RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Un nuovo e pericoloso codice politico

di Francesco Natale - 1 marzo 2008

Facciamo per l'ennesima volta la figura dei barbuti e pedanti accademici dicendo: «Lo abbiamo sempre saputo». A che cosa ci riferiamo? Ovvio, ad uno dei principi fondanti del logos politico teorizzato e messo in pratica da Antonio Gramsci temporibus illis, ovvero il logos stesso. Chi si impadronisce del significato delle parole vince di fatto il confronto politico. Anche se le urne danno responso contrario, chi costruisce, seppur con marmellata di pensiero e pece di parole, un nuovo codice politico cui tutti, in particolare gli avversari, sentono il dovere di conformarsi, ha vinto una battaglia ben più grande del contest elettorale, poiché costringe ogni interlocutore a giocare sul proprio campo, facendolo apparire becero, insensibile e borderline ogni qualvolta esca dal seminato. Il grande successo, se non elettorale sicuramente culturale, del Pci di una volta si fondò proprio su questo principio, perverso finché volete, ma comunque efficace. Poco importava divenire partito di governo nel momento in cui università, pubblica amministrazione, intellighenzia, gotha, o erano completamente infestati dai sacerdoti di Marx o, comunque, nelle sparute isolette rimaste incontaminate dall'egemonia culturale si avvertiva pesantemente la sudditanza psicologica nei confronti del mainstream comunista.

Certo, un codice da solo non basta, non è sufficiente a bloccare il motore della storia e ad impedire inevitabili collassi. Tuttavia il principio resta valido tutt'oggi. Tant'è vero che un folto nugolo di neo-gramsciani, probabilmente inconsci di esserlo, sta alacremente lavorando, e con buon successo, alla redazione di un nuovo codice politico al quale tutti, ma proprio tutti, sembrano volersi uniformare, se per sincera convinzione o per paura di apparire poco intelligenti e sensibili non è dato di saperlo. Chi sono questi nuovi Diderot e D'Alembert, questi nuovi enciclopedisti del ben pensare politico? L'elenco sarebbe lungo, perciò citiamo solo i nomi più altisonanti: Beppe Grillo, Piergiorgio Odifreddi, Marco Travaglio, Michele Santoro, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, Piero Ricca, e, ultimo come sempre, poiché destinato all'ingrato compito di redigere le note a pie' pagina del nuovo abbecedario politico, lo spettrale Boselli.

Assistere in questo periodo ad una puntata di «Ballarò» piuttosto che al solitaire di Bassolino a «Otto e Mezzo» accende pericolose spie d'allarme (se eccettuiamo la fausta presenza di Luca Telese, unico ad avere mangiato la foglia allo showcase di Santoro): di fronte alla tragica concretezza della situazione campana, ad esempio, i nuovi arbitri elegantiarum, in particolare quelli responsabili in prima persona dello sfacelo, stemperano i toni, parlano di quanto sia bella la raccolta differenziata, della necessità di investire in (inutili, anzi dannose) energie alternative, della necessità di ripulire le liste elettorali da condannati o inquisiti, delle presunte tangenti inerenti alla vendita di Wind, di quanto si potrebbe risparmiare e, quindi, ridistribuire ricchezza qualora si cominciassero ad utilizzare pannolini riciclabili anziché i canonici usa e getta, snocciolando dati statistici quanto meno sospetti che nessuno, ma proprio nessuno, si prenderà mai la briga di verificare.

Eccolo, il nuovo codice che, pur non ancora messo a punto, sta già dando i primi frutti: grazie ad esso gli italiani riceveranno, contenti e felici, l'ennesima manciata di sabbia negli occhi, assisteranno passivamente, qualora non stiano più che in campana, all'ennesima partita a scaricabarile per cui, anche a distanza di decenni, sarà sempre e comunque colpa del «malcostume craxiano» se le cose vanno male oggi. E così le responsabilità gravi, evidenti, ineluttabili, saranno nuovamente eluse: i nuovi moralizzatori, la vera casta che Stella e Rizzo si sono ben guardati dal menzionare nel loro comunque interessante libro, siederanno nuovamente in parlamento, con la coscienza ripulita e la verginità rifatta, grazie alla forza distorcente del nuovo codice, al quale, come dicevamo poc'anzi, ci stiamo tutti uniformando. Giustizialismo, ambientalismo, psicoqualunquismo, antiproibizionismo, abortismo, laicismo, noningerentismo, e via di -ismo in -ismo, fino a ridurre al lumicino anche le ultime briciole di apparato critico, come se tutti questi -ismi fossero segno inconfutabile di un nuovo, radioso, progresso civile.

E la Politica? In quest'orgia di piazzismo da televenditori dove è finita la Politica, quella con la P maiuscola, che non consiste nel berciare in una piazza di fronte ad una folla di zombi adoranti, che non consiste nel cavalcare ogni battaglia di retroguardia, anche la più stupida, pur di rimediare una poltroncina di seconda fila, ma che consiste in studio, dedizione fattiva, capacità proiettiva non limitata a sei mesi ma almeno a dieci anni di distanza dal momento presente? Sparita. Tutto grazie al nuovo codex che, qualora non si corra tempestivamente ai ripari, diverrà il salvacondotto per una classe politica indegna che, tuttavia, dimostra una vitalità riscontrabile solo in certe specie di scarafaggi. Una nota conclusiva per quanto riguarda Grillo: qualcuno potrebbe ricordare che il più grande presidente della storia statunitense fu un mediocre attore comico... A tal proposito, come sono solito dire in questi casi, non confondiamo Dante con Moravia.

! Francesco Natale
Gli ultimi commenti
  • eccellente... - di chiara bolognesi - 6 marzo 2008 10:06
  • perfetto - di gianni - 3 marzo 2008 17:03
  • i falchi - di antoniolo - 1 marzo 2008 22:01
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.253 del 26/2/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata