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numero 280
6 marzo 2008
 
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Michael Novak
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Profilo di Michael Novak

di Fabrizio Gualco - 4 novembre 2002

Michael NovakTeologo, politologo, teorico dell'economia e studioso di scienze sociali, Michael Novak nasce in Pennsylvania, a Johnstown, nel 1933. Ottiene la laurea al Stonehill College nel 1956 e due anni dopo all'Università Gregoriana di Roma. Prosegue gli studi teologici in patria: prima alla Catholic University di Washington, quindi all'università di Harvard dove nel 1966 consegue un Master in Storia e Filosofia della Religione.

Ed è proprio ad Harvard che Novak comincia, in qualità di Teaching Fellow, la sua carriera di docente. Un percorso che prosegue a Stanford, dove dal 1965 al 1968 è assistente presso la Cattedra di Studi Umanistici, e al Collegio sperimentale Suny Old Westbury dal 1968 al 1973. Tre anni dopo accetta la cattedra Ledden-Watson di religione presso la Syracuse University, e durante i semestri autunnali del 1987 e 1988 dirige la Cattedra W. Harold e Martha Welch all'Università di Notre Dame. Attualmente insegna Religion and Public Policy presso l'American Enterprise Institute di Washigton D. C, dove tra l'altro dirige il Dipartimento di Scienze Sociali.

Ma l'impegno professionale di Novak non permane all'interno dei doveri impliciti alla docenza universitaria. Novak è anche pensatore instancabile e prolifico scrittore. La sua attività oltrepassa i confini universitari per raggiungere territori editoriali extraaccademici, come ad esempio la "National Review" e la rivista "Forbes Magazine" (sulle cui pagine, dal 1989, cura la rubrica The Larger Context).

Anche in ambito politico la sua intelligenza e la sua preparazione sono largamente apprezzate. Sotto le amministrazioni Ford e Carter è consigliere presso l'Ufficio per gli Affari Etnici. Nei primissimi anni ottanta, a Ginevra, presta servizio come Capo della Delegazione degli Stati Uniti nella Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Nel marzo dell'86 dirige la Delegazione statunitense alla Conferenza sulla Sicurezza e Collaborazione in Europa.

La sua persona e le sue opere sono conosciute in quasi tutto il mondo. Sia dal punto di vista della qualità, sia da quello della quantità, la sua ricerca e il suo impegno intellettuale a favore della libertà e della dignità della persona sono testimoniati inoltre da una corposa bibliografia, il cui spazio è occupato da oltre cinquecento titoli. Le sue riflessioni spaziano dalle analisi sui limiti dello stato assistenziale all'importanza della famiglia all'interno della società contemporanea; dalle problematiche inerenti alla fede a quelle relative all'ateismo; dalla giustizia sociale alla caratteristica vocazionale dell'impresa economica; dal tema della globalizzazione alla teorizzazione di una società in cui economia di mercato, democrazia e pluralità non si pongono in mutuo contrasto bensì in feconda sinergia. Molti dei suoi saggi sono tradotti in svariate lingue, anche orientali come il bengalese, il coreano, il giapponese. Uno dei suoi lavori più rappresentativi, Lo spirito del capitalismo democratico e il cristianesimo (per il quale nel 1992 riceve da Margaret Thatcher il premio Anthony Fischer), viene pubblicato in America Latina, Polonia (in forma clandestina), in Cina.

Riconoscimenti ufficiali e premi prestigiosi costellano la sua attività: oltre alle 14 lauree conferitegli ad Honorem, ricordiamo la Medaglia d'Onore George Washigton della Liberty Found (1984); il Premio Templeton per gli apporti forniti all'approfondimento ed al progresso in campo religioso (1994); la Medaglia d'Oro per la Cultura Cattolica della Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa (1999), il Premio I. D.I. per la Piccola e Media Impresa (2000). In Italia è Presidente Onorario dell'Istituto Acton di Roma.

Flavio Felice, docente di Dottrine Economiche alla Pontificia Università Lateranense e membro del Consiglio Nazionale del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, afferma che Novak, similmente a padre Richard J. Neuhaus, a George Weigel, a R. Sirico, «si colloca nella tradizione di pensiero che, in un certo senso, va da Polibio fino ai Federalist Papers e alla Costituzione americana e poi da questa alla dottrina sociale della Chiesa, intesa come un originale metodo di elaborazione dei materiali sociali e, quindi, non come sistema chiuso in se stesso, ma in grado di rappresentare un termine di riferimento per l'elaborazione di una filosofia civile». La riflessione di Novak si fonda sul messaggio salvifico della rivelazione: così orientata, essa si sviluppa in senso fortemente etico, accogliendo in concreto la possibilità di «consigliare ed orientare l'uomo in ciascuna sfera dell'agire umano, in particolare (. ..) nel campo politico ed economico» (cfr. Flavio Felice, Capitalismo e Cristianesimo, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2002). In questa ottica Novak intende le scienze sociali come un luogo teorico composito ed aperto, in cui la riflessione può giungere a formulazioni tanto profonde quanto innovative. Un luogo in cui la ricerca può cogliere ed elaborare, al di là dogmatismi intellettuali o storture ideologiche purtroppo presenti anche in ambito religioso, l'inestimabile apporto del Cristianesimo ed in particolare della suo patrimonio morale. Ed esprimere in tal modo la perenne "novità" che determina la sostanza della tradizione ebraico-cristiana.

Come nota Angelo Tosato, ad un esame comparativo fra ordinamenti di matrice socialista e quelli connotati in senso liberale emerge una indicazione pressoché univoca ed inequivocabile: la strada che più e meglio conduce persone e popoli ad innalzare il proprio tenore di vita, e quindi a fruire di un maggior benessere sia personale che sociale, passa attraverso la cosiddetta economia di mercato (cfr. A. Tosato, Economia di mercato e Cristianesimo, Borla, Roma 1994). In tal senso, la ricerca di Michael Novak tende instancabilmente all'individuazione di sempre più profondi e fecondi rapporti fra pensiero liberale e la moderna dottrina sociale della Chiesa cattolica. Le riflessioni sulla libertà di pensiero e di azione, sulla predisposizione umana all'intraprendenza, nonché alla creatività come caratteristica fondamentale della persona, si incontrano e si confrontano con le encicliche sociali firmate da Giovanni Paolo II, quali la Laborem exercens, la Centesimus annus, la Sollecitudo rei socialis.

Non a caso le teorie di Novak tengono sempre presenti le indicazioni dottrinali della Chiesa relative alla materia sociale: il Cristianesimo rivela all'uomo la sua autentica natura, nonché la dignità intrinseca al suo essere. E la dottrina sociale della Chiesa non si rivolge ad altri che all'uomo nel suo essere-persona: la preoccupazione per la persona nella sua interezza è ciò che connota i documenti sociali ecclesiastici. La dottrina sociale della Chiesa - che la Chiesa propone, non impone - non rappresenta un corpus monolitico e legalistico, dato e sigillato una volta per tutte, bensì un ausilio di grande pregio non solo per il credente ma per tutti coloro che vogliano condurre una riflessione seria e circostanziata su problemi che interessano e coinvolgono tutti, nessuno escluso.

«Dio che ci ha creati, ci ha donato, nel contempo, sia la vita sia la libertà. Perciò ci invita alla sua amicizia e, ciononostante, ci lascia liberi. Egli non vuole l'amore degli schiavi, ma di donne e di uomini liberi che stanno dritti sulle proprie gambe» (cfr. la Prefazione di Novak a Flavio Felice, Capitalismo e cristianesimo, cit. ). Secondo Novak una società libera ed aperta è connotata principalmente dalla compresenza sinergica di politica, economia, libertà: una politica fondata sullo stato di diritto quale antidoto ad ogni forma di tirannide; un'economia come sistema di produzione di ricchezza capace, nei limiti che ad essa ineriscono, di spezzare il giogo della miseria che annichilisce non solo il corpo, ma anche la mente e l'anima dell'essere umano; infine una libertà che sia espressione ideale e reale della pluralità delle esigenze e delle esperienze umane.

In questa prospettiva, ogni persona - secondo le proprie attitudini, competenze e capacità - è chiamata a fornire, con prudenza e senso della realtà, un contributo teorico o pratico, intellettuale o operativo, affinché la società umana possa esprimere globalmente la forza e la dignità che, singolarmente, appartengono in modo inalienabile a ciascuno dei suoi membri.

Fabrizio Gualco

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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