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6 marzo 2008
 
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La volata verso le elezioni

di David Consiglio - 26 marzo 2008

Mancano solo una ventina di giorni alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile. E, dopo un interminabile biennio di malgoverno della sinistra di Prodi e Veltroni, l'Italia ha la possibilità di ridarsi un esecutivo serio, coeso e soprattutto in grado di dare risposte concrete, rapide e appropriate a risolvere le tante e, in molti casi, annose esigenze che quotidianamente rendono difficile la vita a milioni di cittadini e di piccole e medie imprese. Dopo ventiquattro mesi di chiacchiere, immobilismo, litigi e divisioni tutte targate centrosinistra, gli italiani, con molta probabilità, riporranno le loro speranze di cambiamento nella nuova formazione di centrodestra del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi. Nuova formazione che, nei fatti, oltre a rappresentare l'unica seria e credibile alternativa liberale di governo alla sinistra di Prodi e di Veltroni, altro non è se non il coronamento di un percorso politico unitario durato quattordici anni, e che ha visto insieme le storiche sigle del centrodestra italiano, Forza Italia e Alleanza Nazionale.

Il Popolo della Libertà, di sicuro, non è un semplice cartello elettorale; e contrariamente al Partito democratico di Prodi e di Veltroni, non è nato con lo specifico e preminente scopo di cercare di ridare una nuova e più spendibile immagine politica ai vecchi eredi della sinistra comunista e della sinistra Dc. No, niente di tutto questo. Diversamente dalla sinistra che deve cercare di fare dimenticare il dissennato governo del Professore, operazione quasi impossibile, il centrodestra italiano non ha niente né da nascondere né da fare dimenticare. Anzi, il fronte liberale e moderato guidato da Silvio Berlusconi ha una storia e una esperienza di governo da ricordare e da rivendicare con orgoglio; per la prima volta nella storia della Repubblica, infatti, il centrodestra è stato in grado di assicurare al paese cinque anni di stabilità, di riforme e di governo buongoverno della cosa pubblica. Il Pdl, è insieme continuità e novità.

Dopo le elezioni del prossimo mese, l'Italia, in tutte le sue diverse componenti, non potrà più permettersi il lusso di restare al palo, ma dovrà subito rimettersi in moto per recuperare al più presto il terreno perso in questi ultimi due anni. Come recita lo slogan elettorale del Pdl, il paese, nel suo complesso, deve «rialzarsi». Dall'economia alla pubblica amministrazione, dalle nuove e necessarie infrastrutture alle politiche per il lavoro, dalla sanità fino ad arrivare all'istruzione, all'Italia serve una forte scossa in grado di fare rimettere in moto le energie migliori e più vitali. E' il momento, non più rinviabile, di passare dalle parole ai fatti, dagli annunci alle opere concrete e tangibili, dai tempi lunghi delle decisioni alla rapidità e alla prontezza di dare risposte. E' questa, di sicuro, la vera svolta che serve al paese per uscire da questo periodo di rassegnazione e di sfiducia.

Per riuscire in questa impresa di rilancio, all'Italia non servono ricette miracolistiche e fintamente innovative come quelle che il segretario del Pd Veltroni si sforza di spacciare nella sua campagna elettorale. Serve, invece, limitarsi ad applicare al meglio i vecchi e sempre validi principi liberali che hanno permesso a tanti paesi occidentali di diventare stabilmente i principali motori dell'economia mondiale ed europea. Soprattutto, è fondamentale che alla guida della nave ci sia una classe dirigente preparata e con esperienza e, in particolare, capace di intercettare con immediatezza le vere istanze provenienti dal tessuto economico e sociale del paese, in modo tale da essere subito nelle condizioni di offrire soluzioni appropriate. E' questa, in estrema sintesi, la linea di condotta che un più che probabile governo a guida liberale seguirà con scrupolo ed attenzione. Il tempo dell'immobilismo e della paralisi totale della macchina statale che ha caratterizzato gli anni del governo delle sinistre deve subito essere archiviato e messo da parte. Gli italiani, ne siamo certi, il 13 e il 14 aprile prossimi non si faranno abbindolare dalla finta novità rappresentata da un politico di lungo e discutibile corso come il numero uno del Partito democratico Walter Velttoni.

Per cambiare realmente e in meglio lo stato complessivo del paese, gli italiani daranno fiducia al fronte capitanato da Silvio Berlusconi e dai suoi storici alleati. Dopo il governo delle tasse, dei balzelli e dei rinvii, gli italiani sceglieranno l'unica proposta politica capace di assicurare stabilità, innovazione nella tradizione e, soprattutto, migliori condizioni di vita per tutti. Per questo, in questo ultimo scorcio di campagna elettorale, sta a ciascuno di noi impegnarsi al massimo per rendere più forte e netta la vittoria del Popolo della Libertà. Perché, più forte e netta sarà la vittoria, più forte e netta sarà l'opera di governo di Silvio Berlusconi.

David Consiglio

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Ragionpolitica, periodico on line n.257 del 26/3/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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