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numero 280
6 marzo 2008
 
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Sinistra di tasse e di spese

di Gianni Baget Bozzo - tratto da Panorama del 15 febbraio 2008

Il governo Prodi ha condotto la sinistra alla sua partizione in governativi e antagonisti. Ciò che si presenta nel Partito Democratico è la figura sorpassata di una socialdemocrazia deviante dal modello europeo, perché ha puntato, nella sua storia, sul tassare e sullo spendere, non modificando, durante il governo Prodi, né la spesa pubblica né il costo dell'immenso apparato istituzionale. Ora la Confindustria contesta l'esistenza del tesoretto e denuncia un buco di 7 miliardi di euro al suo posto, mentre i Comuni aumentano le tasse e non toccano la loro spesa, mantenendone il carattere assistenziale. La sinistra italiana ha seguito la via della conquista del consenso mediante la protezione sociale estesa a coloro che potevano fare parte del suo spazio. Il costo della spesa pubblica italiana è il prezzo del consenso ottenuto dalla sinistra. Anche il debito pubblico che ci opprime è frutto delle politiche di comunisti e democristiani di sinistra, che ora compongono il Partito Democratico.

La cosa singolare è che Veltroni e D'Alema inizino la campagna elettorale dicendo che la lotta all'evasione fiscale ha creato la possibilità di ridurre le imposte. Cominciano così da dove Berlusconi aveva iniziato la sua campagna elettorale nel '94, nel '96 e nel 2001: dalla riduzione del peso dello Stato sulla società. Ma sarebbe interessante se il Pd indicasse quali dei tanti enti pubblici che la sinistra ha costituito vuole abolire o quali spese pubbliche ridurre. Sembra che l'idea sia diminuire le imposte sui salari, e ciò corrisponde all'intenzione della Confindustria di aumentarli. Il problema è quale riduzione della spesa pubblica renda possibile lo sgravio delle imposte sulla condizione operaia senza farlo pesare sugli altri strati della società.

E qui torniamo al punto fondamentale. C'è qualche ente pubblico superfluo creato dalle Regioni o dai Comuni, oltre che dallo Stato, la cui soppressione comporti la riduzione della spesa pubblica? Oppure lo Stato come oggi esiste è destinato a gravare sulla società civile, che ne sente l'affanno? Questo non è un problema di Bertinotti in modo particolare, ma della sinistra di governo, che ha inteso il governare come aumento della spesa pubblica, preferendo lo Stato rispetto alla società ed il pubblico al privato. La sinistra non ha mai riconosciuto la creatività delle imprese come valore e, al massimo, si è interessata della protezione delle cooperative, suo braccio secolare economico che gli ha permesso di evitare il processo di Mani Pulite: la sinistra, avendo il suo «terzo settore», poteva nascondervi ciò che avveniva di illecito. E il compagno Primo Greganti poteva andare in carcere a testa alta, certo che il sistema lo avrebbe difeso.

Da questo punto di vista l'antagonismo di Bertinotti rappresenta quasi una dimensione libertaria, una critica al socialismo di Stato che è stato la via socialdemocratica dei Ds, come lo fu del Pci, per integrarsi nella società italiana. Il punto di critica riguarda la sinistra di governo, perché i democristiani di sinistra del Pd furono la voce della spesa pubblica per il Mezzogiorno, costruendo cattedrali nel deserto.

E' con la cultura della sinistra di governo che il Pd dovrebbe rompere, ma questo è impossibile. Rompere con Bertinotti è solo un modo per nascondere il vero problema, che non è l'antagonismo, ma il singolare modo della sinistra di governo, di origine comunista, di entrare nella socialdemocrazia non come tutela del privato, ma come estensione della spesa pubblica per ottenere consenso elettorale. Come staccarsi dal governo Prodi quando Romano è presidente del Partito Democratico e si riconosce al vice-ministro Visco il merito della possibilità della riduzione delle imposte? E' possibile che Veltroni si metta il saio di San Francesco per affermare nella verde Umbria il carattere pacifico del Pd, mentre la sinistra ha usato un colpo di maggioranza per falsificare il risultato del 2006 e ha praticato come sistema la delegittimazione dell'avversario? Dopo la crisi dell'immondizia napoletana il paese ha scoperto che la spesa pubblica aumentava gli spazzini e il risultato era che i rifiuti esplodevano sulle strade: il prezzo del consenso non era il prezzo del servizio. Bassolino rimane, non veste il saio e si nasconde. Questa è la grande falsità di un Partito Democratico che occulta la sua spazzatura dietro il volto del buonismo senza contenuto.

! Gianni Baget Bozzo
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