|
|||||||
|
|
Game overdi Armando Pannone - 20 febbraio 2008 I siti individuati per lo stoccaggio e la lavorazione dei rifiuti campani presentano problemi sanitari insormontabili ed è tardi per altre soluzioni d'emergenza. Da qui la scelta obbligata del loro trasferimento in Germania. Con i costi che lieviteranno e i tempi dilatati per la realizzazione degli inceneritori in Campania. Intanto la «monnezza» continua ad ammassarsi per le strade di una città al collasso e di una provincia ormai agonizzante. Una crisi economica che si avvita su se stessa, coinvolgendo il settore del turismo e lambendo quasi tutte le normali occupazioni quotidiane. I commissari inviati da Bruxelles, obiettivi osservatori di un disastro ambientale senza pari, inaudito per la civilissima Europa, non hanno avuto parole di speranza per la popolazione né di compiacimento per le misure adottate ed i tempi previsti per uscire dal tunnel. Multe in vista dalla comunità europea? Forse. Rimane l'amara soddisfazione delle popolazioni riversatesi per settimane in strada per il riconoscimento delle loro ragioni da parte dei tecnici e dello stesso commissario De Gennaro sulla pericolosità delle zone individuate come discariche da riaprire. Si tenta la carta tedesca per bruciare la spazzatura, visto che tutto procede con estremo ritardo. Pochi mesi, d'altra parte, non potevano e non possono risolvere problemi annosi, incancrenitisi per inefficienze burocratiche ed amministrative e cecità politiche. Si è perso troppo tempo nel contrastare la costruzione degli inceneritori, si sono spesi troppi soldi per tamponare e non risolvere un problema che oggi ha i connotati del dramma. Quanto costerà adesso smaltire i rifiuti all'estero? Chi ne sopporterà le spese? Chi risponderà di tutto ciò, di fronte alla legge ed alla propria coscienza? Domande senza risposte, inutili, quasi. Ciascuno scaricherà le colpe sugli altri e così via, fino ad annullare la nozione stessa di responsabilità. Per fortuna fa ancora freddo. Cosa accadrà ai primi, tenaci tepori? In questo clima da tragedia, intimamente connesso alle elezioni per un capriccio del fato, c'è chi parla, a sinistra, di non «strumentalizzare il voto». Certo, la gente dovrebbe anche confermare la classe dirigente che ha saputo così bene elevare la sua qualità di vita! Incredibile. Nessuno vuole andare a casa, a sinistra si preoccupano del bon ton del confronto politico. Nessuna protesta, nessun dissenso, in un clima di perfetta normalizzazione che permetta la rielezione della stessa leadership rossa. Come se nulla fosse successo. Dimenticano, costoro, che il voto è proprio questo: civile manifestazione di dissenso o di consenso nelle mani del popolo sovrano. Se una città ed una regione sono al capolinea della propria immagine, è simmetricamente giusto e logico che la loro classe dirigente si faccia da parte. Il gioco è finito. Game over. Cerchiamo di ricominciare daccapo, senza chiacchiere sui massimi sistemi. C'è bisogno di concretezza. L'ideologia che ha accompagnato l'azione politica della sinistra, in Campania, ha prodotto più guasti che risultati apprezzabili. E' tempo di voltare pagina, davvero. Calibrare un programma ad hoc per Napoli è indubbiamente complicato, ma necessario per non allargare il divario tra questa regione e l'Italia tutta. Sarà compito di gente capace, concreta, varare un progetto di intervento strutturale per il recupero morale, materiale e culturale della città. Un progetto cui dovranno contribuire le forze sane del suo tessuto civile, abbandonando tentazioni personalistiche e gattopardesche di rimanere sempre e comunque in sella. Capirà la gente che davvero stavolta si gioca il proprio futuro? Speriamo. Non osiamo nemmeno immaginare le conseguenze di un risultato favorevole alla sinistra, in Campania, alle elezioni di aprile. Sarebbe il segno di un suicidio collettivo. La classe dirigente del Popolo della Libertà che si presenterà dovrà comunque farsi trovare preparata nei programmi e negli uomini, per dare davvero il segnale dell'inversione di tendenza. Tutti dovranno fare la propria parte. Soprattutto coloro che vogliono assumersi l'onere e la responsabilità di guidare il popolo campano fuori dal guado e accettare una successione nella leadership attesa da popolazioni arrabbiate ma desiderose di normalità e di ripristino delle minime condizioni di vivibilità. Sul flipper rutilante di Napoli la sinistra ha pigiato troppo sui pulsanti, per ottenere più punti possibile. Qualche partita omaggio l'ha guadagnata, forzando la mano. Adesso, però, il flipper si è rotto. Non risponde alle sollecitazioni. La partita è finita. Infilate la porta del bar, per favore. Senza voltarvi indietro. Game over.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.252 del 19/2/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||