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Come uscire dalla crisi economica?di Alessandro Agnese - 1 aprile 2008 Puntuale come un orologio svizzero si è ripresentato un aumento delle tariffe di gas ed energia elettrica intorno ai 4 punti percentuali, che graverà sulle già tartassate famiglie italiane per una media di 58 euro l'anno; la causa principale di tali rincari è dovuta al sempre crescente prezzo del greggio al barile, ormai da tempo stabile sopra i 100 dollari. E' solo la punta di un iceberg che minaccia le tasche dei cittadini da diverso tempo, in particolare a partire dalla crisi dei subprime dell'estate scorsa che le ha logorate in modo significativo. Sembrava infatti che si trattasse di un fenomeno circoscrivibile oltreoceano, mentre in realtà si è rivelato devastante anche in Italia, andando ad aumentare i tassi di interesse dei mutui sulle case concessi diversi anni fa alle famiglie con il criterio del tasso variabile, e incidendo perciò negativamente sul rimborso delle rate mensili. Moltissimi sono i casi di insolvenza riscontrati, tant'è che solo rinegoziando il proprio mutuo con le banche si riesce ad avere una via di fuga, non sempre conveniente. Avere una casa di proprietà è il sogno di ogni famiglia ma, a causa anche della recessione internazionale, è diventato un incubo: il mix tra rallentamento globale e crisi dei mutui ha portato ad una diminuzione del valore delle abitazioni (anche fino al 30%) dovuto al calo della domanda; chi avesse ad esempio acquistato casa due anni fa si ritroverebbe a pagare rate per un bene che, nel caso fosse venduto, probabilmente non ripagherebbe l'intero ammontare del mutuo concesso. Ovviamente non è solamente questo il problema: siamo purtroppo abituati ai ritocchi al rialzo che a cascata interessano i beni primari, bollette e carburanti in primis, amplificando ora come non mai la crisi della quarta settimana. A tutto ciò si aggiunge l'inarrestabile inflazione che né la Fed né la Bce riescono a contrastare efficacemente. Probabilmente il governo Prodi pensava che al cittadino tutto ciò non bastasse, e così ha portato la tassazione ai massimi storici dal 1998, anno in cui a governare era sempre Romano Prodi. Il quadro globale è quindi molto negativo, da una parte chi aveva dei risparmi da parte li ha visti o li sta vedendo sfumare molto velocemente; dall'altra chi vorrebbe investire è disincentivato e cerca sicurezza: non è un caso che vi sia un ritorno agli investimenti in titoli di stato o in altri tipi di fondi sicuri, poiché essi hanno sì un interesse modesto (intorno al 4%) ma garantito, mentre si verifica un calo delle speculazioni sui fondi ad alto rischio che, potendo avere grossi guadagni come altrettante perdite, sono stati in passato giudicati erroneamente affidabili dalle agenzie di rating. Il compito del prossimo esecutivo sarà rilanciare l'economia partendo da una finanziaria che abbia come obiettivo principale la diminuzione della pressione fiscale, tanto nei confronti degli stipendi dei contribuenti quanto nei riguardi delle imprese, ottenendo, oltre a significativi effetti economici, anche importanti iniezioni di fiducia; solo così è possbile uscire a poco a poco da questa situazione pervasa in buona parte dal pessimismo; certo è che per arrivare ad una stabilità economica sarà necessario avere a monte una stabilità politica, cosa mancata in questi ultimi due anni in cui l'Unione non ha fatto altro che litigarsi, ignorando la crisi economica che oggi fa sentire pesantemente i suoi effetti. Alessandro Agnese |
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Ragionpolitica, periodico on line n.258 del 1/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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