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numero 280
6 marzo 2008
 
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Al voto per far ripartire il Paese

di Alessandro Gianmoena - 11 aprile 2008

Cara elettrice, caro elettore, si avvicina una sfida elettorale molto delicata per il nostro paese. L'Italia è stata messa in ginocchio dalle politiche dissennate di Prodi: le famiglie, le imprese, tutte le categorie professionali si sono impoverite. Ebbene, è giunto il momento di fare rialzare il paese. Rappresentare la Liguria a Roma, per un candidato alle elezioni politiche, significa portare a livello centrale le istanze di una Regione che, sotto l'onda d'urto delle Giunte Rosse, rappresenta un terreno difficile per coloro che non si riconoscono nella sfera d'influenza della sinistra, un terreno dal quale i giovani, che rappresentano il futuro, sono spesso costretti ad emigrare per trovare un'occupazione. Io intendo farmi portatore delle istanze di coloro che vogliono crearsi un futuro libero, sganciato dal sistema tentacolare politico-economico che avvolge il nostro territorio e che blocca il suo sviluppo.

I risultati delle politica fallimentare della sinistra sono sotto gli occhi di tutti: Genova, con Marta Vincenzi, e la Liguria, con Claudio Burlando, perdono competitività: non possiamo assistere inermi all'attuale declino industriale ed infrastrutturale. La discontinuità invocata dal sindaco Vincenzi, che quando si insediò a Palazzo Tursi promise una politica all'insegna del cambiamento, è la stessa di cui ora parla Veltroni per il governo del paese. Ebbene, anche a livello nazionale la sinistra ripropone sempre lo stesso copione: il «nuovo inizio» invocato ora dal Pd non è altro che l'ennesimo inganno ai danni degli elettori. Ed infatti il gruppo di governo che propone Veltroni corrisponde al 70% dei ministri e sottosegretari del defunto governo Prodi, che è tuttora il presidente del Partito Democratico.

L'Italia, e anche la Liguria, hanno bisogno di una politica che abbia come punto di partenza la realtà, una realtà dove gli stipendi medi, grazie a Prodi e Visco, sono i più bassi d'Europa, dove accade che gli assegni sociali dati agli immigrati dal governo di sinistra siano più alti delle pensioni minime dei cittadini italiani. Noi intendiamo accrescerle in base all'aumento del costo della vita. In una situazione di crisi come quella attuale noi non promettiamo miracoli, ma crediamo nella possibilità di risollevare il paese dopo i disastri di Prodi. Crediamo nella necessità di dover riformare la Pubblica Amministrazione in modo che costi meno ad ogni cittadino; di investire sulle imprese, sulle infrastrutture e in particolare sulla famiglia (intesa come unione naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna) come referente fondamentale delle nostre politiche, come primo fattore di sviluppo della nostra società. Il nostro programma presenta un piano di sostegno alle famiglie che prevede, oltre al quoziente famigliare, ad un piano di edilizia popolare, all'abolizione dell'Ici sulla prima casa, e ad altre misure, anche l'impegno a restituire loro potere d'acquisto.

L'Italia è ora ad un bivio: può scegliere di ripartire sotto la guida di Silvio Berlusconi. Abbiamo bisogno anche del tuo sostegno per vincere la sfida.

! Alessandro Gianmoena
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