RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

L'alba di un nuovo giorno

di Armando Pannone - 16 aprile 2008

L'alba che rischiara stamane i tetti delle città italiane è più delicata, il sole che avvolge ogni angolo della città è più caldo, l'aria è più tersa. Oggi è una giornata davvero speciale per l'Italia. E' l'inizio di una nuova era. Silvio Berlusconi, al termine di una durissima ed impegnativa campagna elettorale, è il nuovo Presidente del Consiglio. Dopo due anni di governo rosso del Paese, si volta definitivamente pagina. La maggior parte degli italiani con questo voto si è scrollata di dosso un periodo da incubo, di rassegnazione, di disperazione. Ha colto al volo l'occasione di cambiamento offerta dalle consultazioni elettorali per il rinnovo delle Camere e non l'ha sciupata. Era l'ultimo tram. Bisognava prenderlo, per non vivere nel rimpianto dell'ennesima occasione perduta, prima che la notte dell'abbandono s'impadronisse definitivamente delle coscienze.

La differenza l'ha fatta Silvio Berlusconi. Il leader del centrodestra ha saputo compattare un intero popolo in un'unica formazione che ha posto al centro della sua azione politica la libertà. Ha travolto gli avversari come un ciclone, ha motivato, spinto gli italiani energicamente a dedicarsi ad una missione difficile: cambiare il Paese. Ci è riuscito, ha vinto con largo margine e in un crescendo di simpatie politiche e popolari. Ha girato l'Italia in lungo e largo, stringendo migliaia di mani e attraversando quartieri degradati, abbandonati, toccando con mano lo sfacelo urbanistico e morale di un tessuto sociale sfilacciato e sfiduciato. Con accorati accenti ha denunciato queste cose ai cittadini, nelle mille occasioni d'incontro, durante la campagna elettorale. Ha chiesto fiducia per cambiarla, la storia drammatica del Paese, strappando le pagine buie in fondo ad un libro che stava inesorabilmente per chiudersi. Ha gridato il suo NO ad un finale triste. Ha chiesto uno sforzo ai suoi concittadini per ricominciare a scrivere una nuova storia, con toni diversi. La storia di un miracolo, di una rinascita civile. Gli ingredienti per questa bella storia c'erano tutti: l'entusiasmo ritrovato della gente, l'intelligenza di un popolo mortificato nella sua dignità, la tradizione culturale di una Nazione unica al mondo, la volontà orgogliosa di non scivolare nel dimenticatoio della civiltà. Ne mancava uno solo, per dare inizio ad un cambiamento invocato dalla Verità, auspicato dalla maggioranza dei cittadini annichiliti da questi due ultimi anni di governo della sinistra.

Questo ingrediente l'ha aggiunto Silvio Berlusconi, con la sua discesa in campo: la speranza. Il leader del PdL con il suo entusiasmo, la sua visione da statista, ha ridato corpo alle speranze di una collettività rannicchiata su se stessa. Non ha parlato genericamente di riscatto sociale, dello sviluppo che verrà, della ripresa virtuale. Ha messo in gioco la sua storia personale, da uomo politico e da imprenditore, una storia che gli italiani conoscono bene, una storia costellata di successi e risultati importanti. Parola di Silvio Berlusconi, propostosi come medico di una Nazione che ha bisogno di ritrovarsi e respirare la brezza dell'entusiasmo e dell'ottimismo. Questo è stato l'argomento vincente, la garanzia personale che ha scosso le coscienze di una Nazione e permesso di ragionare concretamente di progetti futuri, di occupazione e di sviluppo possibile, con il suo aiuto, la sua competenza e la sua capacità imprenditoriale. Con lui, adesso che il sogno di un'unica formazione di moderati, di cittadini legati dal filo indissolubile dell'amore per la nostra patria si è realizzato, è lecito , possibile e concreto immaginare città più sicure, agili nei servizi e nei collegamenti, accoglienti ed ospitali, sicure. Un Paese con tante possibilità economiche per i suoi giovani figli. Un' Italia che ragioni in termini di cultura del lavoro e non di occupazione, perché il concetto di lavoro evoca il libero espandersi delle energie e della creatività, quello di occupazione evoca staticità e attendismo sterile. Tutto ciò che rema contro lo sviluppo, il progresso ed il benessere di un Paese moderno. I fantasmi cupi della sinistra si sono come dissolti all'alba di una nuova era. Silvio Berlusconi ha modificato la storia del Paese, liberandolo da pastoie ed ideologie rosse che ne avevano sempre ostacolato il volo.

L'alba di una nuova era ha ridato una luce diversa all'Italia. Una Nazione viva, allegra. Tutto grazie ad un sogno realizzatosi, un sogno condiviso da milioni di italiani che, nel segreto delle urne e nella verità delle proprie coscienze, hanno concesso fiducia a chi ha mostrato un volto solo, un parlare chiaro ed un solido progetto da condividere. Grazie, presidente Berlusconi. Buon lavoro.. A' nuttata è passata, per l'Italia. . Adesso è Napoli che attende la sua Liberazione e di rivedere il sole della libertà.

! Armando Pannone
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.260 del 16/4/2008
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata