RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Non esiste lo Zapatero italiano

di Gabriele Cazzulini - 14 marzo 2008

L'erba del vicino è sempre più verde. Zapatero rivince in Spagna e subito la sinistra nostrana, per un riflesso condizionato, gonfia il suo petto di superbia. Il problema è che, non essendoci più la coalizione tra centrosinistra e sinistra, sia Veltroni che Bertinotti si contendono la fratellanza con Zapatero. Chi è il vero Zapatero all'italiana? Il Pd o la Sinistra Arcobaleno? Dilemma non indifferente per aggiudicarsi il pedigree di sinistra moderna e ripulirsi dal polveroso passato di deviazioni egemoniche e contraddittorie ambizioni di potere. Non è una novità la brama di assomigliare ai colleghi europei, spesso percepiti come fratelli maggiori. E' l'effetto dello stato di inferiorità in cui la sinistra si è rannicchiata per l'intransigenza della sua leadership verso l'aggiornamento dei suoi schemi mentali e delle sue pratiche politiche. Perso il treno del riformismo socialista e quindi incapace di uscire fuori dalla sua staticità, la sinistra si era data all'oppio dell'utopia inventandosi l'esperimento ulivista, riedizione fuori tempo massimo del centrosinistra moroteo e dell'abortito compromesso storico.

Ora che i cocci sono rotti, il complesso dell'orfanello in cerca di una famiglia non scompare - anzi si raddoppia. Ora gli orfani sono due: Veltroni e Bertinotti. Nella loro rincorsa all'elogio di Zapatero non riescono a comprenderne la reale natura - quella di un leader sospinto al potere da una nefasta ondata emotiva, capace di galleggiare nei marosi della vita quotidiana a patto di non cambiare il modello di sviluppo congegnato dai Popolari e tenendo in mano le armi per respingere con la forza l'immigrazione clandestina. Poi il furore della battaglia laicista come efficace operazione d'immagine per esibire la propria virilità ideologica - e basta. Se questo è il socialismo iberico, l'imitazione della sinistra italiana diventa la brutta copia di un mezzo disastro, diventa cioè un disastro completo. C'è qualcuno, dalle parti di Bertinotti e Veltroni, disposto ad usare il pugno duro contro gli immigrati?

La voglia di sembrare spagnoli, o francesi, o comunque qualcosa di altro da sé senza interrogarsi se questo sia uno sviluppo o una crisi d'identità, conferma anche la continuazione della fase infantile della nostra sinistra. Ancora più semplicemente: la Spagna non è l'Italia, nel bene e nel male. Inoltre, come ogni vero socialista post-ideologico, Zapatero è figlio delle riforme liberiste di Aznar, esattamente come lo furono Blair rispetto alla Thatcher e Clinton rispetto a Reagan. Le politiche distributive di Zapatero e l'inserimento di maggiori protezioni per il lavoro sono state possibili perché la Spagna ha beneficiato di un lungo e generoso ciclo di sviluppo, iniziato grazie all'impulso di Aznar. Facile fare il socialista quando l'economia cresce e il conflitto sociale si ammorbidisce. L'Italia è rimasta indietro di un'era politica, perché aspetta ancora l'arrivo del suo necessario ciclo di riforme ad ampio raggio. Prima di importare Zapatero, bisogna scoprire il nostro Aznar, il nostro Reagan, la nostra Thatcher.

! Gabriele Cazzulini
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.255 del 11/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata