che abbiamo già rivelato». Con queste parole Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, ha risposto alle accuse che vedevano coinvolta la prima banca italiana per capitalizzazione, dopo le dichiarazioni del governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Quest'ultimo si considerava preoccupato dalla condizione bancaria italiana, dopo la crisi che ha messo in ginocchio il mercato immobiliare statunitense in estate e che rischia di avere delle ripercussioni anche nel nostro Paese, dopo le prime avvisaglie di crollo della Northern Rock in Regno Unito. Ma cosa sono i derivati e come possono essere oggetto di una nuova flessione dei mercati? Lo strumento derivato è un titolo, spesso azionario (e quindi volatile), il cui valore è basato sul valore di mercato di altri beni(azioni, indici valute, tassi, ecc.). I titoli derivati hanno raggiunto solo recentemente una diffusione enorme grazie alla globalizzazione ed all'informatizzazione dei mercati economici mondiali. I derivati strutturati sono presenti per ogni esigenza e basati su qualsiasi variabile, perfino la quantità di neve caduta in una determinata zona, una condizione, questa, che fa capire con facilità quanto questi strumenti siano volatili ed ad alto tasso di rischio per gli investitori. Gli utilizzi principali sono l'arbitraggio, la speculazione e la pratica dell'hedging, strumenti finanziari raffinati per speculare con alti profitti ma, contemporaneamente, forti rischi. Fra i derivati trovano spazio options e future, ben noti al pubblico italiano dei grandi risparmiatori. I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati ma soprattutto all'over the counter, mercati alternativi alle borse vere e proprie creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telefoniche o telematiche. Da notare che tali mercati di solito non sono regolamentati, se non dalle regole consuetudinarie degli stessi operatori. Secondo le cifre della Federal Reserve, la massa di derivati circolante nel mondo ammonta a 300 trilioni di dollari, di cui 100 depositati nelle banche americane. La caratteristica principale del derivato è l'estrema volatilità dell'indice del titolo al quale è legato, che permette di speculare con maggior profitto. L'altra faccia della medaglia è la forte percentuale di rischio gravante sugli investitori. Se colleghiamo il tutto alla generale carenza di trasparenza di un mercato fuori del mercato ordinario, come abbiamo visto in precedenza, ed ai volumi trattati, capiamo perché i governatori delle banche centrali sono vigili su questo versante, alla luce della bolla speculativa del mercato immobiliare americano. Nel mondo finanziario ogni strumento viene creato in modo sempre più raffinato per garantire il maggior profitto e la minor imposizione fiscale possibile. Il problema è che spesso si opera sul filo del rasoio, senza poter garantire la reale trasparenza che sta alla base di una corretta informazione economica degli investitori. Le stime della Fed Usa sono quello che sono, ipotesi, dato che non si possiede la cognizione dell'ampiezza di un mercato fuori dell'ordinario. Il timore è che si possa ripresentare ai risparmiatori uno scenario come quello estivo, nel quale non si sapeva con certezza su quali mercati fossero stati collocati i prodotti subprime. Le banche dovrebbero fornire maggiori informazioni verso i loro clienti e subire un controllo più elevato da parte delle istituzioni comunitarie. In questo quadro, il governo tace e lascia da solo un governatore di Bankitalia, Draghi, che per competenza ed esperienza dovrebbe essere ascoltato senza riserve. Perché nel mondo economico non si deve sottovalutare ciò che non si conosce a pieno. Fabrizio Goria |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.235 del 22/10/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||