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6 marzo 2008
 
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Bank Moskyvi s'insedia a Belgrado: la Serbia nell'orbita d'influenza russa

di Alexandra Javarone - 7 marzo 2008

Lo scorso 3 marzo, per la prima volta nella storia dei rapporti tra Belgrado e Mosca, è stata formalizzata l'intesa per l'ingresso sul mercato serbo di uno dei maggiori istituti di credito russi, Bank Moskvy. Secondo l'agenzia serba Tanjug, la banca presto aprirà filiali sull'intero territorio serbo. L'accordo, stretto sulla scorta dell'ultima acquisizione operata dal colosso della Gazprom (accordo di collaborazione energetica che prevede che la compagnia russa acquisti il 51% della serba Nis, principale azienda petrolifera della Exjugoslavia), ha, con ogni probabilità, il preciso intento di rafforzare il legame economico fra i due Paesi che, solo pochi giorni fa (grazie alla mediazione del neoeletto Medvedev), avevano raggiunto l'intesa sulla realizzazione ed il passaggio in territorio serbo del nuovo gasdotto russo South Stream. Le collaborazioni, avviate fin ora, pongono, dunque, le fondamenta della futura cooperazione economica e, conseguentemente politica, tra il Cremlino e Belgrado.

Dopo la recente vittoria conquistata alle ultime elezioni da Medvedev, in Serbia, il governo ha mostrato una certa soddisfazione per il trionfo dell'alleato russo: «La collaborazione tra i due Paesi - secondo Tadic - andrà avanti ed, anzi, si rinforzerà nei vari ambiti d'interesse comune». Una conferma a quest'ipotesi parrebbe esser giunta proprio dallo stesso Medvedev che, recatosi in visita a Belgrado, durante un incontro con Tadic e Kostunica, aveva assicurato il proprio appoggio alla Serbia: «C'è una cosa che, a prescindere da questo clima primaverile, guasta l'umore ed è la questione del Kosovo. Noi abbiamo esaminato attentamente l'intera vicenda riguardante la proclamazione unilaterale d'indipendenza della regione a maggioranza kosovara rilevando, infine, che quell'atto non viola il diritto internazionale, la sovranità e l'integrità territoriale serba distruggendo il sistema di sicurezza internazionale» (B92).

La classe politica serba guarda, insomma, compiaciuta alla vittoria del Delfino di Putin (dichiaratosi impavido difensore del diritto sovrano serbo), certa di poter quantomeno ritardare la latente crisi politica interna che si prefigura, facendo perno sul sostegno russo o, peggio, cavalcando la pericolosa onda del nazionalismo. Ma di fronte a questo slancio d'ottimismo, che colma la retorica della ristretta élite di governo, la popolazione serba mostra, infine, il volto insoddisfatto di chi, seppur umiliato dall'ambigua condotta della Comunità internazionale e «defraudato della propria mitologia, ha già patito sin troppo a causa della persistente instabilità balcanica». E si discute animatamente anche in ordine all'acclamata acquisizione della Nis, manovra che appare, agli occhi dei più, alla stregua di un grave errore strategico: «Belgrado, pagherà, in nome del Kosovo, un prezzo esagerato».

Secondo diversi studiosi e commentatori serbi, di fatto, la costosa alleanza, stretta con la Russia, «come anche le insensate politiche d'allargamento della Comunità Europea» o la stessa propensione statunitense, «tesa a sostenere l'indipendenza della regione a maggioranza albanese» dovrebbero essere lette, piuttosto, alla stregua di una competizione favorita dai «Grandi» al fine di espandere od esportare la propria influenza politica sul principale snodo energetico della regione. La Comunità internazionale tratteggia, allora, i nuovi confini del Kosovo, mentre la Serbia, rea d'esser il «confine» prossimo di questa regione, ricca di risorse energetiche e crocevia d'interessi economico-strategici, si trova, infine, stretta nuovamente da una crisi esasperante (interna ed esterna) ove ristagnano e s'acuiscono dissenso ed umiliazione, prodotti efficienti di una politica interna scarsamente realistica e di un attento disinteresse euro-internazionale.

Alexandra Javarone

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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