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numero 280
6 marzo 2008
 
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Francesco Agnoli e Alessandro Pertosa

Contro Darwin e i suoi seguaci

Nietzsche, Zapatero, Singer, Veronesi, Odifreddi...

recensione di Mario Secomandi - 6 novembre 2007

Francesco Agnoli ed Alessandro Pertosa rintracciano i fondamenti filosofici del neo-darwinismo nel positivismo e nel progressismo materialista illuminista, ideologie sostanzialmente anticristiane. All'ergersi della scienza a «nuova religione dell'umanità» fa seguito l'oscuramento dei valori tradizionali, degli insegnamenti e delle verità tramandate dalla teologia e filosofia precedente, improntate alla metafisica. Da un simile humus, risalente all'Ottocento, prende corpo la dottrina di Charles Darwin sull'evoluzione e sulla «selezione naturale della specie». Ricusando l'esistenza di Dio e disconoscendo la realtà dell'anima immortale, l'uomo subisce una riduzione al rango di mero animale in acerrima lotta di sopravvivenza con i propri consimili. L'appellativo ufficiale di «scientifico» giunge così ad essere conferito soltanto a chi non oltrepassi il «regno del misurabile empiricamente». La libertà e la responsabilità vengono soppiantate dal determinismo e dall'istinto. La natura diviene destinataria e protagonista di un processo di divinizzazione. La confusione - di matrice panteistica - di Dio col mondo postula il guardare all'essere umano come ad un elemento di pari valore ed uguale dignità ontologica rispetto alle specie animali e vegetali ed alle cose inanimate.

L'ideologia darwinista, sviluppatasi in un brodo di coltura condito di occultismo gnostico ed elitario, ha rappresentato una rilevante fonte di ispirazione e riferimento sia per il comunismo scientifico marxista che per il nazionalsocialismo, da cui l'affermarsi di razzismo, eugenetica, classismo e totalitarismo. Il presupposto di fondo è sempre costituito dall'assestamento di un sonoro schiaffo alla dignità della persona umana ed alla sua libertà, a motivo della negazione dell'individuo in nome della specie. L'eugenetica, che prende corpo in tale quadro, consiste nel limitare il numero di coloro i quali non sono adatti a «migliorare» il progresso della razza umana. Nasce così una nuova selezione artificiale in cui gli individui ritenuti inetti, deboli, inutili, portatori di deficit e dunque «indegni di vivere», vengono fatti oggetto o di sterilizzazione o di eliminazione tout court, dal momento che essi sono «complici» del rallentamento dell'evoluzione della specie.

Il neo-darwinismo è ben rintracciabile, come cultura di fondo, nel programma politico di certa sinistra, infarcito di uno scientismo relativista e nichilista che camuffa sotto ingannevoli slogan di conquiste e diritti civili la clonazione, la manipolazione bio-genetica, l'eutanasia e l'aborto. Su tale sfondo, l'uomo si arroga il diritto di creare, manipolare e/o distruggere a proprio piacimento la vita in laboratorio. La morte e la sofferenza perdono di significato e valore. Il veleno della «dolce morte» deve allora essere inoculato per porre termine ad una vita «indegna di essere vissuta». La diagnosi prenatale assume i connotati di uno strumento volto a rimuovere l'imperfezione uccidendo, anziché curando, il feto che si presume essere malato - ciò che si tramuta in un autentico aborto selettivo teso all'eliminazione preventiva di persone con handicap. Ma, se lecita è la scienza che opera al fine della scoperta e ricerca delle malattie, illecito è lo scientismo che procede alla soppressione sistematica di «chi non è ritenuto idoneo a vivere in questo mondo».

E' necessario dunque incamminarsi nuovamente sulla via del finalismo, recuperando la piena fiducia - di matrice cristiana - che il mondo non è un prodotto assurdo del caso, ma il frutto di un disegno intelligente e del progetto di una «Causa suprema», ossia dell'amore di Dio, che ha creato l'uomo collocandolo al centro del mondo, superiore agli animali e distinto dalla natura. Non può che essere un bluff la teoria del caos primordiale: c'è un ordine alla base dell'universo; dal nulla non può originare il tutto. Senza Dio cade il fondamento dell'immortalità dell'anima e di conseguenza dell'unicità, personalità e libertà di coscienza dell'uomo, della sua morale responsabile, della sua vocazione razionale a discernere tra il bene ed il male ed anche dei suoi diritti naturali, sacri ed inviolabili.

! Mario Secomandi
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Contro Darwin e i suoi seguaci
  • Autore:
    Francesco Agnoli e Alessandro Pertosa
  • Editore:
    Fede & Cultura
  • Prezzo: 8,50 €
  • Pagine: 96

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.237 del 6/11/2007
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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