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Il tentato maquillage veltronianodi David Consiglio - 13 febbraio 2008 Il passato è la vera ossessione di Walter Veltroni. Il leader del Partito democratico, non a caso, nel suo primo discorso di apertura della campagna elettorale, in più di una circostanza, ha fatto chiaramente riferimento alla necessità, dal suo punto di vista, di non dover più pensare a quello che è successo in passato. Piuttosto, sempre secondo il Veltroni pensiero, bisogna puntare tutto sul futuro e sulla volontà di cambiamento. Il messaggio, quindi, è stato chiaro: rimuoviamo il passato. Comprendiamo bene l'atteggiamento del sindaco di Roma: infatti dal suo di passato - ma stesso discorso vale anche e soprattutto per quello della sua parte politica - c'è ben poco da salvare e da mettere in vetrina. Anzi. Partendo dagli anni più indietro nel tempo, il buon Walter annovera nel suo curriculum personale una lunga e prestigiosa militanza nel partito comunista italiano; nel quale, in diversi momenti, ha rivestito ruoli di primissimo piano, fino a diventare segretario dopo la svolta che dette vita al Pds. Ma, probabilmente, questa parte della sua storia personale non deve fargli molto piacere, altrimenti non si spiegherebbe il perché del suo famoso «non sono mai stato comunista». Andiamo avanti. Il candidato premier del Partito democratico, da circa sette anni, è il primo cittadino della capitale; ruolo, questo, che ha deciso di ricoprire dopo la non lusinghiera prova da segretario della Quercia. Ed anche in questa esperienza da amministratore pubblico, messi da parte una lunga e discussa serie di manifestazioni ed eventi dal carattere esclusivamente mondano e mediatico volti soprattutto a sponsorizzare la sua figura, Veltroni ha ben poco da rivendicare ad alta voce. Infatti, Roma è una città degradata, con gravi problemi di sicurezza, di igiene, di traffico e via discorrendo l'elenco sarebbe lungo. Tutt'altra cosa rispetto all'immagine patinata ed edulcorata che i media vicini alla sinistra hanno cercato di fare passare in questi anni. Per avere conferma di ciò, è sufficiente sentire il parere di un cittadino romano qualunque. Veniamo al passato più vicino, anzi recentissimo. Qui, di sicuro, sono dolori per il democratico Walter. Veltroni, infatti, non solo è il segretario del principale partito che fino a poche settimene fa sosteneva a tamburo battente il disastroso governo di Romano Prodi, ma è anche lo stesso che in più di una occasione ha difeso il governatore della regione Campania, Antonio Bassolino, mentre la stessa sprofondava nell'immondizia. Il leader del Partito democratico, questa è la realtà, ha difeso e sostenuto il governo che ha alzato le tasse a livelli record; che ha spalancato le porte agli immigrati e che non è stato capace di garantire sicurezza agli italiani; che ha bloccato le grandi opere pubbliche ed ha gonfiato la spesa pubblica improduttiva. Insomma, il leader del Pd ha difeso e sostenuto fino alla fine tutti i disastri e le vergogne del governo di centrosinistra dell'Unione. Altro che nuovo, altro che futuro e cambiamento. Ma non basta. Il partito veltroniano, infatti, ha Romano Prodi come presidente, Vincenzo Visco come uno dei principali estensori del programma economico, e continua ad avere Bassolino alla guida della Campania e chi più ne ha ne metta. Da questo quadro, davvero disarmante e poco invidiabile, è facile comprendere la volontà di cancellare il passato che affligge il numero uno dei democratici; in mancanza di qualcosa di buono da salvare o da rivendicare, è meglio pensare al futuro, avranno pensato dalle parti del loft democratico. Questo disperato tentativo di Veltroni di rimuovere e fare dimenticare il proprio passato, nella realtà, rappresenta, questo si, una vera operazione di maquillage politico e storico, volto a ridarsi una immagine più accettabile. Ma, per essere credibili come portatori di novità e di cambiamento, in politica come in qualsiasi altro ambito, non basta rinnegare la propria storia e le proprie responsabilità. Gli italiani, ne siamo certi, hanno la memoria lunga. David Consiglio |
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Ragionpolitica, periodico on line n.251 del 12/2/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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