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E Walter rinnega Obamadi Matteo Gualdi - 16 febbraio 2008 Walter Veltroni a Porta a Porta è visibilmente soddisfatto di sé, sorride, è affabile, risponde a tutte le domande senza scontentare nessuno. Ma ad un certo punto arriva la domanda di Mario Giordano, direttore de Il Giornale, che gli chiede cosa pensa il leader del Pd delle idee di Obama, il candidato democratico al quale Veltroni si richiama di continuo, su energia nucleare, spese militari e politica estera. E' un attimo, un'esitazione di un secondo, assistiamo ad un fermo immagine quasi impercettibile, Walter sta pensando. Sa che deve farlo velocemente continua a sorridere e sa che deve rispondere in fretta, ma è in fallo, perché Giordano ha fatto la domanda che non si aspettava. Conosciamo bene quel momento, l'abbiamo vissuto tante volte all'Università, quando il professore ti fa una domanda e tu non sai cosa rispondere. Sei preparato, hai studiato, l'esame sta andando bene, ma quella domanda proprio non te l'aspettavi, solo che non puoi darlo a vedere e allora abbozzi una risposta evasiva, tenti di eludere la domanda. Ma mentre fuori cerchi di dare un'immagine di tranquillità, dentro di te c'è l'inferno, sei un vulcano in eruzione, il cuore batte a mille perché non sai se riuscirai a farla franca, non sai se si accorgeranno del trucco. Il professore benevolo non insiste, ha già ottenuto ciò che voleva, sa benissimo cos'è successo, come lo sanno tutti quelli che assistono all'esame. Ecco, questa situazione ha vissuto il leader del Pd mercoledi sera alla domanda di Giordano, e proprio non avremmo voluto essere nei suoi panni. Alla fine ha cercato di eludere la domanda, dicendo che in fondo lui non si candida alla Presidenza degli Stati Uniti, ma solo a quella dell'Italia, e che dalla parte opposta Berlusconi avrebbe problemi a condividere il programma di McCain. A parte il fatto che probabilmente Berlusconi non avrebbe alcun problema a condividere il programma dei Repubblicani (visto che ha condiviso la politica estera del loro Presidente per 5 anni), a parte questo, Berlusconi non ha preso il candidato repubblicano ad esempio, non ne ha copiato lo slogan, non lo ha indicato come un modello. Walter invece si. E ora è costretto a rinnegarlo. Perché in realtà non è stato capito, lui non ammira i contenuti della sua campagna, lui ammira solamente il «modo» di vendere quei contenuti. A Veltroni non interessa minimamente cosa pensa Obama del nucleare, delle spese militari, della politica estera, a Walter interessa solamente la sua capacità di vendere il prodotto, di infiammare i cuori, per questo lo copia (malamente). Ma forma e sostanza sono intrinsecamente legati. Se cerchi di spacciare per nuovo ciò che è vecchio il cliente non compra, e se compra una volta, alla prossima cambierà prodotto. Questa è l'operazione di Veltroni, la «novità» di cui tanto è contento: aver importato una forma nuova. Walter vuole «fare», «si può fare» è il suo slogan, ma si può fare cosa? L'operazione copiatura è riuscita male, perché lo slogan di Obama è «CHANGE. We Can believe in» da cui deriva la «risposta» Yes, we can. Cioè il messaggio principale riguarda il cambiamento, ed il dovere di crederci. Il «possiamo farcela» (o possiamo riuscirci) è diretto alla parola change, cambiamento. Ma che fine ha fatto questa parola nello slogan di Walter? Perché è stata tagliata? La risposta è semplice: perché non c'è alcun cambiamento, né di contenuti né tantomeno di persone, solo di modi. Come ha ricordato il Presidente Berlusconi la sera prima, sempre a Porta a Porta, all'interno del Partito Democratico nostrano ci sono praticamente tutti i rappresentanti del vecchio Governo che tanti danni ha fatto, da Visco a Prodi, che ne è Presidente del Consiglio ed il Presidente del Pd. Alla faccia del cambiamento!
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Ragionpolitica, periodico on line n.251 del 12/2/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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