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Decolla l'amicizia tra Italia e Russia

di Daniele Martino - 19 aprile 2008

Il vertice di giovedì e venerdì tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin segna la rinascita dei rapporti tra Roma e Mosca dopo i due anni di freddezza mostrati dall'esecutivo di Romano Prodi. Durante il summit a Porto Rotondo i futuri primi ministri italiano e russo hanno affrontato le questioni più importanti che legano strettamente Italia e Russia: gli approvvigionamenti energetici e i futuri assetti di Alitalia. Sul fronte delle forniture di gas, si consolida l'asse privilegiato tra le due compagnie energetiche di riferimento, l'Eni per l'Italia e Gazprom per la Russia, che determinerà la fine di ogni rischio di interruzione dei flussi di rifornimento. La partnership tra Eni e Gazprom è a tutto tondo, dalla costruzione delle infrastrutture di trasporto, alla scoperta dei nuovi giacimenti, come è avvenuto recentemente con le congiunte attività di estrazione a Surgut, nella Siberia occidentale.

Sul fronte Alitalia, la collaborazione tra Italia e Russia si deve alla forte amicizia personale tra Berlusconi e Putin, che ha permesso di riprendere in considerazione la trattativa con la compagnia aerea russa Aeroflot; difatti, l'ostinazione di Prodi e di Tommaso Padoa-Schioppa di trattare ad ogni costo con Air France aveva indotto Aeroflot a lasciare le trattative con Alitalia, perché non vi erano sufficienti spazi di manovra per un equilibrato confronto tra le parti, vista la scelta a senso unico verso la compagnia francese. Ora, invece, torna alla ribalta l'interesse di Aeroflot, supportato attivamente da Silvio Berlusconi come da Vladimir Putin. Dalla Sardegna, il primo ministro italiano in pectore ha dichiarato che «con Vladimir abbiamo parlato della possibilità di avere un tavolo a cui sederci con Aeroflot», mentre Putin ha confermato che «è chiaro che Silvio è preoccupato per Alitalia e la tutela dell'interesse nazionale». Tuttavia il leader del Pdl non vuole chiudere la porta ad Air France, ma il pre-requisito indispensabile dev'essere una trattativa alla pari che porti, nel caso di un accordo con Air France-Klm, ad un ruolo di pari grado tra le tre compagnie aeree. Ciò che emerge dalla prima decisione post-elezioni di Silvio Berlusconi è la salvaguardia e la tutela degli interessi del paese, con la necessaria dose di pragmatismo che è indispensabile in un momento difficile come questo; tutto il contrario delle granitiche certezze «tecnocratiche» di Romano Prodi, la cui unica preoccupazione era «svendere» Alitalia per poi ergersi a salvatore della patria.

I rapporti tra Italia e Russia non sono mai stati così positivi; tutto ciò è testimoniato anche dall'interscambio turistico e commerciale tra i due Stati. Le presenze russe in Italia sono cresciute del 350% dal 2001 ad oggi, mentre l'interscambio commerciale viaggia su ritmi di crescita del 20% annuo, ponendo l'Italia come terzo partner commerciale di Mosca dopo Cina e Germania. L'amicizia Berlusconi-Putin favorirà sicuramente l'avvicinamento di Mosca all'Occidente; negli ultimi anni vi sono stati parecchi momenti di tensione sia strategica, come con gli Stati Unti a causa dello scudo anti-missile, sia commerciale, come con l'Unione Europea sui trattati di libero scambio. I vantaggi di questa amicizia sono rilevanti per entrambi gli Stati poiché anche l'economia italiana trarrà numerosi vantaggi, aumentando ulteriormente il volume delle esportazioni, soprattutto nel campo della moda, della ristorazione e dei motori; infatti, in Russia l'«italian style» è un vero e proprio status symbol che si sta allargando anche alle fasce medio-alte della popolazione, non rimanendo più solo appannaggio dei super-ricchi. Il vertice di Porto Rotondo conferma la forte amicizia tra Italia e Russia; Putin è sempre di più «l'amico Vladimir».

Daniele Martino

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