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Salari: basta «merende di lavoro»di Francesco Pasquali - 10 gennaio 2008 La politica del Governo Prodi continua inesorabile a produrre guasti alle nuove generazioni. Dopo l'imbarazzante bocciatura della scuola made in Italy da parte dell'Ocse, l'ennesima maglia nera la consegna Eurostat diffondendo i numeri relativi ai tassi di disoccupazione. I dati Eurostat sulla disoccupazione giovanile dovrebbero allarmare la maggioranza e le parti sociali e spingerle ad inserirla tra le priorità. In Italia cresce il tasso di disoccupazione fra gli under 25, passando dal 18,6% del maggio 2007 al 20,2%. Solo Grecia e Romania presentano una situazione peggiore della nostra. Agli ultimi posti per disoccupazione giovanile, invece, si piazzano l'Olanda (5,4%) e l'Austria (8,3%). Si tratta di un dato in controtendenza con il resto dei Paesi europei, dove il tasso di disoccupazione media passa dal 15,4% al 15%. Si registrano dei picchi che superano abbondantemente il 35% in Campania e Calabria e sfiorano il 40% in Sicilia. In nessun'altra regione dell'Unione europea, nemmeno nei nuovi Stati membri dell'Est, si raggiungono tali picchi da record. L'Eurostat conferma che gli effetti negativi del Protocollo sul Welfare e pensioni si iniziano a percepire. Le nuove rigidità introdotte e la stangata contributiva sono un ulteriore freno all'occupazione e decurtano le già magre buste paga. Per i giovani aumentano le difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro e, come evidenzia lo studio dell'Inps sulla sproporzione tra quote versate e importi percepiti, diminuisce progressivamente il diritto ad una pensione dignitosa. Il totale disinteresse dei sindacati evidenzia un dato preoccupante: certe forme di ingiustizia sociale sembrano ormai essere considerate fisiologiche e quindi tollerabili. E' difficile sentirsi rappresentati dalle giurassiche e burocratiche confederazioni sindacali durante il tavolo istituito dal Governo Prodi sulla questione dei salari. Al tavolo di Palazzo Chigi c'è un grande assente: manca la voce dei giovani. Livello di disoccupazione superiore di oltre 5 punti rispetto alla media europea, difficoltà di ingresso nel mercato del lavoro, salari bassi, elevato numero di infortuni e previdenza a rischio, sono soltanto alcune delle discriminazioni che i giovani subiscono con la complicità del sindacato. Le rituali «merende di lavoro» tra il Governo e la cosiddetta Triplice (Cgil, Cisl e Uil) si confermano inutili. E' inoltre singolare che molte altre sigle minori restino escluse dal confronto, forse sarà una parte del prezzo politico che questa maggioranza deve tributare per scongiurare la minaccia di uno sciopero generale. Intanto i salari e la dignità dei lavoratori continuano a diminuire in modo direttamente proporzionale all'avanzare di questo strano modo di intendere la concertazione. Quello che si evince è che il futuro retributivo dei lavoratori resta impantanato tra le mani di una politica miope incapace di decidere e un sindacato politicizzato chiuso nel suo bunker consociativo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.246 del 8/1/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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