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numero 280
6 marzo 2008
 
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Giampaolo Pansa

I gendarmi della memoria

Chi imprigiona la verità sulla guerra civile

recensione di Mario Secomandi - 3 novembre 2007

I «gendarmi della memoria» sono tutti quegli esponenti della sinistra i quali, con la loro consueta arroganza, pretendono di imporre a tutti la loro visione partigiana ed ideologica della Resistenza, contribuendo così ad imprigionare la verità sulla guerra civile italiana coeva ed immediatamente successiva al crollo del fascismo (dal '43 al '45 fino al '48). Quasi 50.000 sono stati i caduti legati alla Repubblica Sociale Italiana liquidati dai partigiani. E a più di 30.000 ammontano le vittime della «resa dei conti» seguita alla cessazione formale delle ostilità, laddove gruppi di comunisti hanno deliberatamente infierito sui vinti, cioè su chi aveva più o meno direttamente aderito al regime mussoliniano. E', questo, un censimento che va portato avanti, nonostante le barriere politico-burocratiche frapposte anche dalle attuali amministrazioni locali di sinistra; buona parte degli italiani vuole sapere tutta la verità circa la nostra storia patria. Ci sono poi tante famiglie, all'epoca fasciste, che non accettano più l'imposizione dell'oblio sui loro cari che in quel periodo scomparvero letteralmente nel nulla, vittime degli «squadroni della morte» - strutture clandestine composte da partigiani comunisti incaricati di sopprimere chiunque potesse fungere da ostacolo all'instaurazione di un successivo regime marxista. Quando non torturavano ed assassinavano, esse estorcevano denaro agli abbienti ed assumevano i connotati di una «polizia politica partigiana» padrona assoluta dell'ordine pubblico, con la connivenza ed omertà da parte del Comitato di liberazione nazionale (Cln) e dei gruppi dirigenti locali del Pci.

I nemici dei comunisti non erano soltanto i fascisti sconfitti, ma anche tutti gli «avversari di classe» e gli antifascisti militanti negli altri partiti, come i partigiani cattolici e liberali, i quali costituivano un fastidioso impedimento alla realizzazione del sogno anticapitalista ed antioccidentale del Pci, che puntava a fare dell'Italia un Paese satellite dell'Unione Sovietica. Ci fu dunque una resa dei conti interna al fronte antifascista partigiano: «tante piccole Porzus» ebbero luogo nell'Italia settentrionale; efferati delitti furono commissionati dai rossi a mo' di «esecuzioni interne» per eliminare chi non voleva sottomettersi alla supremazia del Pci ed alle sue intenzioni insurrezionali. Particolarmente turpe ed orrenda è stata inoltre la «mattanza» dei comunisti su migliaia di donne legate al fascismo o ritenute ostili al movimento partigiano e «spie del nemico»: a loro toccò in sorte di subire, prima dell'assassinio, rapimenti, violenze sessuali ed indicibili sevizie e torture (dai paletti conficcati nella vagina alle teste rapate e cosparse di catrame fino alle sfilate nude in centro città).

A causa del suo coraggio anticonformista di raccontare le vicende della Resistenza anche dal versante dei vinti e senza alcun timore reverenziale a svelare i misfatti degli allora vincitori, Giampaolo Pansa è oggi più che mai nel mirino dei «gendarmi della memoria» neocomunisti. Nel nuovo libro sono descritte anche le contestazioni, gli assalti e i tentativi di aggressione ai danni dello stesso autore messi in atto da estremisti di sinistra in occasione delle presentazioni al pubblico della precedente opera La grande bugia, che narrava sempre della guerra civile italiana. Pansa si trova così ad essere ingiustamente impedito ad intervenire a convegni e dibattiti. Egli è scortato e molti incontri sono stati annullati per motivi di ordine pubblico. A fronte della gretta chiusura ideologica intrisa d'odio di certa sinistra radicale, è da notare il complice immobilismo della sinistra cosiddetta «moderata», dei massimi esponenti ex Ds fino al neosegretario del Pd Veltroni, i quali non esitano ad isolare il brillante giornalista e saggista di Casale Monferrato. Il «caso Pansa» scoperchia ancora di più l'attuale crisi politico-culturale della sinistra, incapace di fare un po' di sano revisionismo autocritico sulla propria storia.

! Mario Secomandi
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I gendarmi della memoria
  • Autore:
    Giampaolo Pansa
  • Editore:
    Sperling & Kupfer
  • Prezzo: 19,00 €
  • Pagine: 504

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.236 del 30/10/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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