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numero 280
6 marzo 2008
 
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Il senso del nuovo per i napoletani

di Armando Pannone - 5 marzo 2008

Il bus verde di Veltroni s'inerpica per stradine di paese tra borghi rossi di provata fede e di facile entusiasmo. L'interprete del nuovo della sinistra italiana affascina la platea con toni misurati e argomentazioni levigate. Il Pd ha scelto di partire in sordina, corroborandosi con piccole platee amiche, evitando accuratamente di misurarsi con le grandi realtà del Paese, per tema di contestazioni e di affievolimento dei consensi. Affrontare i problemi veri: quello che invece ha fatto il leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi, cercando anzi il contatto con la folla delle metropoli per illustrare il suo programma concreto, l'unica ricetta per contrastare la crisi generalizzata provocata da due anni di governo della sinistra. Tra i punti cardine del programma del leader del PdL l'immediata risoluzione dell'emergenza rifiuti in Campania, che ha compromesso l'immagine dell'Italia nel mondo.

Intanto, a Napoli, la corsa contro il tempo per venire a capo dell'emergenza spazzatura subisce una battuta d'arresto. La città e la provincia tornano a ricoprirsi di montagne di immondizia. Dopo qualche giorno di piccoli miglioramenti, si torna in alto mare e l'allarme sanitario cresce. Dunque, tutto inutile. La spazzatura tracima dai contenitori. Inarrestabile, sommerge ogni cosa come un lercio tsunami. Per strada il lezzo è insopportabile e le allergie si moltiplicano per via dei vapori urticanti che esalano dai cumuli. Comincia a fare caldo, a Napoli. Un caldo che ingigantisce i problemi logistici e mette in ginocchio un'economia già boccheggiante. La situazione è al limite. Non si intravede una soluzione efficace a breve termine.

Che città troverà Veltroni quando verrà a Napoli nel suo tour elettorale? Che dirà ai napoletani? Non potrà certo parlare di massimi sistemi, di sogno americano, di nuovo welfare. Queste cose, qui,non attecchiscono più. Sono quindici anni che la sinistra martella sui tasti dello sviluppo, delle opportunità per i giovani, sul rilancio della città e della regione. Proprio recentemente il Pd ha fatto quadrato intorno al Governatore Bassolino, difendendolo da ogni accusa. Il nuovo di Veltroni, il nuovo del Pd, fatto di volti giovani e di fresche speranze, vale anche per la Campania o no? Le dimissioni, sempre sulla bocca dei tanti moralisti della sinistra per i propri avversari politici, sono una parola strozzata in gola quando si tratta di pronunciarla per un esponente della propria parte politica. Il Pd va avanti così, a vista, barcamenandosi tra una strizzata d'occhi ai radicali ed una rassicurazione ai cattolici, un feroce moralismo per gli errori degli avversari e un caldo perdono a prescindere per i propri uomini.

Dov'è il nuovo? Che cosa è il nuovo per i napoletani? Il nuovo sarebbe veramente avere il coraggio di voltare pagina, restituendo l'intera classe dirigente napoletana e regionale ad altre occupazioni. Il nuovo sarebbe un guizzo d'orgoglio tale da cambiare per sempre la vocazione cittadina alla rassegnazione ed alla sottomissione. Prendere tra le mani il proprio destino, quello sì che sarebbe il nuovo, per Napoli e la Campania. Una Regione che ha premiato con quindici anni di governo e il settanta per cento dei consensi una sinistra che non ha mai ricambiato tanta dedizione e fiducia. La riprova è nelle maglie nere collezionate da Napoli nelle statistiche e nella percezione diffusa del mal di vivere che si respira in città. La fondatezza del degrado morale e materiale di una realtà unica al mondo per tesori e cultura è nella coltre di spazzatura che la ricopre e la offende.

L'establishment della sinistra al potere da quindici anni non vuole dimettersi, ha orrore persino di una simile parola. Nessuno pensa di chiedere scusa alla città, ai cittadini dell'intera Regione, ai propri figli condannati all'umiliazione ed agli sfottò volgari per i prossimi anni, quando vorranno andare all'estero o solo in Italia. L'ansia di assolversi è quanto di più lontano vi sia dai dettami di un'autentica democrazia. La pervicacia del potere è la vera anima della sinistra, un'anima accentratrice, egoista, miope. Sarebbe questo il nuovo, ciò che verrà a proporci il Pd? Sembra quasi un insulto alla realtà tragica vissuta dalla popolazione esasperata, questo atteggiamento di bonaria assoluzione per i vertici delle istituzioni locali. Saliranno anch'essi sul palco o sul pulman di Veltroni? Speriamo di sì, così la gente vedrà e capirà il senso del nuovo, per la sinistra. Un nuovo che non rinnega se stesso, che ostinatamente allontana da sé ogni colpa, scaricandola sugli altri, quasi che il potere non sia delega legittimata dal popolo ma proprietà privata da difendere ad ogni costo dagli intrusi, da quelli che vogliono portarlo via. Non è così, invece. In una democrazia esiste anche il momento in cui farsi da parte, è sensibilità politica, è il non farsi dire chiaramente che si è fallito. Non c'è maturità democratica se manca il coraggio delle dimissioni. La sinistra non ha avuto questo coraggio, lasciandosi ricordare per l'ostinazione di restare al potere nonostante il desiderio dell'intero Paese. E se il Pd si schiera al fianco di un suo esponente, in Campania, volete che abbia questo coraggio? Lo trovi il popolo, allora, il coraggio di mandarli a casa: nelle urne.

! Armando Pannone
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