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numero 280
6 marzo 2008
 
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Energia: gli sbagli delle regioni

di Carlo Cerofolini - 16 marzo 2008

Quello che succede nelle Regioni, con particolare riferimento a quelle «rosse», in tema di energia è veramente preoccupante perché, in ossequio alla vulgata ambientalista, investono - ovvero sprecano - centinaia e centinaia di milioni nel solare termico e fotovoltaico e nell'eolico, nel disperato, vano, tentativo sia di rientrare nei parametri previsti dal protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, sia di produrre energia elettrica «utile». Un esempio che vale per tutti è quello della Regione Toscana, che nel piano pluriennale per l'energia, da poco licenziato dalla giunta regionale, rifondarola-verde-Pd, investe (butta) circa 500 milioni essenzialmente per il fotovoltaico e per l'eolico, per raggiungere entro il 2020 gli obbiettivi di meno 20% di emissioni di gas serra e più 20% di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che ben sappiamo, oltre che super costosa, non è minimamente adatta neanche a provare a risolvere minimamente i problemi di approvvigionamento energetico, data la sua arcinota aleatorietà, incostanza e mancanza di potenza. Oltre questo è bene evidenziare quanto segue:

  • con l'investimento di 1.000 milioni (il doppio di quanto «investe» solo la Regione Toscana nel suo piano energetico) a livello nazionale si potrebbe incentivare fortemente la sostituzione nell'industria di 20 milioni di motori energivori, con altri risparmiosi già in commercio, e con questo diminuire del 10% il consumo di energia elettrica nazionale, risparmiare l'emissione di circa 6 milioni di tonnellate annuo di gas serra e così rientrare pure nei parametri di Kyoto;
  • con appena 125 milioni (un quarto di quanto «investe» solo la Regione Toscana nel suo piano energetico) si potrebbero tranquillamente, ed in tutta sicurezza, riattivare in 12-15 mesi le centrali nucleari di Caorso e di Trino Vercellese, rispettivamente di 860 MW e 270 MW (1.130 MW totali) e continuare ad usarle ancora per decenni, anziché spendere circa quattro miliardi (sic) per smantellarle, con un forte ritorno economico ed ecologico (niente gas serra) per tutti (negli Usa operazioni simili sono già state fatte senza problemi). Inoltre, questi 1.130 MW, che rappresentano oltre il 2% della potenza installata, non solo ci avrebbero risparmiato nel 2003 di andare in black-out ma pure ci libererebbero dal rischio reale che l'evento si ripeta, data la nostra nota cronica carenza d'energia.

A questo punto, da quanto sopra, risulta chiaro ed evidente come sia opportuno che gli investimenti che le varie Regioni intendono fare sia nel solare termico e fotovoltaico sia nell'eolico, siano fortemente da ridimensionare, perché, oltre tutto, è il momento di abbassare la pressione fiscale anche locale, lasciando più soldi nelle tasche dei cittadini, anziché drenarli per incentivare in modo massiccio le fonti rinnovabili. Non per nulla chi le conosce (veramente) le evita.

! Carlo Cerofolini
Gli ultimi commenti
  • fotovoltaico - di jonniceccotto - 17 marzo 2008 07:17
  • energia - di giuliano - 16 marzo 2008 08:16
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