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Fulminato sulla via di Caracas?

di Erik Marangoni - 12 gennaio 2008

Hugo Chavez è uno dei personaggi politici che ha fatto del sensazionalismo la sua principale arma di battaglia. Arrogante, borioso, maschilista e privo di freni inibitori specialmente quando deve esercitare la sua arte oratoria nei confronti del nemico pubblico numero uno: gli Stati Uniti. Il presidente Chavez ha fatto di tutto, in questi ultimi anni, per peggiorare la propria immagine: incontri amichevoli con i paria della comunità internazionale, come l'iraniano Ahmadinejad, rapporti ambigui con i terroristi comunisti colombiani, insulti a governanti e sovrani degli Stati di mezzo mondo. A volte, qualcuno più coraggioso, come il Re spagnolo Juan Carlos, gli ha risposto per le rime, altri se ne sono stati zitti per paura di ripercussioni sulle forniture di petrolio, di cui il Venezuela è uno dei grandi produttori. Sta di fatto che con le sue frequentazioni e le sue esternazioni Chavez ha contribuito a isolare il proprio Paese, anche tra gli Stati ritenuti amici. Il Brasile del sindacalista Lula sta cercando di prendere le distanze da Chavez, il quale, molto diplomaticamente, ha accusato i parlamentari brasiliani di essere i pappagalli degli Stati Uniti, forse a causa degli accordi tra Brasilia e Washington per la diffusione dei bio-combustibili che, infatti, Chavez sta cercando in tutti i modi di osteggiare.

Un Paese isolato sul piano internazionale, tuttavia, non conviene nemmeno a Chavez. Sarà per questo motivo che le ultime esternazioni del presidente paracadutista sono state improntate a una certa prudenza. Oltre a offrire la grazia ai golpisti che cercarono inutilmente di destituirlo dalla presidenza nel 2002, Chavez ha annunciato infatti un rimpasto di governo con l'esclusione di personaggi importanti, a cominciare dal vice-presidente Jorge Rodrìguez, accusato tra l'altro di essere uno dei responsabili del fallito referendum del 2 dicembre scorso, con cui il popolo venezuelano ha respinto la proposta del governo che avrebbe garantito a Chavez la presidenza a vita del Paese e posto il Venezuela sulla strada del socialismo. Inoltre, nel corso di un'intervista, Chavez ha espressamente negato di voler perseguire l'obiettivo dell'abolizione della proprietà privata, trattandosi di una teoria che ha fallito ovunque nel mondo (bella scoperta!) e di voler migliorare le relazioni con i Paesi vicini, a cominciare da Brasile e Colombia.

Un inedito Chavez, quindi, che strizza l'occhio alla classe media venezuelana, quando per anni ha fatto di tutto per annichilirla e ridurla all'impotenza, e che cerca di ricucire i rapporti con i potenti vicini. Buon segno, indubbiamente; che poi ci riesca effettivamente, è tutta un'altra storia.

! Erik Marangoni
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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