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Energia: gli sbagli delle regionidi Carlo Cerofolini - 16 marzo 2008 Quello che succede nelle Regioni, con particolare riferimento a quelle «rosse», in tema di energia è veramente preoccupante perché, in ossequio alla vulgata ambientalista, investono - ovvero sprecano - centinaia e centinaia di milioni nel solare termico e fotovoltaico e nell'eolico, nel disperato, vano, tentativo sia di rientrare nei parametri previsti dal protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra, sia di produrre energia elettrica «utile». Un esempio che vale per tutti è quello della Regione Toscana, che nel piano pluriennale per l'energia, da poco licenziato dalla giunta regionale, rifondarola-verde-Pd, investe (butta) circa 500 milioni essenzialmente per il fotovoltaico e per l'eolico, per raggiungere entro il 2020 gli obbiettivi di meno 20% di emissioni di gas serra e più 20% di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che ben sappiamo, oltre che super costosa, non è minimamente adatta neanche a provare a risolvere minimamente i problemi di approvvigionamento energetico, data la sua arcinota aleatorietà, incostanza e mancanza di potenza. Oltre questo è bene evidenziare quanto segue:
A questo punto, da quanto sopra, risulta chiaro ed evidente come sia opportuno che gli investimenti che le varie Regioni intendono fare sia nel solare termico e fotovoltaico sia nell'eolico, siano fortemente da ridimensionare, perché, oltre tutto, è il momento di abbassare la pressione fiscale anche locale, lasciando più soldi nelle tasche dei cittadini, anziché drenarli per incentivare in modo massiccio le fonti rinnovabili. Non per nulla chi le conosce (veramente) le evita.
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Ragionpolitica, periodico on line n.255 del 11/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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