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Terza Repubblica o ritorno al passato?

di Gianteo Bordero - 1 dicembre 2007

Cosa rossa, Cosa bianca, Cosa berlusconiana, Cosa veltroniana. Se ancora incerta è la forma ultima che queste nuove realtà politiche assumeranno, certo è invece che il passaggio dalla seconda Repubblica alla terza registra un clamoroso ritorno sulla scena dei grandi sconfitti della prima: i partiti. Verso che cosa si avvia, dunque, lo scenario politico italiano? C'è chi parla di un revenant in grande stile della prima Repubblica - quella che Pietro Scoppola definì appunto la «Repubblica dei partiti» - come conseguenza della presa d'atto del fallimento della seconda, che potremmo chiamare la «Repubblica dei leader». In realtà, però, i fatti non sembrano così pacifici. Perché le «Cose» che stanno prendendo forma attualmente non sembrano voler cancellare tout court l'esperienza degli ultimi tredici anni, ma rimodellarla facendo tesoro dei suoi aspetti positivi. Per cui, più che ad un aut-aut tra partiti e leader, siamo di fronte al tentativo di un et-et, di una conciliazione possibile tra «vecchio» e «nuovo».

Lo testimonia in maniera chiara il cammino intrapreso, tanto nel centrosinistra quanto nel centrodestra, alla ricerca di formazioni che sappiano tenere insieme un forte protagonismo dei leader e un solido radicamento territoriale. Così, almeno, appaiono gli sforzi di Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, l'uno impegnato a costruire una forte leadership personale e l'altro a strutturare meglio sul territorio tutta la galassia che ruota attorno a lui. In qualche modo, quindi, assistiamo a due percorsi speculari, destinati ad incontrarsi sul terreno di una riforma elettorale che premi i partiti che più degli altri hanno saputo coniugare leadership e radicamento. Se, da un lato, quello che con accento negativo viene definito «personalismo» è ormai un dato acquisito della politica contemporanea, dall'altro una «normalizzazione» del sistema politico non può che passare attraverso la ristrutturazione del soggetto-partito.

Tale ristrutturazione, però, non può avvenire con lo sguardo tutto rivolto al passato, ma deve tenere conto dei grandi mutamenti immessi sulla scena sociale da quello che viene chiamato il «post-moderno». Come abbiamo già più volte sottolineato, esso trova il suo paradigma metodologico nel concetto di «network», che risponde in modo «fluido» e non monolitico a quella che Giuseppe De Rita ha definito «atomizzazione» della società. Se fino a quindici anni fa, dunque, ogni partito poteva rappresentare graniticamente un gruppo sociale ben definito e strutturato, oggi esso deve per forza di cose cercare di mettere in «rete» esperienze, attese, richieste ed esigenze disparate. Che possono essere tenute insieme soltanto da una forte leadership personale, capace di raccogliere e riassumere nella sua persona tali istanze, accompagnata da una struttura-collettore che sappia, sul territorio, creare «link», collegamenti tra singoli, associazioni e movimenti non omogenei. Come si vede, siano ben al di là di quella che fu la struttura partito della prima Repubblica.

Emerge da qui, di rimando, la sfida a cui sono e saranno chiamate le nuove «Cose», i nuovi soggetti berlusconiano e veltroniano e, assieme ad essi, la politica italiana nel suo insieme: di fronte alla frammentazione sociale, saper mettere in campo un progetto ed un processo di aggregazione fondato su visioni forti del sistema-Paese, raccogliendo e unendo dal basso in un processo di inclusione - e non dall'alto con meccanismi costruttivisti - la vitalità dei tanti volti dell'Italia attuale. Che non è più il Paese dei «blocchi», ma dei singoli e delle loro libere associazioni, le quali chiedono alla politica capacità a un tempo di sintesi e di decisione. Capacità che solo il mix tra leader forti e partiti radicati può garantire. La terza Repubblica, dunque, non sarà - almeno così ci auguriamo - una riedizione del vecchio per cancellare il nuovo, ma un superamento di entrambi con un occhio rivolto al futuro. Un inveramento dell'antico e dell'attuale per guardare con maggiore fiducia al domani.

! Gianteo Bordero
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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