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L'informazione, la sinistra e il paesedi Andrea Camaiora - 18 marzo 2008 «Berlusconi è sicuramente un grandissimo personaggio della politica. E se dovesse vincere le elezioni per la terza volta, dopo essere stato sulla scena politica per 15 anni, lo spazio a lui dedicato nei libri di storia non sarà limitato alle formulette che usiamo oggi. Ci vorrà una riflessione profonda su quest'uomo che ha segnato nel bene e nel male la storia recente di questo Paese. Il male è stato ampiamente dibattuto. Ma il bene merita di essere anch'esso esaminato». A parlare non è Maurizio Belpietro, né Emilio Fede. Non è neppure Bruno Vespa. È Paolo Mieli (Libero, 5 marzo). Il direttore del «Corriere della Sera», autore del famigerato endorsement a Prodi in occasione delle elezioni politiche del 2006, riconosce oggi, a due anni di distanza, che Berlusconi è «Grande. Discusso. Ma, soprattutto, sorprendente. Berlusconi è un uomo che ha rotto gli schemi». Le dichiarazioni di Mieli sono forse il segno che qualcosa sta cambiando nel mondo dell'informazione italiana? Purtroppo non è così. Soprattutto perché dobbiamo fare i conti con un servizio pubblico radiotelevisivo che risponde sempre meno alle attese del Paese reale. Ne è prova il drastico e drammatico calo di audience dell'ultima edizione di Sanremo, con dieci punti di share in meno rispetto alla precedente. In proposito la portavoce di Forza Italia, Elisabetta Gardini (che di Sanremo è stata anche conduttrice), ha mostrato di non avere peli sulla lingua. L'esponente del Popolo della Libertà, intervistata dall'Adnkronos, ha infatti dichiarato: «Quello che sta accadendo in questo momento a Sanremo era assolutamente prevedibile. Bisogna stare in contatto con i cittadini, che in questo momento stanno veramente male. C'è un Paese che soffre - ha aggiunto la parlamentare azzurra - e un servizio pubblico che sbaracca i palinsesti per riempirli dalla mattina alla sera di futilità e di canzonette non assolve al proprio ruolo. Io credo che come servizio pubblico la Rai avrebbe dovuto capire che c'era un clima diverso e avrebbe dovuto rintanarsi nel fine settimana con un festival rigoroso e sobrio, lasciando spazio all'informazione che è stata totalmente spazzata via. Questo è il sintomo - ha concluso la portavoce di Fi - della lontananza di un servizio pubblico nel quale i cittadini non si riconoscono più». Le dichiarazioni di Elisabetta Gardini sulla situazione disastrosa della Rai hanno provocato una levata di scudi a sinistra, con dichiarazioni immediate dei «mediani» Giorgio Merlo e Giuseppe Giulietti. A decretare il fallimento della Rai, però, e a confermare le accuse della portavoce di Forza Italia ci sono anche alcuni dati assai preoccupanti: per la prima volta nella storia del Festival, la Sipra - la concessionaria della pubblicità della Rai - sarà chiamata a restituire una parte dei soldi che gli inserzionisti hanno sborsato per gli spot a corredo della rassegna sanremese. Si dice che la società sarà costretta a restituire quasi il 25% degli introiti per colpa dei bassi ascolti che ha registrato il Festival di Baudo & Chiambretti. Bocciatura su tutta la linea, insomma. Non è che le cose migliorino se si fa caso al pluralismo: come è noto, infatti, tutti i talk show - da «Ballarò» ad «AnnoZero», da «Primo Piano» a «In mezz'ora» - sono strettamente controllati dalla sinistra. Sulla stessa lunghezza d'onda anche i dati relativi alle presenze televisive: dall'inizio della campagna elettorale fino alla fine di febbraio, Veltroni ha accumulato, nei sette maggiori telegiornali, un'ora e cinquanta minuti di presenze televisive contro un'ora e 40 minuti di Berlusconi, il quale ha raggiunto questa quota solo grazie all'ospitalità offertagli dal Tg4 di Emilio Fede (quasi 47 minuti). E gli scandali continuano su altri fronti: la Rai, infatti, ha perso l'asta dei diritti sulle Olimpiadi. Qualcosa non ha funzionato alla tv di Stato. Pare che gli iter previsti non siano stati rispettati. Inutile dire che delle inefficienze dell'azienda pubblica ha beneficiato Murdoch. Che dire poi dell'«opa» lanciata dalla sinistra sulla radiofonia? Con la benedizione di Claudio Petruccioli, e con l'avallo dell'intero consiglio di amministrazione, Marcello Del Bosco si appresta a restare alla guida della radiofonia per altri tre anni, il tempo che gli resta prima di andare in pensione. Il giochetto messo in piedi dalla coppia Petruccioli-Del Bosco è più che elementare: trasformare la radiofonia in una divisione dell'Azienda Rai affidandone la gestione, per continuità di servizio, all'attuale direttore. Stupisce che un consiglio d'amministrazione a maggioranza di centro destra avvalli un simile disegno. Ma ormai non c'è più da stupirsi di niente se si pensa che, a fronte dei disastri enumerati non solo oggi nella gestione di questa benedetta Rai, è bastato che Silvio Berlusconi toccasse l'argomento relativo alla tassa sulla tv, ossia il pagamento del canone, per far gridare allo scandalo i soloni della sinistra, in particolare coloro i quali presidiano per il Pd il mondo dell'informazione. E' il caso dell'ex responsabile di questo settore per i Ds, Cuillo (poi ripescato, dopo dure proteste a seguito della nomina al suo posto di Marco Follini) che ha subito preso di mira il leader del Popolo della Libertà. Gli ha risposto per le rime, con la consueta sollecitudine, il capogruppo azzurro in Commissione Vigilanza Rai Giorgio Lainati, che ha dichiarato: «Cuillo, come tutti gli ex comunisti che militano nel partito di Prodi e Veltroni, non ha il senso del ridicolo e del limite. Si permette di sindacare le affermazioni del Presidente Berlusconi sul canone Rai e non si sente invece in dovere di scusarsi con i tantissimi anziani indigenti che dovevano essere esentati dal pagamento della tassa sulla tv pubblica, come deciso dalla Finanziaria 2008 grazie a un emendamento del centrodestra approvato in Senato». Speriamo di non dimenticare tutto questo il 15 aprile. Andrea Camaiora |
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Ragionpolitica, periodico on line n.256 del 18/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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