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numero 280
6 marzo 2008
 
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I due gemelli

di Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 10 febbraio 2008

L'intervento di Piazza San Babila ha confermato l'impegno di Berlusconi a costituire quel «popolo della libertà» che era il suo disegno originario. Berlusconi lo ha fatto mediante la sua persona, che, da sola, determina il contenitore di diverse culture politiche. È una leadership che fa nascere qualcosa che non c'è mai stato in Italia: un partito di centrodestra culturalmente differenziato dalla sinistra. È una realtà nuova, perché un partito non ideologico non può nascere che dall'atto di una persona. Non si prevedeva che il ruolo del carisma personale fosse la sola strada percorribile da quando i partiti italiani occidentali erano stati eliminati brutalmente. Così è accaduto con Berlusconi ed ora il fatto ne spiega la ragione: il carisma riempie il vuoto delle ideologie.

Un fatto nuovo e rilevante è dato dall'adesione di Gianfranco Fini ad una formazione che si fonda sul carisma, una cosa che egli ha sempre avversato ma che ora si dimostra l'unica via per superare le memorie del post-fascismo. Fini aveva cercato di operare il passaggio post-ideologico sulla sua sola figura, ma così aveva esacerbato la divisione interna. In questo modo Alleanza Nazionale contribuisce a chiudere la storia del Novecento presentandosi libera dalla memoria come definizione dell'identità. L'ingresso nella nuova formazione del Popolo della Libertà esprime il riconoscimento del problema del nostro tempo: l'identità della nostra civiltà.

Questo fatto prende risalto nella figura che la tradizione svolge nel discorso di Berlusconi a Piazza San Babila. Si diceva che Forza Italia fosse un partito liberale di massa, centrato sul valore del privato nell'economia e sulla creatività dell'impresa. Non era solo così fin dall'inizio, però nel nuovo discorso il punto centrale è stata la famiglia quale fondamento della vita civile creatrice e libera, il tema dei doveri legato all'affermazione dei diritti. Il tema della famiglia è stato collegato al tema della libertà in un unico discorso nel quale l'uno è il presupposto dell'altro. Così il ricordo della madre scomparsa, accomunata alla madre di Fini recentemente deceduta, ha costituito il tono che ha dato calore al discorso. La difesa del matrimonio come vincolo tra uomo e donna non è stato espresso come omaggio alla Chiesa, ma come dovuto alla nostra storia.

Berlusconi ha ribadito sul piano politico il principio fondamentale del bipolarismo: nessuna alternativa politica nel proprio schieramento, che deve essere omogeneo nei valori e realizzare una formazione che non abbia nemici a destra - buona logica bipolare. Ci sono due problemi che si pongono e riguardano i «gemelli» democristiani, Pierferdinando Casini e Clemente Mastella, che nelle prime legislature del Polo delle Libertà erano stati eletti nelle liste di Berlusconi ed erano divenuti un tandem inseparabile, decisi per principio a dissentire dal leader. Li riunivano la nostalgia del centro democristiano in cui Casini è rimasto immobile, mentre Mastella lo ha inteso come trasversale ai due schieramenti, quasi un corridoio esterno, una camera di compensazione segreta. Il ritorno di Mastella crea problemi per la sua linea di mobilità estrema e perché l'inchiesta su di lui ha lasciato la bocca amara a tutti. Egli è stato il meticcio del centrismo. Pierferdinando è rimasto invece immobile, chiedendo il voto ad un elettorato berlusconiano e domandando la legittimità politica alla sinistra.

L'Udc poteva costituire un bilanciamento cattolico nel nuovo Partito della Libertà, già inclinato in questo senso. Ma questo a Casini non basta: vuole essere il centro del centro, determinando - non si sa bene perché - la fuga a sinistra di Bruno Tabacci e Mario Baccini, folgorati dalla memoria della Rosa Bianca, mentre Giovanardi è andato là dove sempre lo ha portato il cuore. Il frullato postdemocristiano sembra impazzito. È rimasto solo Rocco Buttiglione, cattolico integerrimo che è stato cacciato dalla candidatura alla Commissione Europea per leso onore dell'omosessualità, secondo l'etica nord-europea che oggi prevale nell'Unione. Potrebbe fare lui la cosa che il sempre facondo e sempre fecondo Giuliano Ferrara propone all'incredulo Roberto Formigoni, ben radicato nella sua terra lombarda: la lista per la moratoria sull'aborto. Ma certo Buttiglione ricorda con nostalgia i lunghi ozi di Capua nella Casa delle Libertà che Casini vuole abbandonare per puntiglio.

Ma il maggiore successo della lunga fatica di Berlusconi è stato quello di liquidare la sinistra ideologica che segnava la storia comunista e post-comunista in Italia e cercava il suo spazio nel terzo settore della cooperazione e nelle banche, oppure nella lotta contro l'imperialismo americano, fase ultima del capitalismo - come pensava il vecchio Lenin, oggi delegittimato ma sempre memoria vigente. Una divisione concordata tra il Pd e la Sinistra Arcobaleno è avvenuta, ma i legami corrono profondi e finora mai Veltroni ha dichiarato di bilanciare a destra ciò che perde a sinistra mediante l'intesa con Berlusconi. Il Popolo della Libertà aveva già vinto la sua battaglia prima che nascesse un partito con il suo nome.

! Gianni Baget Bozzo
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