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Attenzione ai conti dormientidi Fabrizio Goria - 14 marzo 2008 In Italia sta accadendo un fenomeno strano. Lo Stato sta per appropriarsi di posizioni finanziarie senza che vi sia la dovuta informazione a riguardo. Questo è il caso dei conti correnti dormienti, che entro il 26 agosto passeranno di proprietà, se nessuno li reclama. Vediamo di capir meglio quanto appena scritto. Un conto considerato dormiente è quel conto corrente che ha una giacenza superiore a 100 euro, ma non viene movimentato, vale a dire che non subisce operazioni da parte del titolare, per più di 10 anni. Ma non solo conti bancari, dato che nella categoria in questione rientrano anche i libretti postali, nominativi od al portatore. I numeri che coinvolgono l'intera operazione sono da capogiro: si parla di circa 500mila posizioni bancarie e 700mila per quanto riguarda i libretti (e buoni fruttiferi) postali. A tal proposito, l'Adusbef ha stimato in 10 miliardi di euro la cifra nascosta nei conti correnti bancari e in 950 milioni di euro quella nelle Poste. Ora, gli istituti di credito hanno l'obbligo, prima di poter intervenire sui conti non reclamati, di inviare al titolare una raccomandata per ricordargli il suo possesso. Nel caso non vi fosse nessuna risposta, nemmeno da parte dei parenti, l'intera somma depositata su quel preciso conto corrente potrà essere destinata ad un fondo ad hoc del Ministero dell'Economia, da destinare per l'80% ai risparmiatori vittime dei crack finanziari e per il 20% alla regolarizzazione dei lavoratori precari. Il problema nasce dal fatto che quest'obbligo dell'invio della raccomandata non è rivolto anche a Poste Italiane. Sembra paradossale, ma è così. Tenendo conto la tendenza ad un maggior utilizzo di Buoni Fruttiferi come forma d'investimento, il rischio verosimile è che i titolari di libretti e buoni restino all'oscuro delle loro posizioni e si lascino scadere i 180 giorni previsti per l'attestazione di proprietà del conto. Un altro problema è che manca l'informazione adeguata per le cifre di cui sopra. Sono pochi e laconici gli inviti alla clientela che possiamo trovare presso banche e sportelli postali, quasi a voler far passare inosservata una misura di tale portata. A tal proposito, è bene ricordare che esiste un numero verde, 800.00.33.22, per poter avere tutte le informazioni del caso sui conti dormienti nelle Poste. Le colpe della mancata informazione sono dovute principalmente all'attuale esecutivo, che non ha saputo gestire l'intera operazione dal 2006 ad oggi. Infatti, in costante crisi di consensi, con i conti pubblici sempre più vicini ai limiti dettati da Maastricht ed una congiuntura economica negativa, si sta ignorando questo problema per i cittadini italiani. Ma è giusto o no che lo Stato prenda possesso di soldi che, senza dubbi, non sono suoi? Ed in che modo avviene la redistribuzione di questo denaro? Lo Stato non può tornare ad essere quello di stampo sovietico, in cui il suo ruolo principale è quello di accentratore. Una manovra di questo genere sarebbe stata indicata per Stalingrado, non per Roma. In quest'ottica, è fuori discussione che la posizione di prevaricazione nei confronti dei cittadini è l'emblema del liberticidio. Anche perché sta avvenendo una disparità di informativa, tutta a vantaggio dello Stato, che giocoforza potrà avere delle maggiori entrate senza muovere un dito. La risposta alla seconda domanda è oltremodo complicata. Invece che destinare l'extragettito finanziario che dal 26 agosto entrerà nelle casse del Tesoro per salvare le cause di cui sopra, meglio cercare di ripianare il nostro debito pubblico, giungendo al più presto al pareggio di bilancio tanto agognato. Proprio ieri sono giunti i dati Istat relativi alla situazione 2007 dei conti pubblici. Con un debito pubblico al 105% del Pil, la necessità è quella di adeguarci al resto d'Europa. Vero è che il deficit pubblico, per il 2007, rientra nei parametri massimi dell'Ue, ma è altrettanto vero che la tendenza macrocongiunturale per il 2008 non ci permette di sprecare soldi perché vogliamo ergerci ad avvocati delle cause perse. L'informazione. Tutto si riconduce ad essa. Dall'economia alla politica, passando per la società, questa è il veicolo per poter assumere posizioni più o meno dominanti. Ora, anche per quanto riguarda i conti dormienti, anche i cittadini possono avere un punto d'informazione in più. Fabrizio Goria |
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Ragionpolitica, periodico on line n.255 del 11/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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