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L'Italia al verdedi Fabrizio Goria - 21 febbraio 2008 L'Italia è sempre più in bolletta. Gli Italiani sono sempre più in difficoltà economica. La reale percezione del costo della vita è arrivata ai massimi livelli. Ma la situazione che ogni famiglia vive quotidianamente è davvero così pesante? Il Centro Studi della Camera di Commercio di Milano ha elaborato i dati Istat relativi al 2006 ed è emerso che dal 2000 è aumentato il tasso delle famiglie che fanno ricorso al credito al consumo, con un +147%. Analogo il sistema di mutui abitativi, che ha visto un'impennata del 120% in positivo, per un totale di debiti di circa 455 miliardi di euro per il settore famiglia, circa 19mila euro per ogni nucleo familiare. Questo solo per il 2006, in quanto per il 2007 non è ancora stato possibile calcolare con esattezza la reale esposizione al debito dei cittadini italiani. Da ricordare, proprio in questi mesi, la crescita del tasso d'inflazione fino ai livelli più alti dal 2001, al raggiungimento della quota 2,9%. E possiamo anche aggiungere la frenata della crescita economica italiana, attestatasi a quota 0,8% (stime Confindustria), per avere un'istantanea dell'Italia di oggi, divisa più che mai fra ricchi e poveri. I primi che lo diventano sempre più ed i secondi anche. Ma i dati che ci arrivano da Milano devono farci riflettere su un fronte particolare, quello dei consumi. Lecito è porsi una domanda: i debiti sono causa dell'insufficienza dei salari, dell'aumento del costo della vita o della tipologia di consumi degli Italiani? La risposta è un piccolo mix delle tre ipotesi. Certamente i salari sono fermi, specialmente quelli di impiegati e quadri, come dimostrano i dati Ipsos riguardante i primi due trimestri 2007, che denotano l'assottigliamento di quella che è sempre stata considerata classe media. Contemporaneamente è aumentato il costo della vita, come possiamo notare ogni giorno nei nostri supermercati. I rincari, destagionalizzati, sono ormai all'ordine del giorno, e le giustificazioni sono sempre pronte. Infine, la tendenza di consumo ha prevalso sulla crescita dei debiti degli Italiani. Si, perché siamo sempre più schiavi del marketing, dell'advertising, dell'immagine, che ci dimentichiamo chi siamo e di cosa necessitiamo. Schiavi dell'estetica, dell'immagine che diamo di noi, che deve essere il più possibile impeccabile. Si comprende facilmente, quindi, come si arriva alla cifra di 19mila euro di debiti per ogni famiglia, una cifra destinata a crescere nell'anno appena trascorso. Con l'emergenza mutui e la crisi del settore immobiliare americano, l'esposizione al debito delle famiglie è cresciuto senza freni. Come si può risolvere questo dilemma? I cambiamenti sociali non avvengono così facilmente come si può immaginare. Spiegare il trend comportamentale secondo cui ciò che conta ora è il culto dell'immagine è opera ardua e si dovrebbe probabilmente tornare con la memoria al 1968. Ciò che serve ora è ridare credito al settore istituzionale delle famiglie. Non è certamente con l'incertezza, anche politica, che questo avviene. Il programma politico del Popolo della Libertà sarà reso noto questa settimana, e verterà probabilmente sulla riduzione dell'Ici, come proposto già nel 2006, e sugli sgravi per le imprese. Generico invece il programma economico del Partito Democratico di Walter Veltroni, che si limita allo slogan «Pagare meno, pagare tutti» e no, la pace nel mondo non è stata nominata dall'ex sindaco di Roma. Ma l'urgenza è stata tracciata pochi giorni fa e passa indissolubilmente dal taglio della pressione fiscale, sia per le imprese sia per i cittadini. Non può essere dimenticata anche una misura importante per ridare credito immediato alle famiglie, in altre parole l'eliminazione delle accise sui carburanti, che potrebbero tagliare il costo del singolo litro di circa 25 centesimi, se eliminate in toto. Si, perché se si sommano tutte, il costo totale è di 485,90 lire ovvero 25 centesimi di euro. In un periodo in cui il petrolio torna a salire e la benzina raggiunge quota 1,40 €, sembra essere una piccola via d'uscita per il cittadino italiano. Peccato che non se ne discute quanto si dovrebbe. L'Italia è un paese forte, che aveva saputo riprendersi dopo un periodo nero (post undici settembre) e che era tornata a contare anche sullo scacchiere internazionale. L'Italia di oggi è tornata ad essere la controfigura del resto d'Europa. Svoltare si può e si deve. La riscossa può partire dall'economia e dai conti pubblici, basta volerlo tutti, dai cittadini alle istituzioni. Fabrizio Goria |
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Ragionpolitica, periodico on line n.252 del 19/2/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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