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6 marzo 2008
 
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La crisi del mattone

di Alessandro Agnese - 11 aprile 2008

Il boom della vendita di immobili verificatosi negli anni scorsi è stato profondamente rallentato dalla crisi dei subprime che ha colpito lo scorso anno gli Stati Uniti; ciò ha prodtto gravi effetti per l'economia americana in primis, ripercuotendosi in seguito anche nel vecchio continente, in particolar modo in Italia. Tutto questo perché in passato si è abusato nel concedere mutui a tasso variabile, chiaramente rischioso rispetto a quello fisso, in quanto la quota interessi da pagare mensilmente può abbassarsi o, come si è visto, impennarsi bruscamente, arrivando a far indebitare un numero impressionante di famiglie italiane. Il risultato delle difficoltà dell'economia internazione è che molti nuclei familiari stanno vivendo un periodo difficile con la paura di non poter arrivare dignitosamente alla fine del mese, con tutti i problemi che ne derivano. Risulta infatti particolarmente difficile, se non impossibile, per una famiglia con un reddito annuale di 20.000 euro e figli a carico, riuscire a pagare le rate per la casa, le bollette in continuo aumento, i beni primari e le spese d'istruzione; una realtà inquietante. Come se non bastasse gli istituti bancari che dovrebbero rinegoziare il mutuo gratuitamente, come assicura l'Abi, fino ad ora hanno fatto quasi tutti orecchie da mercante, facendosi pagare almeno il costo della perizia e del notaio, che saranno tenuti a rimborsare.

Tutto ciò ha fisiologicamente fatto abbassare le richieste immobiliari in genere, provocando degli eccessi di offerta rispetto alla domanda: se infatti in passato ci volevano 2-3 mesi al massimo per vendere un immobile, ora i tempi si aggirano in media sui 6 mesi. La difficile situazione economica ha anche indotto gli acquirenti ad utilizzare un'altra politica di acquisto: alle abitazioni delle grandi città vengono preferite quelle dei paesi limitrofi; a parità di stabile, infatti, le seconde costano meno delle prime. Ovviamente è rallentato il mercato nel segmento degli immobili medio-grandi, a vantaggio dei piccoli stabili: se si possiede una casa di 200 metri quadri e si ha la possibilità di farne 2 differenti appartamenti, al momento della vendita il guadagno sarà nettamente maggiore, comprensivo delle spese di ristrutturazione effettuate. Vista questa tendenza al ribasso della domanda, stimata sugli 8-10 punti percentuali, è ovvio che per vendere uno stabile è necessario svalutarlo, effettuando sconti di diverse migliaia di euro. Il problema della casa tocca anche coloro i quali non ne hanno una di proprietà: visti gli affitti stellari delle grandi città, in molti hanno deciso di spostarsi nell'hinterland, che offrirà certamente meno servizi ma fa bene al conto in banca. Questo rallentamento dell'economia ci sta costando caro: nell'ultimo rapporto dell'Ocse emerge in maniera evidente che il nostro paese è ormai al palo, con il secondo maggior debito pubblico globale ed una crescita pari allo zero; nonostante tutto si trova ancora tra le maggiore economie mondiali, piazzandosi al sesto posto.

Per porre fine alla crisi, è necessaria un'azione concreta del prossimo esecutivo per un serio rilancio dell'economia con un occhio di riguardo verso la famiglia. Il governo Prodi ha buttato al vento 2 preziosi anni in cui si potevano fare riforme decisive in questo periodo di difficile congiuntura economica internazionale, come quella proposta nel 2006 così come oggi da Silvio Berlusconi, ovvero l'abbattimento dell'Ici sulla prima casa; è infatti paradossale fare enormi sacrifici per poterne avere una propria e poi dover pagare ulteriori tasse derivanti dal possesso della stessa. Nel programma del centrodestra, puntualmente ricopiato dal Partito Democratico, si pone un'attenzione molto forte verso questi temi, ad esempio si punta all'introduzione di un «quoziente familiare», dove le tasse vengono conteggiate non solo in base al reddito, ma anche in base alla composizione del nucleo familiare. Questi sono solo alcuni punti cardini del programma del Popolo della Libertà che, grazie alla fiducia che gli daranno gli italiani, potrà finalmente effettuare riforme e prendere provvedimenti per il bene di tutti.

Alessandro Agnese

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