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Come se tacessedi Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 5 febbraio 2008 La sinistra è implosa per non aver saputo dare alcuna immagine positiva al Paese, per non aver avuto un'idea dell'Italia. La sinistra antagonista ha dato la forma al governo che si è così proposto come fiscalmente rigoroso sui cittadini e autore di mance sociali, non nella forma di diminuzione delle imposte, ma nella concessione di sussidi. Ha cioè accettato l'immagine di un'Italia paria in Europa. Essa ha posto se stessa come giustizia incarnata in politica. Il cittadino comune non è stato più il primo soggetto dei diritti, come avviene secondo la Costituzione, ma il bisogno sociale è divenuto il titolare primo all'intervento dello Stato. Ne è venuta la disattenzione ai problemi fondamentali della legalità, ma soprattutto questa idea ha dato forma a un giustizialismo in cui Prodi parla il medesimo linguaggio di Peron e ha il supporto dell'estrema. Molto probabilmente il peronismo non è l'unica componente della sinistra e Veltroni ha parlato un diverso linguaggio. Ma per far scendere questo linguaggio in politica ci vuole una chiarificazione, finora mancata. Nei fatti solo Veltroni parla il linguaggio di Veltroni e nessuno, nemmeno i popolari, osa parlare il linguaggio neoliberale usato dal segretario del Pd. E qui sorge la domanda: Veltroni è un caso isolato oppure il Pd ha cambiato pelle e anche D'Alema, da promotore del terzo settore, ha mutato la sua immagine? Neanche Bettini, il braccio secolare di Veltroni nella sinistra, parla questo linguaggio. Che cosa è Veltroni, dunque? Si sono viste nel passaggio dalla bozza Bianco uno alla bozza Bianco due delle variazioni veltroniane. Teoricamente non crediamo che la linea della guerra civile a mezzo Paese e il linguaggio alla Peron che Prodi mutua da Giordano possano continuare a guidare la politica italiana. Ma, insomma, se Veltroni c'è batta un colpo. E poi parli anche qualcun altro, perché non si tratta solo di Berlusconi, ma dell'idea di società che il Pd propone: se è liberale ed occidentale oppure sta ancora in un Paese di mezzo tra l'intelligenza e la memoria, tra il presente e l'identità. In altre parole, può il Pd, diviso tra prodiani e non prodiani, parlare rivolto a tutti gli italiani e non soltanto al giustizialismo indistinto e alla lotta civile? Le elezioni servono per dire questo. Veltroni potrebbe osare, Berlusconi ha osato. Ma è venuto subito sera.
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Ragionpolitica, periodico on line n.250 del 5/2/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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