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numero 280
6 marzo 2008
 
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Conservatorismo targato no global

di Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 13 novembre 2002

La conclusione pacifica della manifestazione no global di Firenze ha fornito alla sinistra dei motivi di gioia, Come se essa avesse addomesticato i violenti: in realtà il movimento no global si è esaurito in sé stesso. E' caduto perché tutti i paesi africani vogliono i prodotti geneticamente modificati. E tutti i paesi in via di sviluppo chiedono la globalizzazione, soprattutto una fine dei dazi sui loro prodotti.

Il movimento no global è nato dal più bieco conservatorismo agricolo francese, il paese che ha fatto più danno con l'imposizione della Pac (politica agricola comunitaria ) ai paesi in via di sviluppo. La violenza è venuta da questo lato, perché l'estremismo della proprietà agricola francese si è nobilitato attaccando i Mc Donald e gli hamburger. E un movimento reazionario, nato dagli interessi più reazionari dell'Occidente: i proprietari terrieri agricoli francesi che godono di una rendita di posizione fondata sulle istituzioni europee.

L'antiamericanismo europeo ha fatto sì che dietro alla proprietà agricola francese si coalizzassero tutte le forme di antiamericanismo della sinistra utopista: ma, dietro al movimento, non c'è più nessuna radice politica o culturale. Indicano solo il fatto chela cultura rivoluzionaria in Europa è rimasta ancora forte anche dopo la fine dell'impero comunista.

I no global, sull'esempio di Michel Bouvet, pensavano all'unione di utopia ecologica e di rivolta antiamericana. Ma il movimento aveva scarse radici; soprattutto da quando Chirac, rafforzato elettoralmente e politicamente, ha ristabilito il" motore franco tedesco "a beneficio dei proprietari fondiari agricoli francesi, ottenendo il consenso di Schroeder, la cui vittoria elettorale è stata politicamente marginale. Il segno visibile dell'esaurimento del filone no global sta nel fatto chela città simbolo del movimento, Porto Alegre, ha perso il sindaco di sinistra che aveva offerto ai no global l'immagine di una città governata con la democrazia diretta. In una consultazione elettorale in cui il Partido dos Trabalhadores ha vinto le elezioni e portato Lula alla presidenza della Repubblica, Porto Alegre ha visto il suo sindaco no global perdere le elezioni e l'amministrazione della città cambiare colore. I cittadini erano stanchi di essere continuamente consultati: volevano essere amministrati, ma non coinvolti.

In Brasile la sinistra moderata vinceva accettando il vincolo de Fondo monetario internazionale, e la sinistra utopica perdeva. Era una lezione per la sinistra italiana. Ma essa non l'ha ritenuta.

La riunione no global di Firenze non è stata una iniziativa dei no global ma un parto delle amministrazioni di sinistra della città e della regione. Il movimento no global era morto a Genova. La manifestazione di Firenze è stata una pura manifestazione antiamericana contro la possibilità della guerra in Irak. Il no global era stato sostituito dall'antiamericanismo puro.

Ma qualcosa di significativo è accaduto di significativo per la sinistra: Prodi, in una intervista al giornale della Fiat ha benedetto i no global di Firenze, affermando che, con la manifestazione fiorentina il pensiero liberale come pensiero unico era finito e che cominciava un'altra era. Quale fosse Prodi non lo ha detto, ma il senso era chiaro: Prodi ha colto l'occasione del fatto che i no global non avevano fatto danni per strizzare l'occhio a Cofferati.

In una intervista a El Paìs di Madrid, Prodi aveva suggerito che la Commissione da lui presieduta fosse sciolta contestualmente alle elezioni del Parlamento europeo nel 2004, in modo di permettere al nuovo Parlamento di votare all'inizio della sua attività la fiducia al Presidente della Commissione. Prodi in questo caso potrebbe rientrare in Italia alla fine del 2004 e fare la campagna elettorale nel 2006. Per avere possibilità di vincere deve unire tutta la sinistra, ivi compreso ciò che sta a sinistra del Ds di D'Alema e Fassino: Bertinotti e, soprattutto, Cofferati. Per questo il presidente di un organismo così capitalista come la Commissione europea attacca il capitalismo. E' la preparazione della alleanza elettorale per il 2006 Prodi Cofferati. Come è chiaro, questa operazione ha una vittima illustre, cioè l'attuale maggioranza dei Ds. Prodi vuole distruggere D'Alema: e per questo lo aggira a sinistra.

I piloni della marcia su Roma di Prodi sono due: la Margherita e la Cgil. Prodi vuole andare al governo con la combinazione degli opposti. Margherita e Cgil unite nella guerra contestuale a Berlusconi ed a D'Alema sono la macchina di guerra del presidente della Commissione.

Prodi vuole una sinistra invertebrata, visto che i Ds sono le vertebre della sinistra, il punto in cui essa tocca terra ed il popolo che vota, non quello che manifesta. In questo modo egli alimenta la guerra della Margherita da destra e della Cgil da sinistra per la distruzione del Ds come forza politica intenzionalmente moderata.

! Gianni Baget Bozzo
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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