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La situazione serba dopo le dimissioni di Kostunicadi Daniele Martino - 11 marzo 2008 Lo scorso 8 marzo il primo ministro serbo Vojislav Kostuniča ha formalizzato le proprie dimissioni. Questo è l'effetto più evidente delle tensioni che interessano la Serbia, divisa tra la cooperazione con l'Europa e le sirene di Mosca. Le dimissioni di Kostuniča rappresentano sicuramente la rottura dell'asse anti-nazionalista con il presidente moderato Boris Tadič, decretando così una situazione di stallo ed un pericoloso avvicinamento dei conservatori di Kostuniča ai nazionalisti di Tomislav Nikolič, il candidato sconfitto da Tadič alle presidenziali del 3 febbraio scorso. Tuttavia non si vedono mosse che possano risolvere la complicata situazione serba; difatti Kostuniča non ha avanzato alternative, limitandosi a proporre nuove elezioni per l'11 maggio: tale proposta è stata formalizzata dal presidente Tadič senza particolari entusiasmi, in virtù delle incognite che il voto politico è in grado di produrre. Una nuova chiamata alle urne in Serbia non è un segnale positivo, perché sarebbe la terza in poco più di tre mesi e decreterebbe un'ulteriore perdita di credibilità per le istituzioni del paese; ciò quasi certamente produrrebbe una flessione della partecipazione al voto, favorendo così l'elettorato nazionalista e ultranazionalista. Il punto cruciale di tutta la politica serba, sia interna che estera, resta il Kosovo. L'anomalia giuridica della posizione kosovara di certo non facilita le prossime mosse delle istituzioni di Belgrado; al riguardo sussistono tre posizioni sul futuro dei rapporti serbo-kosovari. La prima è l'accettazione dello status quo, vale a dire il riconoscimento formale del Kosovo indipendente, inserito in un grande progetto di cooperazione con l'Unione Europa che comprenderebbe anche la Serbia: questa è la posizione del presidente Tadič, che vede la collaborazione con Bruxelles come fondamentale per il paese, nell'ottica che l'ingresso nell'Ue per la Serbia possa produrre gli stessi effetti positivi che questo ha avuto per gli altri Stati dell'Europa Orientale. Da questo punto di vista, una forte crescita economica è certamente in grado di «spegnere» le tensioni interne e di «raffreddare» la questione kosovara. La seconda opzione, di fatto la più irrealizzabile, è proprio quella del premier dimissionario Kostuniča: la Serbia e il Kosovo assieme nell'Unione Europea. Su questo punto in particolare sono sorti i contrasti tra Tadič e Kostuniča, che hanno portato alle dimissioni del primo ministro. Questa posizione, tuttavia, è anacronistica in quanto si basa sulla situazione pre-indipendenza, quando il Kosovo era sotto il controllo e la supervisione del Quartetto composto da Onu, Nato, Stati Uniti ed Unione Europea. Resta sul tavolo prepotentemente la terza opzione, quella che potenzialmente è in grado di sviluppare le maggiori instabilità: l'intensificazione del già forte legame tra Belgrado e Mosca, in un'ottica di contrapposizione tra blocchi che abbia come primo obiettivo la salvaguardia degli interessi serbi in Kosovo. Questo è il cavallo di battaglia elettorale dei nazionalisti serbi ed ha come prima vittima il dialogo con l'Unione Europea: ciò perché per Tomislav Nikolič il vero antagonista non sono gli Stati Uniti, coi quali può esserci una franca collaborazione, ma proprio Bruxelles. Nikolič, in questo senso, può contare sul totale appoggio di Mosca, che con Vladimir Putin prima e Dmitri Medvedev ora, intende sviluppare la «fratellanza slava» tra Serbia e Russia con partnerships commerciali ed energetiche che facciano di Belgrado l'alleato privilegiato del Cremlino nei Balcani. Rimangono da valutare le mosse di Kostuniča, che restano interlocutorie perché il premier dimissionario è sì un sostenitore dell'integrità territoriale serba e di una forte identità nazionale ma, contemporaneamente, ha sempre puntato all'ingresso nell'Unione Europea, nell'ottica di uno sganciamento da Mosca. Insomma, anche se ha dato le dimissioni, Vojislav Kostuniča non è certo fuori dai giochi. Daniele Martino |
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Ragionpolitica, periodico on line n.255 del 11/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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