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numero 280
6 marzo 2008
 
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Benvenuto, Cristiano!

di Francesco Natale - 26 marzo 2008

In effetti la notizia ha sorpreso anche me: un'emozione palpabile eppure indefinibile mi ha colto quando Rai News mi ha comunicato via sms, attorno all'una della notte di Pasqua, che Magdi Cristiano Allam era stato battezzato da Benedetto XVI. Come e quanto questa scelta di cambiamento, di rinascita fondamentale, sia stata naturale e sofferta allo stesso tempo lo può sapere solo Cristiano, e nel merito di questa, pertanto, non entreremo. Qualche parola invece la possiamo spendere sulle reazioni spropositate e umanamente inaccettabili che questa scelta legittima e - ripetiamo - naturale ha provocato, in particolare da parte di quel cosiddetto «Islam moderato» (espressione che ho sempre trovato blandamente umoristica, quasi a sottendere che l'Islam standard sia tutt'altro che moderato). Le accuse rivolte a Cristiano partono dal ridicolo per arrivare al tragicomico: inutile spettacolarizzazione, conversione farsesca, apostasia, ipocrisia, superbia, schiaffo morale all'Islam in combutta col Papa e via di corbelleria in corbelleria.

Cristiano, come tutti i convertiti prima di lui, da Sant'Agostino in avanti, ha avuto semplicemente il coraggio di rendere manifesta una scelta che non merita di essere nascosta: perché la conversione implica il coraggio della testimonianza. La verità è che chi è ormai abituato a confinare il fenomeno religioso esclusivamente all'interno della sfera politica non sa più guardare al di là del proprio naso: è una specie di nuovo Sinedrio, che vide in Cristo solo ed esclusivamente un fenomeno pericolosamente eversivo che andava sterilizzato prima che compromettesse un assetto ingiustificatamente considerato immutabile. Il Sinedrio fallì 2000 anni fa, e fallirà anche oggi. Il timore che rode l'anima del gotha islamico, «moderato» o meno che sia, è che la testimonianza di Cristiano possa (e potrà, ne siamo convinti) fare uscire allo scoperto altri convertiti o potenziali convertiti, che in Italia sono più numerosi di quanto si creda, ma per questione di opportunità, di convenzione sociale o semplicemente per timore vivono la loro fede nel nascondimento.

E con questo non sposiamo assolutamente l'idea che ci si trovi coinvolti in una gara il cui punteggio è determinato dalle conversioni, né che il cattolicesimo abbia bisogno di testimonials di eccezione per fare proselitismo. Non vendiamo un prodotto commerciale e pertanto, contrariamente a quanto certo Islam sembra convintamente credere, non dobbiamo fare marketing. In questo senso le critiche rivolte a Cristiano entrano a pieno titolo nel campo dell'assurdità: egli ha semplicemente agito secondo la coerenza che sempre ha contraddistinto il suo lavoro, il suo essere, il suo sentire. Coerenza che ha trovato un culmine nel suo battesimo: ha accettato, come stanno a dimostrare i fatti, di diventare pecora e di andare in mezzo ai lupi. Per questo possiamo solo dirgli, con tutto il cuore: benvenuto Cristiano!

! Francesco Natale
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