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Una nuova fasedi Raffaele Iannuzzi - 16 aprile 2008 I fatti riaprono la sfida politica e culturale. Accade oggi con la vittoria del centrodestra. La scomparsa dei comunisti, da un lato, e dei cattolici come unità partitica, dall'altro, chiude la fase storica iniziata nel 1948, con la Costituzione repubblicana, definita, non a caso, la «Bibbia laica» del ciellennismo, del cattocomunismo e dell'azionismo laicista. Ora si apre una fase nuova, che non può essere governata con gli schemi ciellennistici, legati allo storico Cln, il Comitato di Liberazione Nazionale. Il territorio, con le sue dinamiche di spazio economico e sociale, diventa il cuore della battaglia politica e la Lega stravince proprio in questi spazi. La globalizzazione si declina sempre più come localizzazione, cioè come global nel local. I distretti industriali, in cui la Lega vince non con residuali schemi di protesta populistica, ma con progetti ormai chiaramente definiti da amministrazioni pubbliche, sindaci e una classe dirigente compatta, sono la riprova di questa tesi. Ecco la cifra di novità, che si aggiunge al superamento di fatto dello schema ciellennistico. E' ideologica la tesi che concepisce la Lega come fattore destabilizzante, perché il suo elettorato non protesta, ma indica una realtà storicamente consolidata e raccorda, al di là degli schemi di classe, la classe media e le piccole e medie imprese. Dunque, non tanto un blocco sociale, ma un popolo. Teniamo presente, poi, che la classe media è praticamente stata rasa al suolo dal governo Prodi, dunque il federalismo fiscale, che succede e sviluppa l'embrione politico e sociale della rivolta fiscale, drena consensi con una forza comunicativa irresistibile. Cacciari ha colto questo punto, anche se il Pd non riuscirà facilmente a trarne le dovute conseguenze. Il sistema-paese si è mosso sul piano elettorale perché si era già mosso su quello economico e sociale. Al Nord c'è la realtà sopra descritta, al Sud c'è l'asse della modernizzazione fondata sulle risorse territoriali (trait d'union: il federalismo fiscale), al Centro si sta muovendo la risalita del centrodestra, con una sinistra che occupa il potere, spartisce le rendite, ma non ha progetti per il territorio e il popolo. Dunque, siamo in presenza di un modello di taxation without representation. Saltano dunque tutti gli schemi, in forza di un superamento oggettivo. Che - sia chiaro - non ammorbidirà la dura realtà socio-economica del paese, ma renderà agibile la partita politica di un governo della ripresa complessiva. Un governo che nasce in una fase emergenziale. Da una realtà semplificata ma non governabile sul piano sociale emergono zone d'ombra di non piccolo rilievo. In primo luogo, la determinazione di fatto di una sinistra anche sul piano tecnico «extra-parlamentare». Il caso unico nella storia dei comunisti fuori dal parlamento determina questo tipo di realtà: un enorme punto interrogativo. A questo punto, si aprono spazi oggettivamente extra-parlamentari, con pezzi di sinistra che incassano i soldi pubblici e sono in grado di utilizzarli per qualsiasi progetto di antagonismo sociale. Un caso unico in Europa. Un dato storico, un'assoluta novità che potrebbe produrre questo problema. Una realtà oggettivamente extra-parlamentare senza canali di sfogo e di rappresentanza interna alle istituzioni. Sull'altro versante, il cattolicesimo politico residuale, i pezzi dell'Udc rimasti in piedi, qui registriamo la chiusura di una cultura politica intesa come linguaggio appartenente ad una determinata fase storica, ma ciò non comporta alcuna difficoltà in ambito rappresentativo. Il popolo cattolico è, in questo senso, assai più laico e perciò flessibile degli storici rappresentanti della Dc e l'Udc non è in grado di contenere, come la vecchia Balena Bianca, molti frammenti di società. Dunque, l'ipotesi della terza forza o dell'ago della bilancia scompare. Azzerata. Si chiude la storia tradizionale del cattolicesimo politico e si apre la nuova stagione della sintesi politica cattolico-liberale-nazionale. Su questo nuovo vettore politico, la Lega inciderà perché aprirà all'interno della coalizione un canale di confronto fisiologico e importante. Il che accade in ogni realtà europea. Dunque, l'eccezione del comunismo antagonista divenuto eccezione europea si coniuga con la nuova fase più marcatamente europea aperta dalla coalizione di centrodestra, ancora una volta con Berlusconi.
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Ragionpolitica, periodico on line n.260 del 16/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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