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La bufera degli scandali finanziari colpisce la Germaniadi Francesca Traldi - 16 febbraio 2008 Non è certo stata una settimana esaltante quella del ministro delle Finanze Peer Steinbrück. Una settimana che riflette l'andamento dei mercati e che paga gli scandali finanziari. Di ritorno dal Vertice del G7 a Tokio senza incassare alcun successo, senza alcuna promessa di introdurre maggiore trasparenza sui mercati finanziari e pene severe per chi non rispetta il nuovo codice etico come era stato richiesto espressamente dal Cancelliere Merkel, il ministro delle Finanze affronta la crisi della Banca IKB (assicurandole miliardi di finanziamenti nella speranza di evitarle la bancarotta) e lo scandalo della Deutsche Post. C'è grande attesa in Parlamento per la sua relazione sullo stato dei mercati finanziari, dopo che circa 10.000 investitori hanno protestato in occasione dell'Assemblea nazionale degli azionisti di Siemens contro il dilagare della corruzione del gruppo dirigente e la mancata condanna di questi episodi che rendono i mercati ancora più instabili. Sulla crisi che investe il settore bancario è piena bufera. Oggi sono arrivate le attese dimissioni dell'amministratore delegato di Deutsche Post, Klaus Zumwinkel, da oltre 18 anni alla guida del gruppo postale tra i più prestigiosi d'Europa (quotato in borsa all'indice DAX americano) dopo aver ricevuto un mandato d'arresto per evasione fiscale. Uno scandalo che coinvolge circa 700 persone. Al ministro Steinbrueck, pronipote del fondatore della Deutsche Bank Adelbert Delbrück, spetta un compito difficile. Da un lato è chiamato ad un atto di responsabiltà, a tranquillizzare i mercati per non spaventare gli investitori gettando acqua sul fuoco, dall'altro vorrebbe impedire che nuove speculazioni finanziarie danneggino i risparmi degli elettori introducendo un rigido sistema di controllo che attribuisca pene più severe ai manager. Vi è poi l'estrema sinistra del Die Linke a ricordare al ministro quanto sia rigido il patto di stabilità sancito a Bruxelles e quanti vincoli imponga alla Germania. E per difendere la campagna elettorale della SPD ad Amburgo, dai toni populistici contro la CDU di Koch, alle scorse amministrative Steinbrueck è stato costretto a far un passo indietro, rinunciando ai tagli promessi ai bonus bebè, nonostante avesse espresso riserve riguardo agli ingenti costi di tale operazione. Una gaffes dopo l'altra, all' indomani del dibattito sulla questione della privatizzazione dei treni e sulle modifiche dell'Agenda 2010 i suoi compagni di partito lo hanno ribattezzato senza troppi complimenti, Heulsusen, piagnucolone, per essersi lamentanto con la stampa delle obiezioni espresse dal Partito nei suoi riguardi in occasione del congresso ad Amburgo lo scorso autunno. Per vendicarsi del mancato fair play di partito, in una intervista al settimanale Der Spiegel, dopo il voto in Assia, il ministro ha definito la virata a sinistra come una provocazione dicendosi perfino meravigliato del successo elettorale. Attirandosi così l'ira della candidata Andrea Ypsilanti, impegnata proprio in questo momento (per la prima volta dalle elezioni regionali che l'hanno vista protagonista), ad incontrare il governatore della CDU, Roland Koch per trovare un intesa costruttiva e dar vita ad un governo in tempi rapidi,(pur declinando l'offerta di Koch di dar vita in Assia ad una grande coalizione). «Non credo che Peer Steinbrück sia il migliore per spiegare le ragioni del successo elettorale socialdemocratico» ha ribattutto piccato il deputato del Die Linke e grande sostenitore della Ypsilanti, Hermann Scheer, in un'intervista rilasciata al Die Zeit. Il ruolo di provocatore a Steinbrück calza a pennello. Attento a scaldare i cuori dell'elettorato di sinistra, attacca il mondo della finanza senza cuore invece di ridurre la pressione fiscale come richiesto dal ministro dell'economia Glos per non smentire il leader della SPD Kurt Beck pur prendendo le dovute distanze. Emulando il suo modello Helmut Schmidt che non ha mai legato con nessun dei compagni di partito si prepara alle elezioni del 2009. Criticando la svolta a sinistra di Kurt Beck si rivolge sorridente e sornione ai ceti medi. Chiede fiducia alle famiglie medie borghesi che non avendo ancora a che fare con la Hartz IV non capiscono perchè la SPD debba modificare l'agenda 2010 che avrebbe snellito l'assetto statale, tenuto conto che nel 2008 lo Stato tedesco ha bisogno di 50 miliardi in più rispetto all'anno precedente per mantenere i conti in pareggio. Impegnato a mantenere la promessa di sanare il bilancio per rivendicarlo come eredità in campagna elettorale pare essere stato lasciato solo dai suoi compagni di partito a tentar l'impresa. Francesca Traldi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.251 del 12/2/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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