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E' crisi mutui in Italiadi Fabrizio Goria - 30 ottobre 2007 In Italia sta accadendo qualcosa di molto simile alla crisi subprime che ha imperversato negli Usa quest'estate e continua ad allarmare il mondo economico. Nelle città italiane si registra un aumento dei pignoramenti di case gravate da mutui. Cresce il numero di famiglie che si rendono insolventi nei confronti delle banche che gli hanno concesso il mutuo e, conseguentemente, perdono la loro abitazione. Una famiglia su 4, in una grande città come Milano, negli ultimi anni ha visto la propria casa pignorata a causa dell'insostenibilità dei tassi dei mutui. Questo è il grido di allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, le quali comunicano che nei primi otto mesi del 2007 i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari nei principali tribunali (da Milano a Napoli, da Torino a Palermo) sono aumentati in media del 20% rispetto all'anno scorso. Ma l'Adiconsum si spinge oltre e rende nota una stima di insolvenza che quantifica in circa 400.000 le famiglie (pari al 25% di quelle che hanno acceso un mutuo a tasso variabile negli ultimi anni) che si trovano in grandi difficoltà finanziarie. Questo a causa della grande facilità con cui gli stessi istituti di credito hanno promosso i loro mutui a tassi variabili intorno al 2004, anno in cui i tassi di mercato erano ai minimi storici, a discapito di quelli a tasso fisso, molto meno rischiosi per chi deve sobbarcarsi quasi 30 anni di rate mensili. Negli anni successivi, com'è fisiologico, il costo del denaro ha subito un forte rincaro, che ha inciso in modo sensibile sui consumi e sul potere d'acquisto delle famiglie. La conseguenza, per chi si vedeva nella situazione di necessità di richiedere un finanziamento per la propria abitazione, è stata quella di non poter onorare l'obbligazione contratta con la banca. Quest'ultima, in caso di insolvenza continuativa, ha il diritto di riscattare e pignorare l'oggetto del finanziamento, come da legge, ed in questo caso sono le abitazioni. Una situazione molto redditizia, considerando che ogni pignoramento per l'istituto di credito significa un'immissione immediata di liquidità nelle sue casse. «La causa principale di questa drammatica situazione è proprio da ricercare nell'abuso di utilizzo dei tassi variabili, che si dimostrano nel giro di pochi anni molto onerosi, con aggravi mensili per le famiglie che oscillano dai 150 ai 250 euro per un mutuo dai 100.000 ai 200.000 euro» spiegano in coro le associazioni dei consumatori, cercando di coinvolgere anche il governo in quello che è un monito da non lasciar passare inosservato. Non è complicato trovare dei paragoni con le cause della crisi immobiliare statunitense: facilità da parte delle banche a rilasciare mutui a tassi variabili, precarietà finanziaria dei clienti, pignoramento degli immobili in caso d'insolvenza. Le analogie sono anche sullo stile di vita e sul tipo di informazione economica a disposizione. Una vita basata più sull'apparenza che sulla sostanza, che prevede che il superfluo prenda il posto del necessario, dimenticando ogni sorta di risparmio personale. Se a questo aggiungiamo che l'informazione bancaria è stata negli anni (ed in alcuni casi ancora oggi) lacunosa, il quadro è completo. Ma, in tutto questo putiferio, che cosa fa il governo per le famiglie? Un esecutivo che si definisce progressista ha rincarato non solo le imposte dirette, ma anche quelle indirette, tagliando ulteriormente il potere d'acquisto alle stesse famiglie che si stavano rendendo insolventi con le banche con cui avevano acceso il mutuo. E non va dimenticato come il governo abbia sempre posto al primo punto del suo programma la lotta al lavoro precario, salvo poi non risolvere in nessuna maniera la situazione. Sul fronte delle imprese, oltre al danno, la beffa: non solo non ci sono stati incentivi e non si è operato per aprire i mercati verso l'estero, ma il tanto sperato taglio di Ires ed Irap sarà notevolmente sotto le aspettative, data la bozza di Finanziaria. L'Italia sta vivendo una crisi economica e sociale che non può essere sottovalutata. Se il governo continua nelle sue inefficienze, l'unica soluzione dal punto di vista economico può essere quella di un repentino cambio al vertice. Prodi, in campagna elettorale, promise la felicità alle famiglie italiane, che ora si ritrovano senza casa e senza soldi. Fabrizio Goria |
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Ragionpolitica, periodico on line n.236 del 30/10/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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