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Tranquilli, è La Sapienza!di Alessandro Antonioli - 19 gennaio 2008 Rifiuti, Papa, Mastella: arrivano in sequenza ravvicinata gli ultimi tre scossoni che ci danno il segno del sempre più doloroso declino nazionale. Una situazione che ha radici culturali ormai lontane, e che sta producendo i suoi frutti più avvelenati. Tutti sembrano conoscere la genesi del nostro male nazionale e nessuno sembra riesca a porvi un freno. Ecco quindi che, come nelle classiche commedie all'italiana, tornano «in auge» due caratteri protagonisti del (mal)costume nazionale: il prepotente e l'ignavo. Nella vicenda che si è consumata sotto i nostri occhi durante l'ultima settimana, ovvero da quando si è saputo di una possibile contestazione alla visita del Papa con relativa contro programmazione, i prepotenti erano facilmente individuabili e additabili, mentre gli ignavi, nascosti dietro i loro ruoli super-partes, molto meno appariscenti, pensavano di uscirne puliti e intonsi come sempre. Ma la dichiarazione del 17 gennaio di Mons. Ruini ha dato la misura di ciò che è accaduto: stavolta le contraddizioni sono emerse, e le ipocrisie sono state svelate. Ecco perché questo episodio consumatosi alla Sapienza, almeno dal nostro punto di vista di studenti alla ricerca di una università pseudo-normale, dovrebbe segnare il punto di una svolta, l'inizio della riscossa: o si cambia o si muore! Quantomeno si può dare atto ai quei giovani manifestanti anti-papa e ai loro 67 mentori laicisti, di muoversi, e molto, per affermare le loro idee, per quanto ristrette e anacronistiche. Infondo le loro azioni d'intolleranza e i loro diktat, vengono supinamente recepiti dalle università pubbliche italiani da decenni. Quella che inizialmente era una forza di dissenso della sinistra, che voleva donare maggiore dignità al corpo studentesco, col passare degli anni, di padre in figlio, è diventata una forza di dissenso, e basta. Di dissenso verso cosa? A giudicare dalle iniziative che hanno perorato, si può dire contro tutto e il contrario di tutto: contro la guerra in generale, in quanto atto di violenza ( e menomale!), contro i rettori di turno (spesso eletti con il loro sostegno), contro i professori ( che sono poi coloro che ancora li affascinano raccontando, con gli occhi tumidi, le loro eroiche gesta sessantottine), contro la destra, contro la sinistra e contro il centro, centro-destra e centro-sinistra, senza lasciar stare neanche il cielo. Ecco quindi che il diritto di parola viene negato, fra i tanti, a Fini, a Bertinotti e, ciliegina sulla torta, perfino al Papa. Solo per parlare della Sapienza, ma si potrebbe ricordare Alemanno, D'Alema e tanti altri. Si badi, molti di questi ragazzi sono assolutamente innocui e piacevoli interlocutori. Semplicemente ancora invaghiti da uno stile di vita alternativo e apparentemente anticonformista: sono fermamente convinti che il mondo vada ancora alla velocità delle locomotive a vapore, e che le decisioni vadano prese ad unanimità galattica. E questo parzialmente li scagiona. Si, perché non si può ritenere colpevole chi vive ai margini della civiltà più di colui che non esplica a dovere il compito di ripescarli e includerli in un quadro di regole di civile convivenza. Che brutto spettacolo vedere per l'ennesima volta il rettorato assediato e il povero professor Guarini, assediato nel suo senatino, leggere la velina del comunicato con cui accetta le rivendicazione degli occupanti a protestare (pacificamente, per carità!) il giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico. E sebbene il 17, giorno dell'inaugurazione, si sono visti più poliziotti che in un film di Bruce Willis, fino a qui tutto normale, o almeno questa è la pratica quotidiana nell'ateneo Sapienza. Non ci credete? Fra i tanti episodi emblematici quanto incredibili si può citare lo straordinario caso della facoltà di Scienze Politiche, individuabile grazie al perenne imbrattamento della facciata su cui campeggia, accanto al nome della stessa la specifica «antifascista» giusto per ricordare al mondo che il ventennio, per loro, non è ancora finito. L'eroico preside Fulco Lanchester, dopo anni di bullismo e occupazione perenne da parte di quei «giovinastri» del collettivo, aveva deciso di riconvertire la sala «autogestita» in sala professori: a lavori di ammodernamento finito, l'impresa sembrava vittoriosa, il rospo si trasformava in principe, e la facoltà riconquistava i propri spazi. Mai restauro fu più funesto. Immaginerete da voi le reazioni. In pochi giorni gli studenti si trovarono un'aulettasezione ancora più confortevole, e i professori senza un straccio di sala in cui riunirsi... Ma ci pensate voi a come se la ridono sotto i baffi quei pignoli dell'università cinese che l'altro anno hanno sbattuto la nostra università al centesimo posto? A giudicare dalle mille variabili che hanno inserito nel loro bel programma quest'anno un paio di posizioni in meno non ce le leva nessuno. Pensare che il vituperato sistema universitario americano (nei consigli accademici è quasi una colpa parlarne) è stato capace di dare ospitalità perfino al signor Mahmoud Akmadinejad, loro acerrimo nemico, con cui il loro paese è quasi in guerra. Forse una personalità come lui avrebbe avuto un'accoglienza meno turbolenta di quella riservata a Ratzinger, in quanto visto anch'egli come un perseguitato della globalizzazione, nonché irriducibile idealista. Non sarò certo io a difendere l'istituzione della Chiesa, perché credo che anche quest'ultimo avvenimento ne abbia rafforzato l'apprezzamento e l'affetto della popolazione romana, ma non si può dimostrare solidarietà né comprensione verso chi lascia che tutto scorra perché tutto rimanga immutato. A rassicurare tutti gli studenti che ancora pensano che all'università si possa seguire serenamente un percorso di crescita culturale al di fuori delle logiche «pro domo mia» che imperversano nel paese, ci pensano i continui scandali che vanno dalla Sanità alle nefandezze dell'occulta burocrazia in salsa «sapientina». Tranquilli ragazzi, dopotutto questa è La Sapienza! Alessandro Antonioli |
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Ragionpolitica, periodico on line n.247 del 15/1/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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