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La reale percezione economica

di Fabrizio Goria - 10 novembre 2007

Quella che sembrava solo una crisi di mezza estate sta provocando ripercussioni notevoli non solo sui mercati finanziari mondiali, ma anche nella vita quotidiana delle persone. Qual è la reale percezione della congiuntura economica attuale? Gli analisti finanziari e gli economisti hanno già espresso i loro timori a riguardo del trend negativo che i mercati stanno attraversando. Ogni giorno le massime istituzioni della sfera economica mondiale si esprimono in modo preoccupato sulla crisi subprime, con dichiarazioni ben poco rosee che lasciano presagire un futuro di ristrettezza fino a quando la bolla speculativa non sarà riassorbita. Un esempio sono le parole del presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, che ha lanciato un avvertimento contro i movimenti dei mercati valutari, che ha definito «brutali», e ha ribadito che Francoforte farà quanto necessario per mantenere l'inflazione sotto controllo in questo frangente cruciale. E sul fronte costo della vita Trichet si è detto sicuro che il trend al rialzo dei prezzi proseguirà, guidato dalla corsa del petrolio e dei prezzi dei prodotti alimentari. Per questo la Bce si tiene «pronta a reagire» per evitare che si materializzino rischi per la stabilità dei prezzi. I commenti sono giunti nella consueta conferenza stampa dopo la conferma dei tassi ufficiali al 4%, come atteso dai mercati. Manca, tuttavia, un riscontro con la gente comune, le persone che devono vivere con circa 1000 euro al mese. Esiste un rischio di aumento della popolazione indigente. Il vero problema è cercare di non essere ovvi o, peggio, demagogici.

In un periodo storico come questo, urge un cambiamento radicale delle abitudini delle persone, per far fronte comune contro l'ascesa dei prezzi, spesso ingiustificata, di ogni genere, alimentare e non. Proprio i generi di prima necessità come il pane e la pasta hanno subìto rincari spropositati e che colpiscono la maggioranza della popolazione. Allo stesso modo, il costo del petrolio sta influenzando l'utilizzo di uno dei beni più diffuso fra gli italiani ed al quale con maggior difficoltà si rinuncia. Prezzo del brent che dovrebbe favorire il nostro Paese, e tutta l'Eurozona, considerando che acquistiamo i barili con la valuta statunitense. Al contrario, il costo dei suoi derivati, compresa la benzina per gli autoveicoli, sale vertiginosamente ed, apparentemente, senza giustificazione alcuna.

Girando fra i mercati rionali o nei supermercati, è impossibile non notare il lento declino che il nostro Paese ha visto da un anno a questa parte. Per fare un paragone storico, forse azzardato, sembra come quando l'Imperatore Adriano tornò a Roma e vide coi suoi occhi l'Impero che lentamente, ma inesorabilmente, veniva meno. Un Paese che non contribuisce al miglioramento della vita dei suoi cittadini è indubbiamente governato male. L'Italia, in questo momento, ricorda proprio la Roma Imperiale che vede la sua decadenza e non fa nulla per fermarla. Ovviamente, questa è solo una metafora perché i margini di crescita economica ci sono e devono essere sfruttati nel pieno delle loro potenzialità. Quello che deve far aprire gli occhi all'attuale governo è il numero di persone sconsolate che girano nei supermercati italiani. E queste persone non sono emarginati o altro, sono pensionati, giovani, gente dell'ex classe media. Inutile che si parli in politichese quando i reali problemi sono altri.

La reale percezione economica è quella di una lotta contro il tempo che scorre fino alla fine del mese. E' una lotta contro i rincari di tutti i generi, energetici ed alimentari. Fino a tal punto che se qualcuno mi chiedesse come si vive in Italia ora, per un eventuale soggiorno, direi senza ombra di dubbio di attendere il prossimo governo.

Fabrizio Goria

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