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Le età del Pddi Andrea Camaiora - 8 marzo 2008 Veltroni è davvero lanciato: ogni giorno è capace di inventarne una nuova. E' infatti sul nuovismo che il candidato premier del Pd ha deciso di puntare tutto. Prima vittima eccellente l'ultraottantenne Ciriaco De Mita, costretto a fare spazio a una ventiseienne da lui stesso cresciuta. Non finisce qui: con l'annuncio della composizione definitiva delle liste si contano a decine le esclusioni da posizioni eleggibili di parlamentari un po' troppo vecchi o un po' troppo navigati. L'Obama di Tor Vergata, poi, ha fatto in modo di scioccare l'opinione pubblica con candidature super fresche come la bella ventiseienne Marianna Madia, capolista alla Camera nel Lazio. Poiché quindi Veltroni presenta agli elettori un Partito Democratico giovane e, possibilmente, americano, proviamo a scorrere assieme i volti più rappresentativi della seconda forza politica italiana. È giusto innanzitutto partire da lui, il buon vecchio Romano Prodi. Benché non si candidi a sedere in parlamento, è pur sempre il presidente di questo partito. Del premier uscente è sufficiente ripercorrere le tappe principlai: ha iniziato nel 1963 come consigliere comunale a Reggio Emilia. Nel 1978 è stato ministro dell'Industria, nell'82 presidente dell'Iri, nel '96 presidente della Commissione europea, nel 2006 presidente del Consiglio. Romano vanta dunque un'«età politica» di ben 45 anni. Il suo ministro degli Esteri, capolista del Pd in Campania, Massimo D'Alema, ha invece avuto il suo battesimo del fuoco nel 1958 ad appena 9 anni, quando fu presentato come giovane «pioniere» del Pci a Palmiro Togliatti. Si iscrive però nel «fatidico» 1963 alla Federazione Giovanile Comunista di cui dodici anni dopo, nel 1975, sarà segretario. Il leader Massimo sarà quindi vice-segretario del Pci di Occhetto e, dopo questi, prima segretario del Pds e poi dei Ds. Dal 1998 al 1999, con due diversi governi, è il primo postcomunista a Palazzo Chigi. Ritornerà al governo in qualità di ministro degli Esteri di Prodi nel 2006. Questa novità, che Veltroni presenta ai campani invasi dalla spazzatura, ha ben 33 anni di attività politica alle spalle. Il nuovissimo Piero Fassino, invece, sceglie l'impegno politico nel lontano 1968, quando si iscrive (guarda caso) alla Fgci. Negli anni '70 fa la gavetta a Torino (dirigente del movimento giovanile comunista, consigliere comunale e provinciale). Dal '96 al 2000 ricopre il ruolo prima di sottosegretario e poi di ministro. Più recente è invece la storia politica di Francesco Rutelli, attuale candidato a sindaco di Roma. L'attuale ministro per i Beni Culturali, infatti, nel 1979 ricopre il ruolo di segretario regionale del Partito Radicale; nel 1980 è addirittura eletto segretario nazionale. Una volta mangiapreti, oggi garante a sinistra dei valori cristiani, nel '92 è coordinatore nazionale dei Verdi, l'anno seguente ministro dell'Ambiente per un giorno e quindi sindaco di Roma dal '93 al 2001, anno in cui si candida contro Silvio Berlusconi alle elezioni politiche. La sua storia recente è più o meno conosciuta. Questa new entry della politica italiana, che Walter prova a rifilare ai romani per la terza volta, politicamente è vecchia di 29 anni. Soltanto un anno in più del volto nuovo Dario Franceschini, sulla piazza dal 1980, anno in cui è eletto consigliere comunale a Ferrara. Dopo Tangentopoli, non trovando convincente la soluzione «autonomista» tra Berlusconi e Occhetto perseguita da Martinazzoli, Franceschini aderisce ai Cristiano Sociali. Rientra poi nel Ppi, partecipando in seguito alla creazione della Margherita. Oggi, dopo 28 anni di attività politica alle spalle, è un freschissimo vice di Veltroni alla segreteria del Partito Democratico. Già, e Veltroni? L'Obama «de noantri», l'uomo capace di «cambiare» la sinistra e rompere con un passato da far dimenticare è consigliere comunale a Roma per il Partito Comunista Italiano nel lontano 1976. Due anni dopo entra alla Camera. E' responsabile propaganda e informazione del Pci tra l'87 e il '92. Nel '92 è direttore dell'Unità e dal '96 al '98 vice di Prodi con delega ai Beni Culturali. Dal '98 al 2001 è segretario dei Ds: guida il suo partito alle sconfitte delle elezioni europee, regionali e politiche. Viene eletto nel 2001 sindaco della Capitale e ora, dopo un apprendistato politico di appena trentadue anni, si candida a presidente del Consiglio contro l'«uomo del passato», Silvio Berlusconi. Andrea Camaiora |
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Ragionpolitica, periodico on line n.254 del 4/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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