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Puntare sull'innovazionedi Giulio Moscatelli - 16 aprile 2008 Nubi si addensano sugli orizzonti economici e finanziari internazionali. Vale la pena però fare alcune distinzioni, per poi indicare alcune linee di intervento. Gli Usa vivono una delle peggiori crisi finanziarie del dopoguerra con una pericolosa carenza di liquidità. Non sembra però che - al momento - (soprattutto per gli interventi della Fed) si possa parlare di crisi strutturale dell'economia (che mostra caratteristiche meno allarmanti della finanza). Nell'Unione europea il supereuro ha costituito - specie per le economie più robuste - un argine alle tensioni inflattive da domanda di materie prime. L'Italia però ha caratteristiche diverse sia dagli Usa, dai quali - fra l'altro - la differenziano un'assai debole competitività e soprattutto una quota bassissima di finanziamenti per la ricerca e l'innovazione; sia dalla Germania per competitività ma soprattutto per mercati di riferimento: l'euro forte senz'altro avvantaggia la Germania in termini di export, così come senz'altro svantaggia l'Italia. Va poi detto che le tradizionali leve di politica economica nazionale per l'Italia (ma non solo) sono pressoché inesistenti: la leva monetaria è in mano alla Bce (tassi compresi), la leva di bilancio (leggi: indebitamento) è sorvegliata dai parametri di Maastricht; rimarrebbe la leva fiscale (ben lo sa Berlusconi che la evoca), ma solo entro margini ristrettissimi: senza peggiorare cioè il debito pubblico. Allora: se la crisi è congiunturale (e lo è per gli Usa,forse per la Germania) la nottata passerà. Ma se la crisi è anche strutturale, come per l'Italia (bassa competitività, fragile produttività - con rischi di spirale inflattiva: l'inflazione, la storia insegna, non si combatte con i calmieri, ma solo con migliore produttività), bisogna pensare AD interventi di valore. Anche se i peggiori scenari di stagnazione non si verificassero bisogna tornare a pensare al futuro eminentemente in termini di competitività: quest'ultima non è un animale strano, la si raggiunge con la ricerca, l'innovazione (di processi e di sistemi) e con le infrastrutture. Per farlo ci vogliono i soldi, è sempre stato così: la letteratura insegna: S=I cioè il Risparmio (Save) dà gli Investimenti. Purtroppo la crisi strutturale non la si risolve ridando fiato ai consumi interni ma al contrario incentivando il risparmio (altro campanello d'allarme: gli italiani, già vecchie formiche virtuose per propensione al risparmio, stanno pericolosamente retrocedendo). Ma bisogna creare ciò che in Italia non c'è mai stato (negli USA sì), vale a dire il collegamento tra risparmio e investimenti per l'innovazione: non lo fanno le banche, no, basta vedere come hanno indirizzato i risparmi nei casi Cirio, Parmalat, Bond argentini..Possiamo però copiare virtuosamente: negli Usa esistono dei Fondi comuni che finanziano alle università dei progetti di ricerca finalizzati. Essi sono assai remunerativi dal momento che, anche se su dieci progetti finanziati solo due risultano vincenti, questi ultimi lo sono così eccezionalmente (tanto per capirci gli Yahoo della situazione) da compensare largamente gli altri otto. Tali strumenti avvierebbero un circolo così virtuoso che molti problemi (col tempo) si volgerebbero a soluzione, per l'Italia quelli fondamentali e decisivi per il futuro: l'innovazione, e con essa la competitività, la produttività e il suo effetto antinflazionistico. Tali fondi devono essere rigorosamente privati (lo stato può esserne il patrocinatore) e raccogliere risorse direttamente sul mercato. Un asset dai buoni rendimenti attrae risparmio -s oprattutto quello destinato alla previdenza integrativa - e, col tempo, drenerebbe risorse sane senza intaccare deficit di bilancio. Non c'è molto altro - stante le condizioni rigide dell'inquadramento comunitario - che si possa fare, e va fatto prima possibile. Giulio Moscatelli |
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Ragionpolitica, periodico on line n.260 del 16/4/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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