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numero 280
6 marzo 2008
 
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In Francia il vero sconfitto è il centro

di Antonio Giovanni Luzzi - 21 marzo 2008

Mentre tutti i media in Francia declamano la sconfitta del partito di Sarkozy alle municipali, quasi nessuno ha il coraggio di dirigere la discussione verso il vero sconfitto di questa tornata elettorale nelle amministrative d'oltralpe: il centro. Sulla base dei risultati, l'elettorato francese ha attribuito un ruolo centrale a personalità locali, talvolta lontane dalle logiche partitiche nazionali, cercando di non attribuire al risultato elettorale un giudizio diretto alla politica di Sarkozy. I francesi sanno bene che il governo Fillon non subirà rimpasti, se non per riempire gli spazi lasciati vuoti da chi andrà a fare il sindaco, e che il rinnovamento sarkozista del paese non potrà essere giudicato se non alla fine del suo mandato, cioè tra quattro anni.

E' esagerata l'importanza attribuita alla vittoria della sinistra francese da parte dei nostri media. Dalla parte dei socialisti, che hanno vinto sì, ma solo a livello locale, si canta infatti una vittoria a metà. Bisogna ricordare che i problemi interni al partito rimangono; alle divisioni interne e ai problemi della ricerca della leadership, si andranno ad aggiungere le richieste insistenti dei sindaci socialisti che, forti della loro vittoria e degli importanti budget a loro destinati, hanno aumentato il loro potere di ricatto verso i vertici del partito. Ciò non potrà che destabilizzare ulteriormente i già fragili equilibri interni del Ps.

Chi veramente dovrebbe fare i conti con i risultati è quindi il centro politico francese, che esce da queste elezioni amministrative frammentato, indebolito, ma soprattutto pesantemente sconfitto, tanto da indurre alcuni esperti a decretarne la sua fine. La nascita del Mouvement Démocrate, o Modem, creato da François Bayrou poco più di un anno fa da ciò che rimaneva dell'Udf, sembra aver perduto ogni speranza di poter incidere sulla politica francese del futuro. Nello storico bipolarismo francese, Bayrou ha voluto correre il rischio di lanciare un nuovo progetto di centro alternativo ai due poli generando una vera e propria ecatombe. Bayrou, che alle presidenziali dello scorso anno ottenne il 18% dei voti, ha dovuto fare i conti con la base del suo partito che non ha gradito l'isolamento centrista. Alla vigilia delle amministrative, eccellenti personalità locali hanno infatti preferito la candidatura o l'appoggio esterno a liste di centro-destra o di centro-sinistra, portando ad un vero e proprio crollo dei consensi per il Modem. Lo stesso Bayrou è stato sconfitto nella roccaforte centrista di Pau, cittadina di 80 mila abitanti sui Pirenei, dove era candidato alla carica di sindaco.

Nel rispondere della sconfitta alla stampa, il povero Bayrou ha dato appuntamento alle europee del 2009, dove cercherà, probabilmente senza successo, di accaparrarsi qualche seggio francese nel gruppo del Partito Popolare Europeo, in cui la leadership del partito di Sarkozy è fuori discussione. Insomma, nel bipolarismo democratico il centro non sembra più funzionare e sembra destinato a giocare sempre di più in futuro un ruolo secondario nelle politiche nazionali ed europee, cercando visibilità attraverso accordi al ribasso. Casini è dunque avvisato.

Antonio Giovanni Luzzi

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