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Sud sedotto e abbandonatodi David Consiglio - 29 marzo 2008 Il popolo e le imprese dell'Italia settentrionale hanno mille validi motivi per essere molto arrabbiati con il centrosinistra e con il governo di Romano Prodi e di Walter Veltroni. Il Professore e l'ormai ex sindaco della capitale, infatti, hanno fatto e stanno ancora facendo di tutto per rendere più dura la vita al Nord e ai suoi abitanti: dalle tasse a tutta forza alla burocrazia, dalle infrastrutture bloccate alla mancanza di sicurezza, fino ad arrivare alla tentata svendita di Alitalia e al conseguente ridimensionamento di Malpensa, per cui è evidente che i motivi per avercela con i due leaders del Partito democratico a questa parte del paese non mancano affatto. Anzi. Detto questo, però, bisogna dire che, ad essere fortemente arrabbiati nei confronti del centrosinistra, non sono solo gli abitanti dello stivale che vanno da Roma in su; ma anche, e forse in misura ancora maggiore, grandissima parte dei cittadini delle regioni meridionali. Meridione che, a parte la regione Sicilia e il Molise, è da diversi anni interamente e saldamente governato da amministrazioni di centrosinistra. Nel Sud, peraltro, esiste e gode di buona salute ancora la vecchia formula politica dell'Unione: sinistra pseudo riformista e sinistra radicale continuano ancora ad andare a braccetto. Alla faccia della tanto sbandierata svolta veltroniana che prevedeva la corsa in solitario del Partito democratico. In occasione delle elezioni politiche del 2006, quelle vinte per il rotto della cuffia dall'armata Brancaleone del Professore, il centrosinistra tutto durante la campagna elettorale si spese proprio sul rilancio del Mezzogiorno. Prodi e compagnia promisero che avrebbero garantito a questa parte dell'Italia una nuova stagione di sviluppo e di prosperità. Ebbene, proprio in considerazione di questo quadro, noi gente del Sud abbiamo, almeno, motivi pari a quelli delle popolazioni del settentrione per essere infuriati con i vari Prodi, Veltroni, D'Alema e via discorrendo. Questi illustri signori, infatti, dopo aver fatto mille promesse, e dopo aver raccolto tanti voti, di questa parte più debole del paese se ne sono proprio fregati. Anzi, quando se ne sono occupati, hanno creato solo più danni. Il governo del Partito Democratico di Veltroni non ha fatto niente per alleviare le condizioni di arretratezza di queste regioni; e, nelle regioni in cui al governo ha un proprio esponente, e che sono la grande maggioranza, ha dato un contributo decisivo al malgoverno della cosa pubblica. Campania e Calabria sono da prendere da riferimento per verificare quanto detto. Il Mezzogiorno è stato lasciato solo al suo destino. Prodi e i suoi alleati, nei fatti, non hanno fatto niente per combattere con più forza la criminalità o per arginare l'assalto alle coste da parte dell'immigrazione clandestina; sempre Prodi e i suoi compagni di strada hanno dato il colpo di grazie alla gracile economia meridionale per mezzo dei pesanti aumenti delle tasse e dei balzelli vari; sempre loro, i leaders del Partito Democratico, hanno bloccato ed impedito la continuazione delle opere pubbliche che il precedente esecutivo di Silvio Berlusconi aveva avviato dopo mille sforzi. Insomma, come avviene da sempre, la sinistra italiana predica bene e poi razzola male, molto male. In più, a rendere il quadro ancora più triste e impietoso per il Partito democratico, c'è la totale solidarietà che il candidato premier del Pd, Veltroni, ha espresso nei confronti dei suoi colleghi di partito, Bassolino e Iervolino in primis, che, pur essendo da moltissimi anni alla testa delle regioni più in difficoltà, hanno dimostrato di aver governato male. Alla faccia del cambiamento. In conclusione, si può certamente affermare che il numero uno del Pd non ha le carte in regola per venire a chiedere fiducia nelle regioni meridionali. Piuttosto, il buon Veltroni dovrebbe recitare un mea culpa e assumersi le responsabilità politiche per le gravi responsabilità che fanno capo alla sua parte politica. Per tutti questi motivi, il Mezzogiorno d'Italia, ne siamo certi, non cederà alle interessate lusinghe del Pd. Anzi, per Veltroni e la sua compagnia c'è già pronto un avviso di sfratto. David Consiglio |
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Ragionpolitica, periodico on line n.257 del 26/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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