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Carissimi compagni...

di Andrea Camaiora - 28 febbraio 2008

«Carissime compagne e compagni, sono passati quattro mesi da quell'entusiasmante 14 ottobre che ha visto tre milioni e mezzo di italiani essere protagonisti delle primarie per la scelta del leader del Partito Democratico». Si apre così l'ultima lettera dell'ultimo segretario dei Ds, Piero Fassino. Il quale, poche righe sotto, aggiunge: «Per questo, nel momento in cui tale scelta si realizza, è altrettanto importante non disperdere la memoria della lunga traiettoria storica e politica del principale partito della sinistra italiana». Il motivo per cui l'attuale inviato speciale dell'Unione Europea per la Birmania si rivolge ai militanti Pds-Ds è la promozione del cosiddetto «Progetto Archivio», recentemente varato dalla Direzione nazionale di via Nazionale e affidato alla responsabilità del tesoriere Ugo Sposetti. Per la verità Sposetti ha già il suo da fare a gestire la nascita delle varie fondazioni locali cui le Unioni regionali e comunali e le Federazioni provinciali diessine hanno da mesi conferito tutto il patrimonio finanziario, mobiliare ed immobiliare dell'ex Pci-Pds-Ds.

Avviata e in parte conclusa la questione più concreta delle sedi, quindi dell'eredità in soldoni del partito che fu di Togliatti e Berlinguer, i Ds cercano di garantire ai posteri anche la conservazione della memoria del loro passato, bocciato senza appello dalla storia ma che Fassino non manca di rivendicare scrivendo: «Si tratta di un immenso patrimonio storico, culturale, politico che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni». Nella lettera, ovviamente, non c'è il benché minimo richiamo non soltanto all'autocritica, ma neppure al socialismo italiano o europeo che, pure, i Ds hanno preteso negli ultimi dieci anni di interpretare (e che hanno perseguito fin da quando hanno chiesto di aderire, alla fine della prima Repubblica, al Pse e all'Internazionale Socialista). Anzi. E' chiaro il tentativo di Fassino di rivendicare il percorso politico postcomunista, insistendovi in più passaggi della lettera, pubblicata sul sito internet dei Ds e su l'Unità. Fassino, infatti, conclude così la sua missiva: «E' un impegno che vi chiedo di assolvere con lo scrupolo di sempre, consapevoli di quanto sia importante mantenere viva la memoria del ruolo insostituibile che la sinistra e il suo principale partito hanno avuto nella storia d'Italia e della sua democrazia».

Per essere certi che lo scrupolo segua un corretto protocollo di archiviazione e conservazione i Ds non si sono affidati ad uno sprovveduto, bensì a Linda Giuva, professoressa associata di archivistica generale all'università di Siena e moglie dell'attuale ministro degli Esteri. La signora D'Alema ha già tenuto un incontro formativo presso la Direzione nazionale Ds, cui ha fatto seguito una circolare a firma del tesoriere Ugo Sposetti e del coordinatore della segreteria Maurizio Migliavacca. Nella circolare si legge che, oltre al materiale documentale, sono di particolare interesse le esperienze personali, le conoscenze dirette di fatti e situazioni. Scrivono in proposito Sposetti e Migliavacca: «In istituzioni ben organizzate tali informazioni sono in genere affidate a organigrammi, ordini di servizio, titolari di classificazioni. Vi è però una conoscenza non formalizzata né riprodotta in documenti ufficiali o di lavoro che risulta preziosa ed è accumulata nelle esperienze fatte da compagne e compagni in questi anni lavorando nel Partito e per il Partito. Naturalmente ci riferiamo a informazioni, date, nomi, occasioni».

Quello che però né Fassino né Sposetti né Migliavacca scrivono è che il «Partito» cui alludono, la storia di cui parlano, la memoria che intendono preservare non si ferma alla stagione del Pds-Ds ma comprende la lunga e decennale storia del Partito Comunista Italiano. Una storia e un aggettivo, comunista, che forse i dirigenti diessini preferiscono non richiamare vista la delicata coincidenza della campagna elettorale. Anche perché chissà quante volte ricorrerà, negli atti ufficiali e non di «Progetto Archivio», il nome di uno storico dirigente Pci-Pds-Ds come Walter Veltroni.

Andrea Camaiora

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