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Le due facce della Finanziariadi Gaia Bornigia - 29 novembre 2007 Come ben sappiamo è iniziato da tempo il lungo e travagliato viaggio della legge finanziaria verso la sua approvazione e tra valanghe di emendamenti, in gran parte presentati dalla stessa maggioranza, e tra copia e incolla vari e ammiccamenti alle varie forze che compongono il governo, ha superato il suo primo passaggio alle Camere. Vediamo ora quali sono le principali novità emerse da questa prima parte dell'iter istituzionale. Le prime grida di miglioramenti riguardano le imprese e nella fattispecie la riduzione delle aliquote Ires e Irap. Per quanto riguarda la prima si prevede una diminuzione dell'aliquota dal 33% al 27,5%, tutti gli imprenditori piccoli e grandi dovrebbero esultare di fronte a tanta bontà, peccato però che dietro si celi una triste verità e cioè che in realtà le cose rimangano esattamente come prima in quanto a seguito di una limitazione nella deduzione degli oneri deducibili, vedi interessi passivi e ammortamenti ad esempio, si allarga la base imponibile sulla quale si andrà a calcolare l'imposta tale per cui il prelievo fiscale per i soggetti Ires rimarrà uguale al presente. Per l'Irap, attualmente con aliquota pari al 4,25%, si prevede uno sconto che porterebbe tale imposta al 3,75%: anche qui le strade dovrebbero essere piene di imprenditori, artigiani,liberi professionisti, che trepidanti e giubilati ringraziano Prodi e company, peccato che anche questa sia una truffa, perché da quando tale imposta è entrata in vigore, grazie guarda caso sempre a Visco, l'ammontare dell'aliquota è demandato alle regioni, quindi il governo centrale non ha nessun potere di veto ma solo un potere di indirizzo, ovvero fissare l'ammontare dell'aliquota che poi rimane a discrezione delle regioni, si veda a tal proposito l'esempio delle regione Lazio che l'anno scorso, periodo d'imposta 2005, ha aumentato di un punto l'aliquota portandola dal 4,25% al 5,25%. Il tentativo di fare un regalo di Natale alle imprese direi che è miseramente fallito... Abbiamo inoltre il tanto pubblicizzato sconto dell'Ici, che ammonta circa all'1,33 per mille del dovuto ma non supererà i 200 euro di importo: mi chiedo se tale sconto è stato pensato tenendo conto delle rivalutazioni delle rendite catastali che quindi portano ad una maggior valore dell'immobile sul quale calcolare tale imposta. Quale sarebbe il risparmio per i contribuenti? Sempre sul capitolo casa, inoltre, si prevede una detrazione di 300 euro ai fini Irpef per gli inquilini con redditi fino ad euro 15.493,71; di 150 euro per redditi fino a 30.999; 991 euro per i giovani dai 20 ai 30 anni e 60 euro per tre anni per redditi fino ad euro 15.493,71. Tutti questi interventi a pioggia, ma di lieve impatto economico per le singole famiglie, non consentono di risolvere le problematiche che tali soggetti sono costretti ad affrontare. A mio avviso sarebbe piu' saggio dare la possibilità agli inquilini di portare in detrazione nelle loro dichiarazioni dei redditi l'intero ammontare dell'affitto corrisposto e per i proprietari di far incidere in misura marginale sulla base imponibile l'affitto percepito, così da consentire anche un'emersione di tutto quel mercato degli affitti in nero, che troppo spesso colpisce i giovani, sia precari sia studenti che si trovano a vivere nelle grandi città per fare l'università. Sono inoltre previste detrazioni ai fini Irpef di entità minima per famiglie che hanno bambini agli asili nido. Ebbene, questa politica di elemosina fiscale è fatta nel tentativo di far credere che il governo ci stia aiutando, ma il problema è che in questo modo si dà poco a tutti senza risolvere nulla. Sarebbe stato meglio allora intervenire con delle misure più incisive e di entità maggiore a favore magari dei giovani precari e dei pensionati e di tutte quelle famiglie che vivono nella soglia di povertà. E' oltremodo ridicolo che il governo ci dia una mancia di 200 euro sull'Ici e poi non intervenga sui prezzi dei beni di prima necessità come pane e latte. E poiché siamo in prossimità delle festività natalizie e quindi siamo tutti più buoni il governo ha deciso di esserlo e dopo tutti questi regali ha pensato di mettere a dieta le tredicesime dei lavoratori che subiranno una diminuzione a causa non solo della perdita del potere d'acquisto della moneta ma anche a causa della «longa manaus» del fisco che toglierà più soldi dalla busta paga. Gaia Bornigia |
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Ragionpolitica, periodico on line n.240 del 26/11/2007 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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