|
|||||||
|
|
I nuovi popolaridi Andrea Camaiora - 11 aprile 2008 Con queste elezioni Silvio Berlusconi riconsegna al futuro dell'Italia e del centrodestra la parola «popolo» e l'aggettivo «popolare», tanto cari a don Luigi Sturzo. Sturzo, già nei suoi primi scritti, rivendicava il termine «popolo» nel suo significato più antico, richiamando direttamente il concetto che esso aveva nel mondo classico romano. La Democrazia Cristiana, erede del Partito Popolare, rifiutò però da subito questa parola - «popolo» - forse perché inquinata dal richiamo ad esso da parte delle Repubbliche, per l'appunto «popolari», di stampo comunista. Sarà così soltanto il giornale della Democrazia Cristiana (il quotidiano Il Popolo, fondato nel 1923 da Giuseppe Donati), ereditato dalla stagione sturziana, a ricordare l'ispirazione popolare. Ma per trovare conferma dell'imbarazzo democristiano nel rivolgersi direttamente al «popolo» basta pensare ai nomi delle feste delle principali forze politiche dell'Italia repubblicana: la festa dell'Unità, la festa dell'Avanti, la festa... dell'Amicizia! A seguito del terremoto giudiziario del '92-'93, però, Mino Martinazzoli ricorse al termine «popolare» per ripulire i panni dell'esperienza Dc. Una specie di ritorno alle origini, almeno di facciata, in cui però a dominare non erano i cattolici liberali, ma i residui della sinistra democristiana di cui lo stesso Martinazzoli era stato esponente. Dopo la segreteria Martinazzoli e la reggenza Iervolino, il Ppi esaurisce da subito la sua esperienza unitaria, tanto che la sinistra Dc, egemone nel partito postdemocristiano, tira fuori dal cassetto la candidatura di Romano Prodi e l'accordo con il Pds sotto lo slogan, poi smentito dai fatti, «Né con An, né con Rifondazione Comunista». Da quel momento la riedizione del termine «popolare», già opaca, si consuma definitivamente con la nascita di un soggetto politico nuovo, la Margherita, in cui la classe dirigente cattolica accetta la leadership di un ex radicale, Francesco Rutelli. Parallelamente, nello scenario politico internazionale, Forza Italia si va affermando dapprima come interlocutore e successivamente come rappresentante del Partito Popolare europeo in Italia. A quasi novanta anni dall'appello a tutti gli uomini liberi e forti per l'adesione al Partito Popolare italiano, Berlusconi chiede agli italiani un voto al Popolo della Libertà per rilanciare il nostro paese. L'incipit scelto da don Sturzo per il suo appello riecheggia in questi ultimi giorni di campagna elettorale, con altre parole, nei discorsi con cui Silvio Berlusconi si rivolge all'Italia. Scriveva infatti don Sturzo il 18 gennaio 1919: «A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà». La storia vede dunque un innovatore geniale come Berlusconi artefice del recupero del concetto di «popolo» e dell'affermazione di un nuovo popolarismo di matrice sturziana. La generazione dei nuovi popolari suscitata da Berlusconi si alimenta del rispetto dell'identità e delle tradizioni del popolo italiano, a partire dal legame indissolubile con l'esperienza cristiana e dal riconoscimento del ruolo della Chiesa cattolica nel nostro paese e nel mondo. Questa generazione di nuovi popolari, cresciuta negli anni dell'uomo politico Silvio Berlusconi, è fatta di giovani animati da passioni e ideali sinceri, certi delle proprie convinzioni e fiduciosi nel domani. Berlusconi completa, infine, l'evoluzione della destra italiana, superandone conservatorismi e retaggi inutilmente anacronistici, e proietta i nuovi popolari italiani verso un riformismo sincero, capace di assicurare all'Italia il futuro di libertà che merita. Andrea Camaiora |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.259 del 8/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||