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Air France se ne va

di Fabrizio Goria - 5 aprile 2008

Il discorso, per ora, sembra arrivato al capolinea. Le vie per il risanamento di Alitalia si sono scontrate contro il muro di gomma innalzato dai sindacati. Air France ha abbandonato il tavolo delle trattative, gettando nel baratro la nostra compagnia aerea. Jean-Cyril Spinetta, numero uno del gruppo franco-olandese, si è alzato ed è ripartito velocemente verso Parigi, dopo lo scontro con le sigle sindacali. Maurizio Prato, presidente di Alitalia, ha immediatamente rassegnato le dimissioni. La liquidità di cassa della compagnia italiana è di circa 180 milioni di euro, troppo pochi per arrivare fino all'estate. Sembra non esserci tempo per le ipotesi di cordate italiane pronte a rilevare Alitalia. Il nodo su cui le trattative si sono arenate è semplice; i sindacati (una decina di sigle diverse) hanno cercato di imporre ad ogni costo le proprie condizioni che prevedevano una serie di misure del tutto inappropriate per il rilancio immediato della società: ingresso di Fintecna nell'operazione di ricapitalizzazione di Alitalia grazie alla sottoscrizione del 49% di proprietà della società finanziaria del Tesoro in Az Servizi, diminuzione degli aerei dismessi (fra cui gli obsoleti Md80), mantenimento di alcune rotte intercontinentali giudicate da Air France inutilizzabili, area Cargo tenuta in vita per tutta la durata del piano industriale francese e rinnovata solo nel 2011. A queste condizioni, che non prevedevano una risposta negativa, Spinetta ha risposto andandosene ed affermando che «non esistono più le condizioni per continuare. Dubito che la mia azienda possa accettare questa proposta che comunque presenterò al Cda, ma che richiederebbe mesi di lavoro e riflessione che Alitalia non può sostenere perché i problemi non possono aspettare». Alle parole del presidente di Air France-Klm hanno fatto da contraltare quelle di Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, che ha ricordato come «Alitalia non deve essere smantellata e svenduta, abbiamo solo cercato di tutelare gli interessi dei lavoratori». Ora, sembra che sia solo una la strada da percorrere, e non è detto che sia un male.

Dopo 15 anni di cattiva gestione aziendale, sprechi amministrativi e clientelismo, la soluzione attuabile può essere quella del commissariamento, secondo la Legge Marzano, che si può applicare al caso Alitalia. Per iniziare questa procedura sono infatti necessari due requisiti: più di mille lavorati subordinati da almeno un anno e debiti superiori al miliardo di euro, entrambe soddisfatte dalla compagnia aerea italiana. Si procede con la richiesta al Ministero delle Attività Produttive dello stato d'insolvenza della società e viene nominato un commissario straordinario che, entro sessanta giorni, provvede a presentare in Tribunale una relazione sullo stato patrimoniale, economico e gestionale della società. Dopo di che, si provvede, entro 180 giorni dalla nomina del commissario, alla redazione di un piano di ristrutturazione e si valutano tutte le singole posizioni legate allo stato d'insolvenza. Ma non solo, l'articolo 5 della legge permette al ministro di competenza di vendere beni o settori produttivi della stessa società in questione per far fronte al risanamento della stessa. In questo modo, avvalendosi della normativa introdotta nel 2004, si eviterebbe la beffa di un fallimento. Il vero problema, ora, sono i tempi, che si fanno sempre più ristretti. Dopo la rottura con Air France-Klm il cash flow di Alitalia non è sufficiente per far fronte alle spese correnti. Tutti i ritardi che sono stati prodotti dal governo di Romano Prodi hanno gettato alle ortiche ogni speranza per il salvataggio della società. Dopo 9 mesi, perfino i francesi hanno perso le staffe, bloccati da sindacati che pensano solo ai propri interessi, invece che a quelli dell'economia interna. L'incubo che tutti temevano ora si sta materializzando.

Il risanamento di Alitalia può passare solo tramite il suo fallimento? I casi del recente passato di Pan Am e di Swiss Air sembrano dirci di si. Una nuova società, finalmente libera di tutti gli interessi particolari e delle inefficienze che hanno distrutto la vecchia, può e deve ritornare a volare portando la nostra livrea per i cieli.

Fabrizio Goria

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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